ONAV i primi 65 anni: il decennio Salati tra crescita e consolidamento

Superato anche lo scoglio del metanolo, l’ONAV si avvia a iniziare l’ultimo decennio del secolo con un nuovo presidente: il prof. Vainer Salati, preside dell’Istituto Tecnico Enologico di Alba, personaggio che godeva di grande prestigio nel mondo del vino nazionale e internazionale.  

Con lui, l’ONAV si sarebbe data il compito principale di diventare sempre più lo strumento di giudizio oggettivo e rigoroso nei concorsi enologici in cui era coinvolta e avrebbe messo in atto una serie di importanti iniziative di informazione sulle realtà vitivinicole di ogni parte del mondo, cominciando anche a pensare di esportare la filosofia della corretta degustazione del vino a ogni latitudine possibile.

cerimonia-60-onavIl “decennio Salati”, come in estrema sintesi si potrebbe definire il periodo che va dal 1989 al 1999, fu particolarmente fecondo sotto il profilo organizzativo, tecnico e scientifico per l’ONAV. Grazie all’indubbio prestigio di cui godeva il nuovo presidente nazionale, affiancato nei tre mandati dal Cancelliere Bruno Rivella, l’Organizzazione poté sfruttare, infatti, un periodo relativamente tranquillo, dopo il turbolento decennio precedente, per allargare i propri orizzonti operativi e irrobustirsi sia in quantità sia in qualità, con particolare riferimento alla valorizzazione della propria immagine e al costante perfezionamento della struttura didattica. Emblematico fu, a questo riguardo, l’incremento del numero dei soci, che dai poco meno di 2.000 della fine degli anni Ottanta, arrivarono a superare quota 5.000 già a metà degli anni Novanta.

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Francesca Adinolfi

Quali fossero gli intendimenti del corso aperto dalla presidenza Salati fu chiaro fin dal “debutto” dei nuovi vertici ONAV, un mese dopo la loro nomina, alla quarta edizione della Giornata dell’Assaggiatore che si svolse ad Acqui Terme nel novembre 1989. Tema di approfondimento della Giornata fu “L’esame organolettico dei vini: una necessità per l’Enologia italiana”, argomento particolarmente caro alle finalità istituzionali dell’ONAV, trattato nella relazione principale dallo stesso presidente Salati, alla presenza del dirigente del Ministero dell’agricoltura, Francesca Adinolfi. Un segnale di grande attenzione, da parte delle massime istituzioni dello Stato, verso l’attività dell’Organizzazione, che avrebbe avuto seguito anche negli anni successivi, sempre sotto gli occhi attenti della stessa Adinolfi e del suo collega ministeriale Vittorio Camilla. Sempre più consapevole dell’importanza del proprio ruolo informativo, formativo e didattico, l’ONAV non poté non essere coinvolta nei più importanti concorsi enologici nazionali.

I grandi appuntamenti fieristici e i concorsi enologici

Giorgio Calabrese
Giorgio Calabrese

Nel 1990 l’ONAV partecipa al Bibe di Genova, organizzando un convegno che affronta, primo ente privato in Italia e grazie alla qualificata partecipazione di alcuni medici e nutrizionisti italiani, tra cui anche il prof. Giorgio Calabrese, entrato a far parte dell’Organizzazione dal 1979, la spinosa e dibattuta questione del limite del tasso alcolemico previsto dalle nuove norme del Codice della strada per gli automobilisti. Due anni dopo, nel 1992, grazie a un piccolo spazio offerto dagli organizzatori, si ebbe invece la prima apparizione dell’ONAV al Vinitaly di Verona, che, a partire da quell’anno, non sarebbe più mancata alla grande rassegna veronese, occupando, a partire dal 1994, uno stand istituzionale. Per quanto riguarda i concorsi enologici, la presenza dell’ONAV, sia sotto l’aspetto di giudice sia di consulente, si intensificò notevolmente con la partecipazione attiva, oltre all’ormai storica astigiana Selezione nazionale della Douja d’Or, di cui l’Organizzazione è stata il braccio tecnico fin dalla nascita; al Concorso dei Vini del Sud, poi del Mezzogiorno; infine del Mediterraneo e ad altre numerose iniziative come, tra le altre, il Concorso dei Vini di Sicilia, il Marengo d’Oro, riservato ai vini della provincia di Alessandria, il Roero d’Oro, ecc.

4-ingresso-doujador-2011A conferma della vocazione didattica e culturale dell’ONAV, proprio in questi anni, furono organizzate, parte integrante del programma della Douja d’Or, le prime giornate dedicate alla degustazione e illustrazione dei vini di diverse Regioni italiane. Un’iniziativa destinata ad ampliarsi negli anni fino a diventare un elemento fondamentale della manifestazione, con incontri quotidiani che nel corso del tempo hanno presentato a una crescente platea di appassionati tutte (o quasi) le eccellenze enologiche del nostro Paese. Si trattò, senza ombra di dubbio, di un inizio di decennio assai intenso con, tra l’altro, una significativa presenza ONAV al Salone del Vino di Torino, rivelatosi alla prova dei fatti come una meteora nel panorama enologico nazionale, ancorché fosse stato organizzato con grande impegno e finalità largamente condivise.

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