L’influenza della tappatura sull’evoluzione dei vini: dalle parole ai fatti

La sezione Onav di Torino ha affrontato uno dei temi importanti nell’imbottigliamento del vino, il tipo di chiusura, fondamentale per il mantenimento nel tempo della qualità del prodotto. Tappo di sughero o chiusure alternative? Le chiusure alternative al sughero stanno riscuotendo grande interesse tra i produttori ed i consumatori. Ma quali chiusure alternative? Per saperne di più sono stati invitati alcuni esperti dell’azienda leader nel campo delle chiusure enologiche, Nomacorc. Dal gennaio 2015 fa parte di Vinventions, il cui obiettivo è quello di diventare il più innovativo ed eccellente fornitore di soluzioni complete di chiusura per il vino fermo e spumante in tutto il mondo. Una gamma molto ampia di chiusure dai tappi a vite di fascia alta, tappi naturali, chiusure in vetro e strumentazioni. L’incontro ha avuto come oggetto il tappo Select bio presentato nel 2013, primo tappo al mondo senza impronta di carbonio, una gamma di prodotto che comprende tre tappi, ciascuno con un diverso livello di permeabilità all’ossigeno.

IMG_3902Secondo i dati rilevati dal 2006 al 2010, l’International Wine Challenge di Londra conferma che il 6% dei vini risulta essere difettato ed oltre il 50% di questi difetti sono dovuti ad un mancato controllo nella gestione dell’ossigeno. La gestione dell’ossigeno riguarda sia l’ossigeno della fase di imbottigliamento che quello trasmesso nella bottiglia attraverso la chiusura. La serie Select bio si fonda su quattro presupposti: apporto di ossigeno definito in un range ottimale per la qualità dei vini; apporto di ossigeno riproducibile nello stesso lotto e su lotti differenti; selezione di materie prime di qualità superiore per assicurare l’assenza di deviazioni organolettiche e la sostenibilità, tema affrontato da Antonino La Placa. Molta è la confusione circa l’impatto ambientale nella produzione dei tappi, che influenzano meno dell’1% l’impronta totale di carbonio speso nella produzione di vino. I benefici di questo tappo consistono nella combinazione di zero emissioni, neutralità organolettica che elimina il sapore di tappo, prestazioni di chiusura omogenee e gestione ottimale dell’ossigeno nel processo di affinamento in bottiglia. Inoltre questi tappi sono riciclabili al 100%, in quanto prodotti da polimero vegetale ottenuto dalla canna da zucchero e sono perfetti per i vini biologici o biodinamici.

Al termine l’assaggio di quello che è stato spiegato, ovvero l’evoluzione del vino con apporto diverso d’ossigeno a cura dell’enologo Gianpiero Gerbi. Vermentino Poggio al Tesoro Solosole 2013, con due tappature Select 100 (chiusura più ermetica), Select 300. La differenza si riscontra al naso, freschezza al primo e maturo il secondo. In bocca sono molto vicini.

Donnafugata Sherazade 2013 Nero d’Avola con tre tappature Select 500, 300, 100. Impatto olfattivo del primo apre su frutta fresca per salire fino alla frutta cotta. Uno spettro molto ampio non trovato negli altri due vini. Il secondo si presenta molto equilibrato in bocca, rotondo, i tannini strutturati. Nel terzo la tannicità è sabbiosa.

Chianti classico Consorzio Tuscania cantina sperimentale, un vino non in commercio, 2007 con Select 100, 300, 500, agglomerato, naturale e birondellato. Differenze interessanti: il primo sviluppa al naso una sensazione morbida, vanigliata con accenni frutta sottospirito piacevoli; tannino rotondo, strutturato, dolce, rotondo. Il secondo tende ad essere etereo, leggermente fenolico, decisamente meno dolce con tannicità robusta, molto equilibrato. Il terzo un cambio notevole, le sensazioni sono di sottobosco, con note selvatiche che ricordano il Chianti. Tannino asciugante.

Piera Genta

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