ONAV Alessandria incontra gli Antichi Vigneti di Cantalupo

Alberto Arlunno, titolare della cantina Antichi Vigneti di Cantalupo di Ghemme, venerdì 19 aprile, ha partecipato, con sette dei suoi vini, ad una degustazione organizzata dalla Sezione ONAV di Alessandria presso l’Hotel Alli Due Buoi Rossi, storico e raffinato hotel situato nel centro storico della città.  La cantina nasce nel 1977 ma, le sue radici sono ancorate nei secoli precedenti, documenti del XVII secolo attestano l’interesse della famiglia nel settore viticolo. L’incontro è iniziato con una relazione del dott. Arlunno sulla geologia, sulla storia millenaria del territorio nonché sui vitigni e vini di sua produzione che ha deliziato i partecipanti. Importante sottolineare la particolarità del terroir dove sono ubicati i vigneti che è un colossale campionario mineralogico, nato dai depositi lasciati dal ritiro del ghiacciaio del monte Rosa, costituiti da rocce formatesi dall’esplosione del Supervulcano della Valsesia (300 milioni di anni fa, quando sulla Terra esisteva un solo continente chiamato Pangea) e da depositi morenici.

Per questi motivi Ghemme è la porta sud del geoparco della Valsesia e della Val Grande, riconosciuto nel 2013 dall’UNESCO e dal 17 novembre 2015 è “UNESCO Global Geoparks”. Questi terreni sono la base dell’eleganza e della finezza dei vini di Ghemme dove il Nebbiolo, detto localmente Spanna, è re incontrastato.  Spanna: l’etimologia del nome è incerta, come dice Alberto, potrebbe derivare da Spinea o Spionia, vitigno descritto da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis historia oppure da “spinus”, pruno selvatico, i cui piccoli e compatti frutti, simili allo Spanna, vengono ricoperti dalla pruina, a supporto di questa ipotesi è il temine “prunent” con cui viene chiamato il Nebbiolo in Val d’Ossola.  La cantina ha vigneti, posti tra i 250 ed i 310 metri sul livello del mare con esposizione Sud, Sud-Ovest nei comuni di Ghemme e Romagnano Sesia, sono impiantati per l’80% a Nebbiolo affiancato da due varietà locali Vespolina, fratellastro del Nebbiolo, e Uva Rara mentre, Greco di Ghemme, Arneis e Chardonnay sono utilizzati per produrre l’unico vino bianco aziendale, il Carolus. Massima attenzione è posta nella gestione del vigneto e della vendemmia (rigorosamente a mano) e delle fasi successive: selezione severa, diraspatura e pigiatura soffice e vinificazione in funzione della tipologia e potenzialità delle uve. Attenzioni che hanno premiato l’azienda con riconoscimenti nazionali e internazionali per la qualità dei vini.

La degustazione è stata condotta dall’enologo Gianluigi Corona affiancato dal produttore che ha arricchito l’analisi con curiosità e descrizione dei momenti topici della produzione.

Il primo campione, Mia Ida vino spumante brut, vinificato a partire da uve Nebbiolo, ha una bella tonalità rosa vivo, perlage fine e persistente, al naso i profumi fruttati prevalgono su quelli floreali, in bocca asciutto, avvolgente e sapido. Una curiosità: il vino è dedicato Ida Costa Arlunno, madre di Alberto, che è ritratta in etichetta in una foto del 1939 con il suo promesso sposo, Carlo.

Il Mimo, Colline Novaresi Doc Nebbiolo 2018, vino rosato (100% uve nebbiolo) ottenuto dal contatto bucce-mosto di poche ore, si presenta con una raffinata nota cromatica rosa, brillante, con profumi eleganti di piccoli frutti rossi (lampone, ribes), in bocca è sapido, fresco, ampio e complesso.  Prende il nome da una stupenda maschera teatrale da mimo, del periodo della Roma Imperiale, rinvenuta ai piedi della collina di Ghemme.

Villa Horta, Colline Novaresi Doc Vespolina 2017, vino dal colore rosso rubino con sentori floreali e leggermente speziati, in bocca fresco e delicato, piacevole, esprime al meglio il vitigno di origine (100% Vespolina). Prende il nome dall’antico villaggio di Orta, sull’omonimo lago.

Agamium, Colline Novaresi Doc Nebbiolo 2016, rosso rubino, all’olfatto netto, floreale (leggere note di violetta), buona struttura, sorbevole, sapido. Agamium è il nome latino di Ghemme.

Abate di Cluny, Colline Novaresi doc 2011, nebbiolo 100%, vino dai profumi floreali e dolci note speziate, in bocca è avvolgente, sapido, tannini morbidi, lungo. Il nome del vino, a detta del produttore, è stato dato “in onore di San Maiolo, IV abate di Cluny, che ha dato il nome al vigneto”.

Cantalupo, Ghemme Docg 2011, 100% Nebbiolo, di colore rosso rubino granato, profumi complessi di rosa, viola e empireumatici (resina, tostato) in bocca austero, pronto con tannini polimerizzati e aroma di liquirizia nel finale.

Collis Breclemae, Ghemme Docg 2011, 100% Nebbiolo, colore rosso rubino, brillante, al naso note floreali e di frutti rossi di sottobosco, tannini pieni, morbidi, ottima persistenza, grande equilibrio, morbidezza, vino ancora molto giovane.  Il vino prende il nome da “Breclema, villaggio medievale, caposaldo strategico dei conti di Biandrate, alle porte di Ghemme. Il vigneto giace sui colli sovrastanti l’antico villaggio distrutto”.

A conclusione della degustazione è stato servito un ghiotto risotto al Castelmagno e asparagi.

Antichi Vigneti di Cantalupo, Via M. Buonarroti 5, Ghemme (NO) – Tel. 0163/840041 – www. cantalupo.net

Ezio Alini