ONAV Genova: i vini di roccia e di mare del Carso

Serata di grande successo di pubblico quella organizzata e condotta dai Delegati Robi Jacomin di Trieste e Massimo Ponzanelli di Genova dove il Carso e la sua produzione vinicola sono stati protagonisti.

“Abbiamo scelto gli autoctoni, cioè la Glera, la Vitovska, la Malvasia, i Refoschi e il Terrano” afferma Jacomin, presentando questi vini insoliti ma molto interessanti, nati in una zona limitata alla provincia di Trieste dove il terroir è diverso rispetto alle altre zone del Friuli Venezia Giulia, diverse le condizioni climatiche e roccia, vento e mare sono davvero elementi fondamentali.

Si tratta della sottile striscia di terra che si estende fino a Trieste, tra il mar Adriatico e il confine Sloveno. Un territorio battuto dalle brezze salmastre del mare e dalla fredda bora, che, con la sua forza, pulisce i vigneti e permette ai viticultori di diminuire notevolmente i trattamenti in vigna: un suolo pietroso, arido, povero di sostanze organiche, ma molto ricco di minerali, un habitat perfetto per la coltivazione della vite, caratterizzato da rocce calcaree bianche, coperte da poca terra rossa e ferrosa.

Una terra senza terra, in cui le viti lottano per la sopravvivenza con la pietra, tanta pietra”, come cita Robi Jacomin. Anche il clima è difficile in questa regione: arso e siccitoso, con estati calde e inverni freddi, mitigati dal mare. I vitigni sono perlopiù disposti su terrazze sopra Trieste che è la più piccola provincia d’Italia e la produzione è limitata, solo il 4% della produzione regionale che, a sua volta, costituisce il 4% di quella nazionale.

La viticoltura qui è giovane e, proprio per queste sue caratteristiche, il Carso è il regno dei vitigni autoctoni, che, nei secoli, si sono adattati a queste condizioni estreme e hanno saputo trovare il loro equilibrio, per esprimersi con risultati di eccellenza.

La Vitovska è un’uva autoctona, coltivata solo nella zona del Carso, in passato vinificata spesso insieme con altri vitigni del territorio ma, da alcuni decenni, in purezza, spesso utilizzando l’antica tecnica della macerazione sulle bucce. Piacevole da bere giovane, ma, grazie all’acidità, con un buon potenziale d’invecchiamento.

L’origine del vitigno della Malvasia istriana è antichissima: originario di Creta, dall’Egeo pare si sia diffuso seguendo le rotte della colonizzazione greca. Il nome deriva dal porto del Pelopponeso di Monemvasia, che era il principale scalo di esportazione del vino greco, dolce e aromatico, esportato, fin dal XIII secolo, dalle flotte veneziane.

Il Terrano è un vitigno autoctono a bacca rossa, tipico del territorio del Carso, di origine molto antica, appartenente alla famiglia dei Refoschi. Vitigno vigoroso e produttivo, presenta forti similitudini genetiche con la Cagnina, coltivata tradizionalmente in Romagna.

Degustazione:

Brut KK Spumante Metodo Classico, Az. Agr. Kante, 50% malvasia istriana 50% chardonnay, un anno sui lieviti. Naso: floreale, miele di acacia, con gradevole nota citrina, pompelmo e scorza di limone. In bocca salinità e acidità lo rendono molto piacevole.

Glera 2017 DOC Carso AZ: Bole. Il vino è Prosecco con Glera, autoctono non spumantizzato. La Glera nasce e cresce in tutta la zona, nel Carso viene vinificato fermo solo da due produttori. Con belle note floreali al naso e buona acidità in bocca, appare un vino non molto complesso ma pulito e franco, di buona piacevolezza, con note amaricanti finali e bella freschezza.

Seguono due Vitovska, nome che deriva dal viticcio; uva abbandonata e sconosciuta fino agli anni Settanta, poi ripresa negli ultimi 40 anni. Il primo vino è vinificato in maniera tradizionale, il secondo è vino macerato.

Vitovska 2017, Fattoria Carsica Bajta, IGT Venezia Giulia. Vendemmia un po’ tardiva; naso aromatico, intrigante, con sensazioni citrine e sentori di fiori gialli quali la ginestra, l’albicocca matura. In bocca offre una sensazione fresca e acida, di forte salinità da territorio, elementi molto caratteristici; retrogusto lungo, buon equilibrio.

Vitovska 2016, Az. Agr. Benjamin Zidarich, IGP Venezia Giuli. Vinificato con macerazione tipica dei vini friulani; per tradizione molti produttori lavorano con macerazione l’uva raccolta perlopiù in vendemmia tardiva e poi lasciata per 10 giorni sulle bucce. Non si fanno filtrazioni né controllo della temperatura. Naso: confettura, agrumi, arance, marmellata, note speziate, anice stellato, un mondo ricco di aromi. Sapore: naturale, fresco, c’è tutta la salinità e la sapidità del Carso in un corpo da vino rosso.

Malvasia 2017, Az. Agr. Lenardon, IGP Venezia Giulia.Vinificazione tradizionale e affinamento in recipienti di acciaio inox. Naso con intensa nota fumè, floreale pulito e fruttato. Entra in bocca equilibrato, morbido. Vino molto gradevole. Buona morbidezza e grassezza.

Malvasia 2016, Az. Agr. Škerlj, IGT Venezia Giulia. Macerazione delle uve, senza controllo temperature, riposo in botti grandi per 24 mesi. Nessuna filtrazione e stabilizzazione, tutto avviene spontaneamente nella cantina scavata nella roccia che garantisce umidità e temperatura fresca. Colore arancione luminoso, acidità buona. Naso: ricco con frutta e macedonia, complessità olfattiva con spezie intense, note cannella, frutta secca. In bocca: in equilibrio, ricco, acido, dal corpo importante, con sensazioni di zenzero piccante, vino intenso.

Terrano 2016, Az. Agr. Škerk, IGT Venezia Giulia. Prodotto dal Refosco dal peduncolo verde. Macerazione senza controllo temperatura e in barrique di media grandezza. Vino naturale, rubino carico. Naso erbaceo, pirazine, frutta rossa, vaga speziatura, fieno. Bocca: di acidità forte, salatura, corpo medio, molto spigoloso. Originale nella sua spigolosità.

Krogle 2016, Az. Agr. Kocjančič, DOC Carso (Refosco) 12°. 85 % Refosco nostrano, 15 % Merlot, Cabernet Sauvignon e Piccola Nera (varietà autoctona da sempre presente nei vigneti storici). Tutte le fasi di produzione del vino, dalla vigna alla bottiglia, sono ispirate da principi di assoluta artigianalità e naturalità. Per 12 giorni macerazione, poi riposo in botte. Naso vegetale, con frutto rosso e note speziate, note di vaniglia. In bocca meno aggressivo del precedente. Acidità e salinità. Vino più bilanciato ma sempre tagliente.

Enrica Bozzo