ONAV Genova e la Cantina Sassarini

I vigneti delle Cinque Terre si ergono imponenti e maestosi, verso il sole, come la prua di una grande nave. Fronteggiano, con inesauribile caparbia, quel mare che tutti i liguri portano con sé nel cuore. Esistono pochi altri territori così avari ed aspri da coltivare e, qui, tutto è stato conquistato.

Sottratto, palmo a palmo, pietra dopo pietra, alla stessa natura selvaggia dei monti che si tuffano in acqua. Tutto è sorretto dalla pietra. Muretti coriacei e ardenti di sole, che custodiscono in un abbraccio, la terra dei vigneti coltivati sul ponte di quella nave. E’ una vedetta rivolta al futuro ad addomesticare quelle rocce.

Giancarlo Sassarini ci racconta, nella serata di assaggio di ONAV Genova del 7 Febbraio 2019, di quello sguardo verso l’orizzonte di suo padre che, nel 1968, costruisce la Cantina Sassarini a Monterosso al Mare. In pieno territorio delle Cinque Terre e in provincia di La Spezia. La cantina usufruisce di diversi conferitori sia da Monterosso, sia da altre zone, come Vernazza e Corniglia. Inoltre, la moglie di Giancarlo ha fondato, con terreni e vigne proprie, l’azienda agricola A Scià.

Come ci testimonia poi Francesco Petacco, l’enologo della cantina e Delegato ONAV di La Spezia, ogni appezzamento ha sue caratteristiche proprie e peculiari, mantenute separate in vinificazione e fino all’imbottigliamento, per poterne sfruttare ogni pregio.

La Denominazione d’Origine, istituita nel 1973, prevede il Cinque Terre, ovviamente bianco e con tre sottozone: Costa de Sera, Costa de Campu e Costa de Posa, e il Cinque Terre Sciacchetrà in versione passito e riserva. I vitigni ammessi sono delle varietà Bosco, Vermentino ed Albarola, anche se il Bosco è sicuramente il preferito per lo Sciacchetrà, grazie alla sua buccia più spessa e resistente all’appassimento.

Degustazione
Cinque Terre DOC 2017 Classico: alla vista si presenta pulito, brillante, giallo paglierino con riflessi verdognoli. All’olfatto si sente franco e giovane, con note floreali, di mela, erbe aromatiche, leggero accenno balsamico e sapidità. Una sensazione di salmastro, strettamente legata al particolare terroir, è propria e caratteristica della zona. Qui, il vento ed il mare sferzano le vigne e l’uva, fin quasi a volerle insaporire a forza. Quando lo assaggiamo, insieme all’acidità ritroviamo il salino, ai quali segue la parte fruttata. E’ un vino piacevole che richiama in continuazione un sorso… ed un altro sorso.

Cinque Terre DOC 2017 Cian du Corsu: una perfetta limpidezza, la luminosità ed un colore giallo paglierino intenso invogliano a proseguire l’assaggio, affondando il naso nel bicchiere. L’agrume e la scorza d’arancia sposano la pesca, le erbe aromatiche ed il gelsomino, appagando la nostra curiosità. In bocca l’acidità è meno marcata e più amalgamata con la sapidità. Un finale leggermente amarognolo, comunque gradevole.

Cinque Terre DOC 2017 Bucce: si percepisce lucente e la colorazione è paglierino carico. Le note di salmastro, di erbe aromatiche e floreali, accompagnate da leggera vaniglia, scorza di cedro e zenzero, canditi e pepe bianco rivelano la complessità e la bellezza dei profumi di questo vino. Assaggiandolo, subito dopo l’iniziale freschezza, troviamo una presenza decisa del corpo e della sapidità.

Cinque Terre DOC 2016 Bucce: all’analisi visiva si presenta di un giallo paglierino leggermente più intenso del precedente, comunque pulito e brillante. Al naso spiccano confettura di agrumi e pasticceria, salvia, fieno, erbe aromatiche e zenzero. In bocca è un vino quasi “masticabile”, di buon corpo e acidità equilibrati e seguiti dal salino. Indubbiamente gradevole, si palesa il sostegno e l’evoluzione date dall’ulteriore anno di permanenza in bottiglia e da un’annata, forse, più favorevole.

Liguria di Levante IGT 2017 Rosso – Az. Agr. A Scià: nel bicchiere appare di un caldo e setoso rosso rubino intenso. I profumi sono franchi e netti: subito frutti rossi maturi, pepe nero e spezie, mentre dopo pochi istanti appaiono anche note floreali, erbe aromatiche e la ormai consueta, piacevole, salsedine. Alla sorsata, oltre alla pregevole pulizia, riscontriamo un vino che si presta al soggiorno in cantina per essere apprezzato anche nel tempo: l’acidità, il corpo ed ancora aromi fruttati e speziati sono, infatti, saldamente presenti.

Cinque Terre Sciacchetrà DOC 2016: ci viene servito un bicchiere di oro liquido, limpido e con lievi riflessi
aranciati. Gli odori, puliti, di questo Sciacchetrà sono brezze impalpabili di miele di acacia, frutta candita, scorza di arancia, albicocca disidratata, fico secco ed erbe aromatiche, zafferano, tabacco da pipa e finale ammandorlato. Certo, l’intensità non è impetuosa, ma è la finezza a farla da padrona, con una bella armonia. Allo scontato gusto dolce fa il paio un’acidità viva e rinfrescante che, insieme alla sapidità, rendono questo nettare tutt’altro che stucchevole.

Cinque Terre Sciacchetrà DOC 2016 – Az. Agr. A Scià: la vista viene appagata dal tono ambrato e dalla perfetta nitidezza. All’olfatto riscontriamo, in principio un po’ timidamente, tante profondità diverse: confettura di frutta, sentore balsamico, spezie, erbe aromatiche, cioccolato, burro, cannella, tabacco dolce, liquerizia e salino. Evidente dolcezza, ma acidità, leggera nota tannica e sapidità puliscono la bocca rendendo il prodotto adorabile.

Cinque Terre Sciacchetrà DOC 2015 – Az. Agr. A Scià: troviamo questo passito meno intenso, di un bel colore arancio-oro. Veleggiamo ritrovandoci in mezzo ai vigneti e, sospinti piano dai flutti, ci appaiono nitidamente i delicati profumi: scorza d’arancia, erbe aromatiche, cera, burro, crema pasticcera, a cui si aggiungono balsamico, mentolato e salmastro. I gusti sono ben amalgamati, oltre alla netta dolcezza, salinità, acidità e tannicità presenti.
Ancora con la mente immersa in immagini di verdi coste calde, ci ritroviamo a naufragare fra aranci, macchia mediterranea e arnie grondanti, sospinti da un tiepido scirocco.
Francesco Siri