ONAV Novara “Brunelli a Confronto”

La serata, rigorosamente riservata ai soli Soci ONAV in regola,  ha registrato un tutto esaurito, indice del successo della scelta dell’argomento e del relatore, l’apprezzatissimo  prof. Luigi Bertini, della cui presentazione riportiamo i punti salienti.Il Re del Sangiovese nasce a Montalcino, borgo senese la cui Rocca svetta sulla valle dell’Orcia, in una zona fin dall’antichità famosa per la dolcezza del Moscadello di Montalcino: qui si producono vini di grande pregio che sono diventati simboli dell’enologia italiana.

I 1320 ettari di superficie vitata delimitati dai fiumi Ombrone, Asso e Orcia danno una forma pseudo quadrata alla zona di origine dove il clima, tipicamente mediterraneo, è perfetto per le condizioni di crescita delle uve. Le depressioni e i rialzi collinari creano una situazione microclimatica originale che varia ulteriormente le caratteristiche del Brunello in base ai versanti di origine. Un intreccio di scisti argillosi, arenarie, sedimenti calcarei, ghiaie che, insieme alle varianti microclimatiche, colmano di sfumature ogni sorso di questo vino. Il primo a credere nel Sangiovese di Montalcino (uva localmente chiamata Brunello) fu Clemente Santi, farmacista di Montalcino con una grande passione per la viticoltura. Fu il primo a vinificare il Sangiovese Grosso in purezza, convinto che il suolo di Montalcino fosse ideale per produrre vini di struttura e di grande eleganza, che avrebbero potuto sfidare decenni di invecchiamento: infatti nel 1865 ebbe luogo la prima vinificazione in purezza di cui si ha notizia.

Invecchiato per un certo periodo in botti di legno, ne scaturì un vino corposo, caldo, armonico, vellutato, nettamente superiore alla media; il vino fu battezzato con lo stesso nome (Brunello) dell’uva utilizzata per produrlo. Non fu facile capire se la strada imboccata fosse quella giusta e occorsero molte verifiche; alla fine i consensi superarono le perplessità e altri produttori montalcinesi presero la stessa direzione. Il Brunello ebbe successo in tutte le mostre cui partecipò, e fu apprezzato anche per la sua longevità. La bottiglia più antica giunta a noi è datata 1888, ed è naturalmente conservata dalla famiglia Biondi-Santi.

La DOCG Brunello di Montalcino nasce nel 1980 e negli anni 90 del secolo scorso, grazie a cospicui investimenti anche da parte di famiglie americane, si ebbe il boom. Tra le annate di spicco del Brunello vi sono il 2010, tra le più cercate dai collezionisti, la 2004 e la 2006 che molti tengono ancora oggi in cantina perché hanno caratteristiche che fanno pensare a una lenta evoluzione. La 2015, invece, è tra le annate con maggiore frutto, con un bel rapporto tra tannini e freschezza acida. Da gustare, però, secondo gli esperti dal 2020. Come gestire un Brunello a tavola? Suggeriamo di evitare il decanter soprattutto con le vecchie annate. Meglio stappare la bottiglia con tre ore di anticipo e versate poco liquido in ampi calici. Roteate il bicchiere con attenzione e garbo e sentirete crescere il vino direttamente sotto il vostro naso co le sfumature che solo un Brunello sa dare.

La degustazione, guidata dal Prof. Bertini, ha portato i presenti a degustare una splendida selezione di Brunello:

BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG -Tenuta Friggiali

BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG Pinzale – Cantina Vinea Familiae

BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG Silvio Nardi – Fattoria Casale del Bosco

BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG (bio) – Tenuta Col d’Orcia

BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG – Tenuta Caparzo

Maria Antonietta Zonca