13 giugno 2017

Mongarda il vino è una questione di famiglia

Trentamila bottiglie in dieci ettari di vigneti, suddivisi soprattutto in cru, tutti di proprietà di una famiglia. Mongarda, situata a Col San Martino (TV), tra le colline più vocate del Conegliano Valdobbiadene, è soprattutto una cantina artigianale di elevata qualità. Vini unici e decisamente personali, che nel calice esprimono vivacità, freschezza, potenziale longevità ed estrema naturalità.

Credere nella terra, lavorarla con rispetto, preservandola per le generazioni future è la filosofia, che da sempre guida la famiglia Tormena in ogni scelta. È nel vigneto di famiglia in località Mongarda, da cui prende il nome l’azienda, che Bruno Tormena sin da piccolo impara ad amare le vigne, seguendo il nonno nel lavoro tra i filari. Una passione cresciuta di giorno in giorno, tanto da decidere di frequentare la Scuola Enologica. Nel 1978 la svolta: Bruno, affiancato dalla moglie Marinella, decide di dedicarsi completamente al lavoro di vignaiolo, seguendo un’idea precisa: il rispetto per la natura e la materia. Un tema, quello della sensibilità ambientale e della naturalità, che negli anni ’70 era poco sentito, ma che Mongarda ha da sempre nel proprio DNA. Una scelta che, nel 2013, ha portato Mongarda ad aderire alla FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti – associazione di piccoli viticoltori che intende promuovere la qualità del vino italiano.

Oggi Bruno e Marinella conducono l’azienda insieme ai figli Martino, che si occupa in prima persona della produzione e della gestione dei vigneti ed Anna, che segue la comunicazione. Francesca invece aiuta Marinella con la gestione. Su questi pendii è necessaria e fondamentale un’attenzione aggiuntiva in ogni fase, poiché la fatica per ottenere la qualità in vigneto è molta e non si può vanificare tutto nel momento della raccolta.  “Il nostro è un lavoro delicato – spiega Martino – anzitutto perché le forti pendenze rendono difficile qualsiasi intervento”. Su queste colline, infatti, ogni lavorazione è manuale. Sfalcio, vendemmia, potatura, qui ciascuna azione tra i filari richiede sforzo e, soprattutto, tempo, perché l’alta collina non impone al viticoltore solo fatica fisica, ma anche molte ore di lavoro impiegate.

Complice anche il cambiamento climatico, è dunque quanto mai necessario rendere sostenibile questa produzione. Per questo Martino sta studiando un nuovo sistema di reimpianto del vigneto Rive Alte, per rendere più agevole il lavoro in forte pendenza attraverso la parziale meccanizzazione. Sempre nel rispetto dell’ecosistema, in vigneto non viene effettuato nessun diserbo e la concimazione prevede l’utilizzo di compost autoprodotto naturalmente dai tralci di vite, vinacce esauste e letame proveniente da animali nutriti solamente con fieno e in allevamenti non intensivi. “Per Mongarda – prosegue Martino – la sostenibilità produttiva è un aspetto fondamentale. Dobbiamo far capire che il vino prodotto in questo territorio non è buono perché il terreno è difficile da coltivare, ma proprio perché il vino qui ha una qualità superiore che vale la pena fare tanta fatica e produrlo anche se è anti economico”.

In cantina Mongarda persegue il miglioramento della longevità dei vini, che devono mantenersi nel tempo con il minor apporto di solfiti possibile. Le vigne vecchie, in questo senso, danno vini più longevi e lo dimostrano alcune sperimentazioni fatte su bottiglie lasciate invecchiare fino a 12 anni, che risultano ancora interessanti. In questa direzione va anche l’inserimento del millesimo in etichetta, che Mongarda interpreta come comunicazione del potenziale di invecchiamento dei propri vini. Inoltre, in fase di prima fermentazione del vino base, Mongarda utilizza lieviti indigeni. Ogni vigna viene vinificata separatamente, perché le differenze di suolo, esposizione e microclima danno espressioni differenti, e quindi sarà poi destinata ad un vino in particolare (es. vigneto Rive Alte per l’Extra Dry e vigneto San Gallo per il Brut).

