Mine Wine, il Gavi delle 11 terre

Bei riflessi luminosi in un colore sostanzialmente giallo paglierino. Al naso ricco e ben equilibrato con note agrumate, di varia intensità, dalle quali emerge soprattutto il sentore di mandarino, note aromatiche morbide e balsamiche, frutta bianca. In bocca regala una percezione gustativa armonica ed equilibrata, freschezza, e sapidità: un vino piacevole e intenso, raffinato e di buon abbinamento, lieve e complesso, un vino “femminile”.

L’autrice è, infatti, una donna: Giusi Scaccuto Cabella ha creato Mine Wine, un bianco piemontese, Gavi Docg, che, con progetto innovativo, nasce dall’uva prodotta negli 11 comuni della denominazione Gavi, terreni composti dall’alternanza di suoli marnosi, calcarei e argillosi, caratterizzati da diversi microclimi.

Nessuno mai ci aveva pensato: 11 terre per 1 sola etichetta; non esiste un altro vino che rappresenti così integralmente tutte le caratteristiche del Gavi.

Giusi, che ha presentato il suo vino a Milano, presso il Ristorante Joia – Alta Cucina Vegetariana – in abbinamento con i piatti dello chef Pietro Leemann, racconta:- “dopo aver lavorato in varie aziende vinicole e dopo aver accumulato esperienza sia in vigna che in cantina, un giorno mi è venuta in mente un’idea interessante, quella di armonizzare le varie anime del terroir di Gavi in un unico prodotto.

Come si sa, a Gavi, le terre rosse sono originate dalla ferrettizzazione delle ghiaie miste ad argilla, antichi depositi alluvionali che si trovano soprattutto a nord, verso Tassarolo e Novi, dove le colline sono più dolci e le vigne si alternano a boschi di quercia. La fascia centrale, verso Serravalle, vede un’alternanza di marne e arenarie e, infine, la parte meridionale, che si fa più ripida per l’approssimarsi dei rilievi dell’Appennino, è composta da marne argillose bianche, la cui origine marina è evidente anche per la presenza di numerosi fossili.

Con l’esperienza maturata in anni di lavoro in vigna e in cantina, Giusi ha condotto la scelta delle percentuali di ciascuna terra, tenendo  conto dell’andamento dell’annata e di come si sono espresse le zone nel corso della stagione. Ha poi seguito in prima persona la fermentazione fin dalla realizzazione del pied de cùve, mantenendo una fermentazione senza utilizzo di prodotti chimici, completamente naturale: una sfida per capire come armonizzare le varie anime in un unico vino. “E’ stata una sorpresa anche per me scoprire le caratteristiche organolettiche di un blend nato da terre rosse, bianche e di mezzo. “Di fatto – conclude Giusi – credo di aver realizzato un Gavi, che rappresenti la mia personalità, tanto complessa quanto sfaccettata”. 

Enrica Bozzo