ONAV Milano: la Vie en Rose dei grandi vini francesi

Presso l’Hotel Leonardo di Milano la locale delegazione Onav ha concluso la prima parte delle attività del 2019 con una serata speciale dedicata ai grandi rosati francesi: relatore il Presidente Nazionale Vito Intini, in collaborazione con Christian Roger, consulente ed esperto vitivinicolo già intervenuto in occasione della monotematica sullo Château d’Yquem nel giugno 2018.

Sull’onda del grande successo dei vini rosati, che hanno conosciuto recentemente un progressivo quanto inesorabile aumento di produzione e consumo nel mondo, la degustazione è stata preceduta da un approfondimento a livello non solo statistico, ma anche tecnico, ampelografico e geologico di un territorio quale quello francese, da sempre modello ed esempio in ambito enoico.

Nello specifico, in Italia la produzione di rosati copre il 19% del mercato, contro il 30% francese, di cui il 40% della sola Provenza, mentre il consumo italiano si aggira sul 6%, che paragonato al 37% della Francia sembra ben poca cosa, ma sono dati che vanno visti alla luce di una progressiva consapevolezza del consumatore italiano nel considerare un vino che, per le sue caratteristiche, offre maggiore versatilità di abbinamento di un rosso o di un bianco e che ha una bevibilità più gradevole, soprattutto nella stagione estiva e per chi è ancora neofita del mondo del vino.

Dal punto di vista dell’esame visivo la definizione del colore comporta una certa difficoltà a causa della presenza di infinite sfumature, dovute alla presenza di diverse tipologie di antociani, dalla peonidina alla malvidina, tanto che i termini “ramato”, “chiaretto” e “cerasuolo” possono risultare estremamente riduttivi; intervengono in tal senso anche differenti vinificazioni: si può optare per quella in rosso e macerazione molto breve, oppure mista di uve rosse e bianche, fino al salasso o saignée.

Dopo un’ interessante rassegna dei vitigni utilizzati in Francia per la produzione dei rosé, si procede alla degustazione degli otto vini in programma, con intervento in sala anche di Claudio Maspes, sommelier e docente ASPI, in un suggestivo quanto stimolante confronto a livello di descrizione sensoriale.

Si inizia con un Menetou-Salon Rosé AOCLes Marnes2017 , un Pinot Nero del sud della Loira fine ed elegantemente fruttato, con grande e bella acidità, caratteristica imprescindibile per un rosato; con Mas Jullien 2018, Côteaux du Languedoc Rosé, l’uvaggio di Mourvèdre, Cinsault, Grenache e Carignan rende dominante a livello sensoriale la macchia mediterranea o garrigue, con l’aggiunta di una sfumatura di spezie.

Il vin de sable Tête de Bélier rosé 2018, Languedoc AOC, da Mourvèdre e Grenache, è alquanto raffinato nella sue note agrumate e tropicali, ma anche pieno e appagante, sebbene debba comunque cedere il passo al Tavel AOC 2018 di Domaine d’Aqueria: soffice all’attacco, splendido nell’equilibrio del suo complesso uvaggio (Grenache Noir e Blanc, Clairette, Cinsault , Mourvèdre, Syrah, Bourboulenc, Picpoul) e dalla bella chiusa di frutta tropicale.

Una curiosità è rappresentata dal Faustine rosé 2018 del Domaine Abbatucci, nei pressi di Ajaccio, in Corsica: uno Sciaccarello o Mammolo in purezza dalle note di mela tagliata e frutta bianca, con tannino importante e una leggera sensazione animale.

Il Palette Rosé Quintessence Bio 2015, Bandol AOC, da Grenache e Mourvèdre, incanta per la sua speziatura dolce data dal passaggio in legno e la bocca da vino rosso, però, passando dalla semplicità del By Ott 2018 Côtes de Provence AOC, da Cinsault, Grenache e Syrah, si approda infine all’eccellenza de L’Irréductible 2017 di Domaine de La Bégude, sempre Bandol AOC, intenso, fruttato e speziato con sentori affumicati.

Dietro le quinte, in chiusura di serata, Vito Intini ha ricapitolato i successi ottenuti quest’anno a livello nazionale: in primo luogo la pubblicazione del libro del secondo livello dei corsi Onav, in cui viene esposta in maniera dettagliata, con attenzione ad aspetti tecnici e territoriali, l’enografia nazionale; novità assoluta e attesa da tempo è il lancio del corso di terzo livello per la qualifica di Maestro Assaggiatore, il cui bando è uscito in questi giorni, e che prevede una sinergia tra il Comitato Scientifico di ONAV e l’Università di Torino, allo scopo di completare il ciclo formativo dell’Assaggiatore. Infine l’Associazione conferma la volontà di espansione al di fuori del territorio nazionale con la creazione di future sezioni a Londra e in Romania.

A livello locale la sezione di Milano, dopo una pausa di riflessione nei primi mesi dell’anno, è ripartita brillantemente, come dimostra il grande afflusso di persone in una serata di luglio, apparentemente periodo poco propizio tra vacanze e numerose manifestazioni concorrenziali; in programma per l’autunno un prossimo corso per studenti di Enologia e uno per gestori di bar in lingua cinese, affinché l’attività di Onav sia sempre più trasversale e dedita alla diffusione della cultura del vino in realtà molteplici e anche lontane da quella italiana

Vittoria Rosapane