La Svezia è la nuova frontiera del vino marchigiano

La Svezia tra i mercati più promettenti per il vino made in Marche. Uno studio promosso da Assoenologi in collaborazione con ENO’, mette in luce uno dei mercati più dinamici, dove le Marche sono protagoniste. Cambia il clima, e in Svezia si esporta più Verdicchio, ma c’è necessità di ampliare i disciplinari con innovazioni e nuovi formati nel confezionamento in linea con le scelte dei consumatori scandinavi. Se ne è parlato nei giorni scorsi a Porto San Giorgio in un convegno organizzato da Assoenologi Marche in collaborazione con l’azienda Enò che si occupa di biotecnologie in campo enologico. Presenti 85 tra produttori e tecnici vitivinicoli delle principali aziende marchigiane e abruzzesi, la prolusione sullo stato delle esportazioni di vino in Svezia è stata curata da Mario Meschiari, Import Manager di Winemarket Nordik del Gruppo VIVA GROUP, il maggior importatore di vino in Svezia.

L’italia ha il ruolo di paese leader nella vendita di vino in Svezia – ha commentato Meschiari – con circa 56 milioni di litri, rappresenta il 28% del mercato, seguita dalla Francia con il 14% e dalla Spagna. Il mercato svedese è caratterizzato da consumi in prevalenza di vino rosso, e, a seguire, il bianco e il rosato”. E se l’export di vino italiano in Svezia è storicamente votato al vino rosso, ora secondo i dati raccolti, si sta registrando una flessione dei consumi a vantaggio dei bianchi, rosati e spumanti. E l’Italia, sta sperimentando per la prima volta una leggera flessione nelle vendite, proprio in virtù del fatto che è un esportatore di vino rosso nel paese scandinavo.

Ma in questo scenario, le Marche hanno un asso nella manica: il Verdicchio; tra i vini più venduti sul mercato svedese. Il Verdicchio sembra essere l’unico a registrare incrementi a due cifre, (oltre il +20% a volume). A contribuire a questa performance, un ruolo fondamentale lo gioca il cambiamento climatico, che sta facilitando il consumo di vini freschi: bianchi, rosati e spumanti. Durante il seminario si è proceduto alla degustazione dei vini di maggiore tendenza venduti nel monopolio svedese provenienti da varie nazionalità e suddivisi nelle categorie di bianchi, rosati e rossi giovani, invecchiati in legno e, in particolare, quelli ottenuti da uve in appassimento, altro segmento che incontra le preferenze dei palati svedesi. Contestualmente sono stati assaggiati vini italiani in prevalenza dell’Italia centrale elaborati con protocolli sviluppati da ENO’ con affinità ai vini di maggiore tendenza venduti in Svezia. Lo scopo è stato quello di sensibilizzare le aziende a prendere atto dello stile di vino richiesto dal mercato scandinavo e di esaminarne le tendenze.

Le nuove frontiere del consumo premiano il “bag in box” e il tappo a vite.

Al seminario sono intervenuti i vertici dell’Istituto Marchigiano di Tutela vini; il presidente Antonio Centocanti e il direttore enologo Alberto Mazzoni, che hanno ribadito l’importanza di questo mercato per il vino marchigiano e, in particolare, hanno sostenuto la necessità di ampliare i disciplinari prevedendo la possibilità confezionare in contenitori e chiusure alternative come i formati bag in box e il tappo a vite, perché risultati in linea con le scelte dei consumatori nei mercati scandinavi e internazionali. Sono intervenuti per la ditta ENO’ il titolare Ennio Stangoni e il responsabile commerciale Matteo Ambrogi e per la sezione Assoenologi Abruzzo il presidente Nicola Dragani. Il seminario è stato condotto dal presidente Assoenologi Marche Giuliano D’Ignazi.