ONAV Novara: il Sangiovese in degustazione

Presso la sala Guglianetti del Comune di Sizzano il Prof. Enologo Luigi Bertini ha condotto una serata di degustazione dedicata al Sangiovese.Il Sangiovese è il re incontrastato dei vini rossi del centro Italia dove è praticamente presente in ogni zona. Nelle sue diverse varietà clonali continua a dare prova di indiscusse qualità grazie alle varie espressioni dei territori in cui viene coltivato. Le origini sono incerte, le prime informazioni sicure risalgono al XVI secolo. Ne parla Giovan Vettorio Soderini nel suo trattato “La coltivazione delle viti” affermando che “Il Sangiocheto o Sangioveto è un vitigno rimarchevole per la sua produttività regolare”.

Anche l’origine del nome è incerta. Alcuni sostengono che derivi da “sangiovannese” come originario di San Giovanni Valdarno, altri trovano attinenze con la forma dialettale dell’uva “sangiovannina” a germogliamento precoce verso fine giugno festa di San Giovanni Battista, altri ancora da “sangue giovese” (sangue di giove) con provenienza dal Monte Giove nei pressi di Santarcangelo di Romagna. Studi genetici dimostrano attinenze con alcuni vitigni coltivati nel sud dell’Italia (Ciliegiolo e Calabrese Montenuovo). Un gran numero di cloni (varietà) fanno riferimento al Sangiovese. Si è differenziato con nomi diversi nei secoli in base alla sua coltivazione nei diversi territori. In Toscana si distingue in due grandi famiglie: il Sangiovese Grosso conosciuto come “Brunello” a Montalcino e “Prugnolo Gentile” a Montepulciano e il Sangiovese Piccolo coltivato in gran parte della Regione. Fu Biondi Santi a dare fama al più famoso dei Sangiovese: il Brunello. Fu offerto per un pranzo all’Ambasciata Italiana a Londra con la presenza della Regina Elisabetta e da allora acquisì grande prestigio. Il Sangiovese si esprime al meglio quando la stagione consente una maturazione lenta. È adattissimo all’invecchiamento, in particolare in botti grandi che lo ammorbidiscono senza appiattirlo, come avverrebbe utilizzando le barrique. Offre un bouquet di profumi ampio, ma i principali sono sentori di ciliegia e di viola, che lo caratterizzano.

Esaminando i migliori vini prodotti da uve Sangiovese si trovano denominazioni importanti dell’enologia italiana:
• Il Brunello di Montalcino lega il suo nome all’omonimo comune che si trova a sud di Siena. Ottenuto da uve Sangiovese al 100% deve essere invecchiato per disciplinare almeno quattro anni. Invecchiato cinque anni con una percentuale di alcol minima del 13% può assumere la menzione “riserva”. Per il Brunello, come per tutti i vini importanti, il mondo della produzione si divide in tradizionalisti ed innovatori, ma i più saggi innovano nella tradizione.
• il (vino) Nobile di Montepulciano deve avere una base minima di Sangiovese, che qui si chiama Prugnolo Gentile, dell’85%. Si possono aggiungere fino ad un massimo del 5% le varietà autoctone “Mammolo” e “Pulcinculo” oppure fino al 15% di varietà internazionali. L’invecchiamento minimo è di due anni che diventano tre per la menzione riserva.
• Il Chianti è stata la prima denominazione al mondo che per legge ha avuto definita l’area di produzione nel lontano 1716. Il Chianti Classico è rappresentato con il gallo nero ed ha tre versioni: Chianti Classico, Chianti Classico Riserva, Chianti Classico Gran Selezione, tutte di gran pregio.
• Altre varianti a base di Sangiovese sono ad esempio le denominazioni: Morellino di Scansano, Montefalco, Conero, Elba, Piceno e molti altri.
Sono stati proposti in degustazione i seguenti vini:
– Montefalco Rosso
– Morellino di Scansano
– Chianti Classico
– Nobile di Montepulciano
– Brunello di Montalcino del 2010
– Brunello di Montalcino del 2006

Testi di Mauro Imazio Agabio, foto di Giuliano Musetti.