ONAV e ASPI: degustazione di grandi vini della Val di Noto, Nero d’Avola e Moscati.

Domenica 15 aprile, a Vinitaly, il Presidente dell’ONAV, Vito Intini e il Sommelier Professionista dell’ASPI, Nino Pappalettera, hanno condotto una degustazione “ a quattro mani”  di vini della Val di Noto. Questo, come ha precisato  il Presidente, è l’inizio di un nuovo approccio, al fine di  confrontarsi su punti di  collegamento, coesione e di una visione dell’insieme.  ONAV e ASPI due associazioni di rilievo per sviluppare sinergie e  creare un polo esaustivo e formativo sul mondo del vino:  la prima  nel campo dell’assaggio tecnico, la seconda portavoce della sommellerie professionale italiana, unica associazione riconosciuta internazionalmente, associata all’ASI. Dopo i ringraziamenti,  Pappalettera  ha portato all’attenzione dei presenti l’importanza del confronto: “oltre alle fasi della degustazione del vino: visiva, olfattiva e gustativa,  esiste  una quarta fase, la più importante, il  confronto senza il quale si perde tutta la logica dell’assaggio”.

La Delegata della Sezione di Siracusa e Direttore delle Strade del vino Val Noto, Teresa Gasbarro ha illustrato la storia, la pedologia (terre calcaree, calcari bruni), la geografia, il fattore antropico e la composizione ampelografica dei vini.  Una relazione puntuale su un area di  grande tradizione vitivinicola che risale al periodo della presenza greca in Sicilia.  Interessante è stata la descrizione dei tre biotipi del Nero d’Avola: A (presente nella area di Agrigento e Caltanissetta, vini di grande  struttura  imponenti e di grande acidità),  B (presente nella Sicilia occidentale, vini più freschi) e C (area di Siracusa, vini più speziati  con tannini astringenti e un maggiore potenziale di invecchiamento). L’incontro è perseguito con  la degustazione di quattro  vini di Nero d’Avola e quattro di Moscato, due di Noto e due di Siracusa.

Alcune annotazioni sulle caratteristiche organolettiche dei vini degustati:

Sicilia  DOC Nero d’Avola, Saia, 2015,  Feudo Maccari. Vino dal colore brillante, estremante colorato, pieno,  con sentori di frutti (neri e rossi maturi) e spezie (pepe bianco) molto marcato e sensazioni di humus, (polverosità, incenso). In bocca ha un’entrata intensa, morbida.

Eloro Nero d’Avola DOC, Calauris black, 2015, Terre di Noto, meno brillante del precedente, predominano note mentolate (eucalipto, pino) e sentori terziari già in evidenza. In bocca aromi di liquerizia, grafite, buona sapidità e un finale ammandorlato..

Noto Nero d’Avola DOC, Patrono, 2014, Feudo Ramaddini. Al naso presenta note di marmellata, di marasca sotto spirito, spezie dolci (noce moscata), alloro, incenso e  aromi di caffè, cioccolata, il corpo è ancora spigoloso con un’accentuata acidità. Un vino importante, benchè  vinificato  in  un’annata difficile, il  2014.

Eloro Nero d’Avola DOC, Fontanelle, 2012,  Curto. Colore con note ancora violacee, indice una grande tenuta nel tempo, al naso note agrumate (bucce di arancio),  in bocca elegante e piacevole con evidenti aromi di cioccolato e mentolati.  Un vino ancora giovane.

Interessante è la disquisizione, a cura di Pappalettera, sull’abbinamento di questi vini. Vini freschi, sapidi con un attacco aggressivo dovuto alla tannicità e dalla persistenza amarognola che possono essere abbinati sia a pesci di carne nera (tonno, palamita), sia a  carni brasate non piccanti, ma  anche a  carne di agnello e  di capretto.

Moscato di Noto DOP, Notissimo, 2015, Riofavara, Note di litchi, canfora e rosolio, frutta candita, ma anche di mostarda mantovana ed  esplosione di aromi di mandarino e pompelmo in bocca. Un vino di grande bevibilità e dolcezza compensata da una elegante acidità.

Passito di Noto DOC, 2016, Planeta  Sentori di zagare, agrumi, vegetali freschi, anice stellato, menta, mela cotogna, pasticceria secca e crema di pasticceria. In bocca dolcezza molto importante,  grande corposità e persistenza.

Siracusa Moscato DOC, Don Nuzzo, 2016,  Cantine Gulino, Vino dal colore solare, profumi di agrumeto, marmellatoso, miele, cera, frutta disidratata, rosmarino,  timo.  In bocca grande acidità e dolcezza non stucchevole, con un finale amaro che ricorda la buccia d’arancio.

Siracusa Passito DOP, Silenòs, 2016,  Az. Agr. Blundo Gaetano. Giallo oro brillante, naso complesso, con sentori di sottobosco, profumi di fermentazione, mela golden in ossidazione, buccia di ananas surmatura, pieno, corposo, dolce e buon equilibrio in bocca.

Abbinamento, oltre quello ovvio per concordanza (dolce con dolce),  per  i primi tre campionii (aromaticità,  zuccheri moderati e grassezza): formaggi freschi e  dessert ad esempio  panna cotta con creme al rosmarino al te nero e crema inglese mentre,  l’ultimo campione, molto dolce, solo con dessert a pasta secca con all’interno  frutta candita o panforte toscano.

Ezio Alini