Montelio un luogo ricco di fascino, ottimi vini…una storia infinita

Il vino racconta le più belle storie del nostro Paese.Tenuta Montelio, che nel 2018 ha festeggiato 215 anni di proprietà e 170 di attività, è una delle più antiche aziende vinicole dell’Oltrepò Pavese. La proprietà prende il nome dal piccolo e suggestivo edificio esagonale del 1700 posto alla sommità della collina del vigneto, così battezzato perché costantemente esposto al sole.

Nel 1803 Angelo Domenico Mazza, avo delle attuali proprietarie, acquista dai francesi una bellissima proprietà, che Napoleone aveva sottratto al clero: i terreni e l’antica grangia, il granaio, che dal 1200 appartenevano al monastero femminile di S. M. e S. Aureliano, insediamento benedettino fondato a Pavia nell’VIII sec.

Al 1200 risalgono i “contratti d’affitto”, conservati nell’archivio storico di Montelio, che contengono i primi riferimenti alla coltivazione della vite in quelle colline.

Rimangono a testimonianza di quei tempi alcune vestigia: il torchio tuttora presente sotto il portico centrale che era anticamente il chiostro del convento, la cantina sotterranea ora utilizzata per far riposare i vini in bottiglia e per affinare in legno le riserve, l’antica ghiacciaia del convento, caratteristica struttura ottagonale interrata 7 m. sotto il suolo, oggi adoperata come suggestivo infernot per custodire le annate storiche.

L’impulso decisivo arriva nel 1848 anno in cui nasce ufficialmente l’azienda Montelio e con essa viene avviata l’attività di imbottigliamento e commercializzazione dei vini confezionati. Protagonista è l’ingegner Domenico Mazza, appassionato e vulcanico imprenditore che oltre a scegliere di dare all’azienda il nome del settecentesco edificio in cima alla collina, impiantò vitigni sperimentali, progettò e mise in produzione una bottiglia spumante adatta alle alte pressioni e disegnò personalmente l’etichetta del celebre Champagne Montelio, lo spumante talmente in voga all’epoca da essere scelto dal Principe Luigi di Savoia per il varo della nave Vesuvio della Regia Marina Militare nel 1886.

Dal 1803, la linea di successione da parte di madre viene tramandata nella stessa famiglia per 8 generazioni. Oggi Montelio è guidata dalle sorelle Caterina e Giovanna Brazzola, affiancate dai rispettivi giovani figli Roberto e Arianna, Edoardo e Irene, quattro affiatati cugini che al termine dei loro percorsi di formazione hanno scelto di dedicarsi a tempo pieno all’azienda di famiglia assumendosi ciascuno un ruolo ben preciso, dalla campagna al marketing, dalla cantina all’accoglienza.

Ci chiamano le ‘sorelle del vino’ – spiega Caterina Brazzola – e questa cosa ci fa piacere. In effetti tra noi c’è molta sintonia che insieme all’attaccamento che condividiamo per Montelio è sicuramente la nostra forza: è un legame che significa anche rispetto per la nostra storia, la nostra famiglia, i progetti e l’impegno di chi ci ha preceduto. Per questo l’entusiasmo con cui tutti i nostri figli uno dopo l’altro hanno scelto di dedicarsi a tempo pieno all’azienda è stata la soddisfazione più grande e ci ha davvero riempite di gioia. Il must di Montelio è mantenere questo luogo ricco da fascino per sempre…una storia infinita”

Montelio è un’azienda in pieno fermento. La grande attenzione per la qualità si percepisce dall’ottimo lavoro in vigneto. I terreni di proprietà si estendono su una superficie di 78 ha che comprendono coltivazioni di grano, erba medica, legumi e piante officinali. I 30 ha con le caratteristiche pedoclimatiche migliori sono coltivati a vigneto specializzato. Si trovano in un unico appezzamento adiacente alla cantina.

In campo la regia è affidata a Roberto con la collaborazione di Piero Donna dello Studio Sata di Rovato. In ogni scelta agricola e produttiva Montelio è sempre rimasta fedele al motto aziendale Natura Docens; la Natura Insegna , scelto dal fondatore nell’800 e scolpito nello stemma ligneo tuttora visibile nell’antica tinaia, oggi sala degustazione. Grazie anche al microclima favorevole e scarsamente piovoso, i vigneti sono condotti in regime di viticoltura integrata, gestendo il suolo con inerbimento e pacciamatura, applicando un limitato numero di trattamenti e utilizzando solo prodotti a basso impatto ambientale.

I vitigni coltivati sono principalmente autoctoni: a bacca bianca Cortese, Riesling Italico e Renano, Moscato e Malvasia, a bacca nera Pinot Nero, Barbera, Uva Rara e Croatina. Nel 2009 sono state messe a dimora 2.000 barbatelle di Uva della Cascina, sono infine tuttora presenti piccole coltivazioni di Muller Thurgau e Merlot risalenti al 1951, a testimonianza delle innovative e appassionate sperimentazioni.

Ora che i ragazzi lavorano con noi – spiega Giovanna Brazzola – guardiamo al futuro con ancora più entusiasmo e con nuovi progetti anche ambiziosi. Tra questi c’è sicuramente la rimessa in produzione del nostro Metodo Classico, lo Champagne Montelio. Ci stiamo già lavorando, anche se dovremo aspettare il 2022 per le prime bottiglie perché il Pinot Nero in purezza ha bisogno di molto affinamento”

In cantina, dopo tanti anni, la guida dall’enologo Mario Maffi è passata a Leonardo Valenti, docente dell’Unimi di Milano, che lavora in sinergia con Edoardo, enfant prodige in enologia. L’affinamento in legno è destinato alle Riserve Montelio, prodotte con le uve che provengono dai vigneti più antichi e vocati. Prima della fermentazione alcolica viene fatta una macerazione a freddo a circa 5°-8°C per 3-5 giorni. Verso la fine della fermentazione i vini sono spostati nei legni dove terminano la fermentazione e svolgono la fermentazione malolattica naturalmente. Durante l’affinamento vengono rimesse in sospensione le fecce nobili e sono eseguiti periodici batonnages.

La massa totale di ogni vino (Pinot Nero, Merlot, Barbera e Croatina) viene solitamente suddivisa in 4 porzioni del 25% ciascuna tra barrique nuove, barrique di secondo passaggio, di terzo passaggio e di quarto passaggio. Mediamente il Pinot Nero affina 12-14 mesi, Barbera e Croatina per 16-18 mesi, il Merlot fino a 24 mesi. Ampia la gamma dei vini tra i quali oltre a bianchi, rossi e rosati fermi, ci sono tre frizzanti, due spumanti, un passito. Tutti i nomi scelti per i vini hanno un preciso riferimento al mondo Montelio, che sia legato ai vigneti – Stroppa, Solarolo, Comprino, Costarsa – alla storia – Grangia, 17 Fiorile 1803 – alla passione dei ragazzi per la fauna locale – Balestruccio, Nadòt. Un posto particolare ha il Merlot Riserva Mirosa, così chiamato in omaggio a Mirosa Sesia, mamma di Caterina e Giovanna, che ha condotto l’azienda fino al 1999.

Irene

Montelio è da sempre un punto di riferimento per il turismo enogastronomico dell’ Oltrepò Pavese e i visitatori assaporano la calda accoglienza e il senso di familiarità che a Montelio è di casa. L’accoglienza è affidata a Irene, che sta affinando la sua passione per la cucina , mentre infine Arianna si occupa di marketing e comunicazione.