Onav e vini bresciani: un felice binomio in continua crescita

Il Delegato di Onav Brescia Fabio Finazzi racconta il successo dei vini bresciani.

Il territorio bresciano rappresenta un esempio unico all’interno del panorama vitivinicolo lombardo, in quanto è caratterizzato da una grande eterogeneità di climi, terreni e tradizioni, che hanno portato allo sviluppo di ben sette aree di riferimento per la viticoltura. In tale contesto, l’ONAV è presente con una dinamica e vivace delegazione, molto attiva nell’organizzazione di degustazioni ed eventi, che è riuscita ad attrarre l’interesse di un sempre più vasto pubblico.

Non a caso, proprio a Brescia in questi giorni parte il progetto pilota “Bere Consapevole”, il cui obiettivo è promuovere la tradizione e la cultura del vino all’interno delle scuole. L’impegno di Onav, si conferma inoltre in eventi come la storica Fiera del Vino di Polpenazze del Garda, Bresciavini, prima manifestazione a portare tutte le denominazioni bresciane in centro città o Franciacorta in Bianco, durante la quale l’Onav si impegna a promuovere i vini locali.

finazziPer parlare del successo dei vini bresciani, abbiamo intervistato Fabio Finazzi, delegato Onav per la provincia di Brescia e delegato regionale per Onav Lombardia.
“Tra le aree più affermate della provincia – racconta Fabio – possiamo ricordare sicuramente la Franciacorta, unica Docg della provincia. Il successo della denominazione a Expo Milano 2015, di cui era l’official sparkling sponsor, ha rappresentato una grande affermazione per il brand territoriale Franciacorta, che non solo si è rafforzato, ma si è posto con una nuova freschezza, che ha contribuito a ridisegnare l’immagine del brand in modo ancora più accattivante”.

Spostandoci dall’anfiteatro morenico che abbraccia il Sebino verso la parte orientale della provincia, incontriamo altre due denominazione in forte espansione, quella del Lugana Doc, condivisa con la provincia di Verona per quanto riguarda il comune di Peschiera e il Valtènesi, che invece caratterizza la sponda occidentale del Benaco. “Il Lugana sta vivendo – spiega Finazzi – un periodo di particolare vivacità, con una crescita sia dei volumi, ma soprattutto della qualità. Quello che si può ormai definire come il bianco di eccellenza del Lago di Garda, ha visto negli ultimi anni una crescita esponenziale, che ha portato la superficie vitata da 800 ha a circa 1,4 hai, traducendosi in un incremento del numero di bottiglie da 7,8 Mlo a 11 Mlo circa negli ultimi 7-8 anni. L’appeal verso il consumatore è sempre crescente, soprattutto verso i mercati esteri che assorbono circa il 60% della produzione”.

vigneto_montecornoIl lago di Garda, però, non è solo Lugana. “Il Valtènesi Doc ha grandi prospettive, soprattutto per il Chiaretto”, continua Finazzi. Grazie all’utilizzo del vitigno autoctono Groppello, nelle sue due diverse espressioni, rosso e chiaretto, la denominazione ha vissuto negli ultimi anni un trend di crescita, mite ma costante. Il progetto per il Valtènesi è di andare a costituire una identità unica con quella del Lago di Garda, al fine di promuovere, oltre che un vino, un territorio, in tutte le sue espressioni, sia vitivinicola, che artistica e turistica”.

Per quanto riguarda le Doc cittadine, l’attenzione ruota attorno a tre diverse denominazioni: Il Capriano del Colle Doc, il Botticino Doc e il Cellatica Doc. La zona del Montenetto, a Sud di Brescia ha vissuto una grande espansione qualitativa, dovuta per lo più al ricambio generazionale che “ha dato nuova linfa alla vita delle cantine, che si sono impegnate in grandi progetti, tra cui la riconversione dei vigneti e la ristrutturazione delle aziende”.

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Tra le ultime nate in provincia non si può dimenticare il Valcamonica Igt, che sta vivendo un percorso di specializzazione e sviluppo, grazie anche al forte motore della comunità montana. Difatti, “da una parcellizzazione dei vitigni e delle produzioni, si è passati – conclude Finazzi – a una produzione più omogenea e razionalizzata, che ha portato all’esaltazione di vitigni bianchi a base aromatica, come l’Incrocio Manzoni e dei rossi a pronta maturazione, come il Merlot, che sono valorizzati dalle condizioni territoriali e climatiche della Valle.”
Silvia Fantoni

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