Colfondo vino simbolo della produzione Mongarda

Un prodotto storico di queste colline. La sfida della famiglia Tormena è ridare al Colfondo l’attenzione che merita, attuando una produzione con solfiti molto bassi e il più naturale possibile, che restituisca nel calice la tipicità e la freschezza di questa tipologia. Colfondo storicamente nasce quando le autoclavi, utilizzate per la spumantizzazione del Prosecco, ancora non esistevano. La fermentazione con lieviti indigeni si fermava spontaneamente con il calo delle temperature nella stagione fredda ma il vino veniva comunque imbottigliato, generalmente nel periodo di Pasqua. Nei mesi successivi, con l’arrivo della primavera e di temperature più miti, i lieviti contenuti nella bottiglia facevano ripartire la fermentazione fino a che gli zuccheri residui non venivano completamente utilizzati, creando le tipiche bollicine del Prosecco. Era, quindi, una rifermentazione in bottiglia senza la sboccatura, ed i lieviti restanti nel fondo aiutavano il vino a mantenersi vivo più a lungo nel tempo. Ancor oggi questo vino viene prodotto adeguando la vinificazione al cambiamento climatico. Ora le vendemmie sono anticipate e quindi i lieviti in prima fermentazione hanno modo di esaurire tutti gli zuccheri prima dell’arrivo della stagione fredda. La particolarità del Col Fondo Mongarda è che per la rifermentazione non vengono impiegati zuccheri esogeni ma unicamente mosto fresco prodotto in vendemmia e appositamente conservato.

Frizzante Col Fondo

Uve: Glera e vecchie viti autoctone

Alcol: 11° C

Temperatura di servizio: 6-8°C

Colore: giallo paglierino

Olfatto: sentori di fiori glicine, ginestra e sambuco; quindi mela renetta e golden

Gusto: bollicine setose dal carattere asciutto, che conquista grazie alla sua vivacità e freschezza

Cibo & vino: ideale con la merenda di salumi, da provare con la pizza integrale bianca agli asparagi

Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg extradry

Nasce da una singola vigna: Rive Alte

Uve: Glera e vecchie viti autoctone

Alcol: 11 ° C

Temperatura di servizio: 6-8°C

Colore: Giallo chiaro con leggeri riflessi verdi e perlage fine.

Olfatto: rivela subito fiori dolci di acacia, glicine e biancospino. A seguire toni fruttati di mela, pera, pesca bianca, melone bianco e susina.

Gusto: fresco, morbido, cremoso, di buon equilibrio e discreto corpo, in grado di sollecitare sul palato le note fruttate del naso, arricchite da spunti agrumati.

Cibo & vino: tortelli verdi con asparagi bianchi di Cimadolmo

Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg brut

Nasce da una singola vigna: Vigna San Gallo

Uve: Glera e vecchie viti autoctone

Alcol: 11 ° C

Temperatura di servizio: 6-8°C

Colore: giallo paglierino dal fluente perlage minuto e interminabile

Olfatto: bouquet ben armonizzato tra floreale e minerale, con fresche note fruttate

Gusto: fresco e secco (3 gr. zuccheri), rinfresca il palato con sensazioni pulite di frutta e agrumi, ottima sapidità.

Cibo & vino: risotto con asparagi e seppie saltate

I PIÙ RECENTI

Parlami del tuo Fiano (2)

17 agosto 2017

Parlami del tuo Fiano

15 agosto 2017
 

I PIÙ LETTI

aprile 10, 2017
Mondo Onav
Guida Prosit: un progetto unico e ambizioso dell’Onav.

Guida Prosit: un progetto unico e ambizioso dell’Onav.

La nuova guida dell’ONAV “PROSIT”  (www.guidaprosit.it) è stata presentata ufficialmente a Vinitaly e verrà lanciata on line a giugno 2017. Dopo i saluti del Direttore Michele Ales...

agosto 15, 2017
Newsroom
Parlami del tuo Fiano

Parlami del tuo Fiano

I produttori di Lapio raccontano il proprio vino del cuore a Fiano Love Fest. Musica, gastronomia e tanta allegria a Lapio, ma soprattutto tanto Fiano. Il vino del cuore di ogni la...

luglio 25, 2017
Eventi
Calici di Stelle: vino e stelle protagonisti dal 3 al 14 agosto in centinaia di piazze e cantine d’Italia

Calici di Stelle: vino e stelle protagonisti dal 3 al 14 agosto in centinaia di piazze e cantine d’Italia

Per il terzo anno consecutivo, Calici di Stelle sceglie Venezia per la grande anteprima nazionale della manifestazione che dal 3 al 14 agosto coinvolgerà centinaia tra cantine del ...

agosto 2, 2017
Mondo Onav
Banfi un ponte di bollicine tra l’Italia e gli USA

Banfi un ponte di bollicine tra l’Italia e gli USA

Quando i fratelli italoamericani John e Harry Mariani hanno deciso di dedicarsi anche agli spumanti, non hanno avuto dubbi sul territorio su cui puntare. E così, nel 1979, a distan...

 
Simple Share Buttons