ONAV Alessandria, Montelupo: il Dolcetto del “distretto” ecosostenibile

Il 2019  è l’anno del Dolcetto in Piemonte. Ed è anche l’occasione per riflettere sul passato e soprattutto sul futuro di un vitigno tanto radicato nella tradizione del territorio. L’ONAV di Alessandria, in collaborazione con l’Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato, ha organizzato una serata dedicata a un’innovativa esperienza totalmente “green”. Un’idea sorta a poca distanza da Alba, portata avanti da quattro viticoltori di Montelupo, che possono vantare un “dolcetto” che nasce in un contesto agricolo realmente sostenibile. Brangero Teresio, Giachino Claudio, Sobrero Giorgio, Marello Raffaella agiscono secondo il protocollo “The Green Experience” (thegreenexperience.it), disciplinare realizzato da Coldiretti che prevede, tra l’altro, l’abolizione di diserbanti, l’utilizzo ridotto e ragionato di fitofarmaci, l’aggiunta di soli concimi naturali (riciclo della sostanza organica) e l’introduzione di buone pratiche per la tutela dell’ambiente, l’attenzione alla biodiversità e alla salute.

Nel ristorante I due buoi di Alessandria, alla presenza del presidente nazionale onorario ONAV Lorenzo Marinello, del consigliere nazionale Gianluigi Corona e del presidente dell’Enoteca regionale di Ovada e del Monferrato, Mario Arosio, accanto ai produttori, è stato l’enologo Lorenzo Tablino, con la consueta competenza e passione comunicativa, a illustrare i vini e l’intera zona. “Un territorio meraviglioso – spiega Tablino – dove la vite gradualmente cede il passo al nocciolo e al bosco. All’inizio le colline vitate sorprendono per la loro bellezza e perfezione geometrica, per il perfetto allineamento dei filari e delle capezzagne. La presenza di varietà di selvaggina stanziale tra boschi, campi, incolti, pinete, macchie verdi come cinghiale , capriolo , fagiano , lepre ed altri animali minori rende interessante la pratica venatoria, in un ambiente  assolutamente incontaminato e del tutto agricolo-forestale”.

E da qui nascono grandi vini: “Tutto il terroir di Montelupo e dintorni è ad alta vocazione vitivinicola, vuoi per la natura del suolo, vuoi per il microclima ottimale, vuoi per le altre valenze a carattere agrario-paesaggistiche. Non casualmente l’alto profilo qualitativo del Dolcetto d’Alba, lì prodotto, è conosciuto da molti decenni da commercianti, mediatori e produttori. Oggi grazie all’intraprendenza e determinazione di piccole cantine di Montelupo e la crescita di un mercato vitivinicolo che richiede in misura sempre maggiore produzioni correlate a piccole chicche territoriali, si stanno valutando vari progetti di crescita e sviluppo”.

Il distretto di Montelupo, in questa avventura, non è solo. Come accennato, segue un protocollo che oggi coinvolge oltre 100 produttori in territorio di Alba, Langhe e Roero, più di 1.000 ettari 15 Denominazioni e 28 comuni. “Il progetto Coldiretti Cuneo The Green Experience – spiega Fabrizio Rapallino, il responsabile Servizio vitivinicolo di Coldiretti Cuneo –  mira a diffondere una viticoltura orientata alla qualità sempre più sostenibile e globale. Un progetto dei produttori, per il consumatore e per un ambiente salubre ed accogliente. The Green Experience è anche un marchio che certifica uve e vini del Piemonte, ottenuti con criteri di sostenibilità finalizzati alla conservazione delle risorse naturali, agli equilibri dell’ecosistema, alla biodiversità, alla salute e alla cura del paesaggio collinare. Insieme a distinzione, tutela e valorizzazione, sono quattro i  principali ambiti di azione del progetto: riduzione dei residui di fitofarmaci, aumento della biodiversità, riduzione dei gas serra (impronta carbonica)  e risparmio idrico.

Per dare attuazione e conseguenza, i due disciplinari, uno con il regolamento dell’agricoltura biologica (“The Green Experience Plus”) e l’altro centrato sulla lotta integrata (“The Green Experience”), prevedono quale elemento di base, rispettivamente per il “Plus”  biologico l’aggiunta di azioni indirizzate alla biodiversità di cui parleremo a breve, mentre per l’integrato l’assoluto divieto di utilizzo di diserbanti e spollonanti chimici, come si dice, “senza se e senza ma” (in altri protocolli simili sono inserite deroghe che annacquano il principio) e la regolamentazione con l’eliminazione progressiva di taluni principi attivi.”  L’operazione “The Green Experience”, è dunque già realtà da tre  vendemmie e si appresta a iniziare la quarta campagna, con realismo e con una convinzione che nasce dal produttore, in modo spontaneo, senza attendere che vi sia un dettame dall’alto, come in altri ambienti accade o sta accadendo.

Durante la serata alessandrina, accompagnati dai salumi dell’azienda Pernigotti di Carezzano (prosciutto cotto, salame crudo e cotto, pancetta), dalla guancia di vitello preparata dallo chef stellato Jumpei Kuroda e  dalla pasticceria secca del Biscottificio TreRossi di Ovada, sono stati serviti:

  • DOLCETTO D’ALBA 2018 CANTINA ORIOLO S.S.A. di BRANGERO TERESIO E DIEGO
  • DOLCETTO D’ALBA 2018 GIACHINO CLAUDIO
  • DOLCETTO D’ALBA 2018 MARELLO RAFFAELLA E MAURIZIO SS
  • DOLCETTO D’ALBA 2018 SOBRERO GIORGIO
  • BARBERA D’ALBA 2017 GIACHINO CLAUDIO
  • NEBBIOLO D’ALBA 2017 MARELLO RAFFAELLA E MAURIZIO SS

Danilo Poggio