Le eccellenze dell’enologia torinese a Eataly

Torino DOC Days a Eataly, due giorni di degustazione dedicati ai 32 vini, prodotti da 20 cantine, del  Canavese, della Collina Torinese, del Pinerolese e della Valsusa  che hanno ottenuto il massimo dei voti (tre cavatappi) nella selezione della Camera di commercio di Torino.  La selezione è avvenuta a cura di una commissione che ha degustato 156 campioni provenienti da 46 diverse aziende della provincia. L’appuntamento è stato un’occasione per scoprire dalla voce degli stessi protagonisti il meglio del ricco patrimonio vitivinicolo: dal viticultore “eroico” con terrazzamenti in alta montagna, all’artefice del Passito di Caluso, dal giovane produttore di quarta generazione attento alla tradizione e alla sostenibilità, fino al ricercatore impegnato nelle microvinificazioni sperimentali e per fare un punto sulla vendemmia 2018 e sulle prospettive commerciali e qualitative di questi vini.  

Conversando con alcuni produttori rappresentativi delle varie aree vitivinicole si riscontra una generale soddisfazione sull’andamento della vendemmia 2018. Il sig. Giancarlo Martina, titolare dell’Azienda Agricola Martina di Giaglione, presente con il Valsusa DOC 2015, ha espresso la sua soddisfazione per la vendemmia 2018 “finalmente quest’anno abbiamo fatto qualità e quantità, caratteristica riscontrabile in tutto l’areale della DOC, per tutte le varietà, merito di un’annata climatica favorevole: piogge estive arrivate nel momento giusto e un settembre caldissimo con temperature che hanno raggiunto anche i 30 gradi, favorevoli a una viticoltura di montagna”.  Unica nota dolente è il ritardo per la ratifica, da parte del MIPAAF, della modifica del disciplinare (presentata da ben due anni) nella quale si richiede la possibilità di ottenere l’autorizzazione transitoria di etichettatura per le tipologie monovarietali Becuet e Baratuciat dei vini DOC Valsusa, bloccando in tal modo opportunità di sviluppo dell’enologia locale.

Esaminando un altro areale, il Canavese, il sig. Roberto Ferrando della Ferrando sas di Ivrea, presente con il suo Erbaluce di Caluso DOCG “Cariola” 2017, ha spiegato che “l’annata è partita in ritardo, brutto tempo fino a giugno, però, prima della vendemmia l’uva ha raggiunto la completa maturazione. Uve molto sane, gran belle uve e gran bella produzione, quest’anno vanno a braccetto qualità e quantità”. Ha proseguito che “l’Erbaluce ha un buon riscontro in tutti i settori a livello nazionale e internazionale. Chi ha la possibilità di assaggiarlo apprezza molto il prodotto, anche per la triplice attitudine della varietà (fermo, spumante e passito)”. Ha proseguito evidenziando “che il Passito è il vino che commercialmente soffre di più perché stenta ad arrivare sulle tavole, in particolare nella ristorazione, pur essendo un prodotto di eccellenza. L’Erbaluce ferma sta funzionando bene e lo spumante è una chicca, perché, essendo un vino che si differenza dalla spumantistica nazionale, nei sui piccoli volumi crea interesse nel consumatore anche se ancora poco conosciuto”.  

Il sig. Rossotto dell’Azienda Agricola Rossotto Stefano di Cinzano, presente con il Collina Torinese Malvasia DOC 2017, ha evidenziato che “è stata una vendemmia a di poco eccezionale, praticamente il caldo di agosto e di settembre hanno fatto maturale le uve in modo ottimale supportate da una ottima escursione termica tra giorno e notte”. Ha proseguito “i vini si presteranno per lunghe conservazioni, barbere e freise potranno dare il meglio negli anni, i vini bianchi sono stati ottimi, le malvasie presentano un quadro aromatico molto spiccato, una buona partenza per una buona rifermentazione in vasca”.  Per il futuro “considerato il calo dei consumi, bisogna allargare gli orizzonti, andare più lontano, di riflesso cambiare un pelino i vini che abbiamo, perché non è detto che i vini del territorio piacciono ad un popolo più internazionale, per cui c’è tutto un lavoro da fare, delle sfide che i produttori del territorio devono porsi”.

In occasione di questa manifestazione è stata distribuita la nuovissima guida Torino DOC 2019-2020, che raccoglie tutti i 146 vini torinesi (premiati con 1, 2 o 3 cavatappi) e le 45 aziende selezionate dalla Camera di Commercio di Torino. La guida oltre a segnalare tutti i vini che hanno superato il punteggio minimo è completata da una breve presentazione delle aziende produttrici e contiene tutti i riferimenti per favorire il contatto diretto dei consumatori con i produttori e arricchita da alcune ricette di cocktails i cui ingredienti base sono  vini DOC e DOCG della provincia di Torino e il vermouth, vino aromatizzato della tradizione torinese. La guida è visibile anche sul sito www.torinodoc.com.

 

Ezio Alini