ONAV Pavia orizzontale 2013 di Brunello di Montalcino

Può il nome di un vino evocare non solo l’estrema qualità del vino stesso, ma anche rappresentare tutta l’unicità di un territorio, fino ad essere ambasciatore italiano in tutto il mondo? Il Brunello di Montalcino DOCG è senz’altro in grado farlo.Emblema, insieme ad altre eccellenze vinicole italiane, di una qualità superiore, il Brunello di Montalcino DOCG  – grazie anche al lavoro di informazione e promozione effettuato dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino – ha visto crescere negli ultimi decenni la propria fama e i propri riconoscimenti internazionali. Un successo mondiale che ha riguardato tutta la Toscana, passata in pochi decenni da tranquilla zona rurale ad esempio del fascino Made in Italy, come peraltro testimoniato dall’esplosione di visite nel proprio territorio e dalla dichiarazione nel 2004 della Val d’Orcia come Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Approcciare in una serata di degustazione un vino così importante non è facile. ONAV Pavia ha deciso per una orizzontale del 2013, una annata quindi relativamente recente, nel caso del Brunello di Montalcino DOCG. Come infatti cita il disciplinare, Art. 5 “…Brunello di Montalcino non può essere immesso al consumo prima del 1° gennaio dell’anno successivo al termine di cinque anni calcolati considerando l’annata della vendemmia”.

Il 2013 è stato un anno confortante, dopo un paio d’anni non molto soddisfacenti. L’inverno freddo, seguito da un’estate non precoce, ha portato ad una maturazione graduale e ad un certo ritardo nella vendemmia. Una vendemmia d’altri tempi, in un certo senso, quando ottobre era il mese più adatto per la raccolta. A tutto vantaggio della qualità, degli aromi e dei profumi. La proposta del 2013 ha raccolto vini provenienti da 6 aziende diverse, ovvero Fattoi, Il Poggione, Mastrojanni, Col d’Orcia, Caparzo e Frescobaldi, alla scoperta delle caratteristiche di ciascun terroir e dei diversi approcci produttivi.

Degustati nell’ordine appena elencato, non hanno mancato di colpire il pubblico ONAV, decisamente attento e concentrato a scoprirne le peculiarità. La serata è partita a sud di Montalcino, dove abbiamo incontrato la collina dell’azienda Fattoi (10 ettari a vigneto) e il suo Brunello di Montalcino DOCG, un rosso rubino equilibrato e dal buon corpo. A seguire è stata la volta della storica Tenuta Il Poggione, fondata alla fine del 1800 e che sfoggia i suoi 140 ettari adibiti a vigneto. Il suo Brunello, rubino brillante dai riflessi granata, è affinato in grandi botti di rovere francesi, come peraltro accade anche in altre grandi aziende della zona. Più giovane (1975), l’azienda Mastrojanni ha saputo ritagliarsi ben presto uno spazio tra i “grandi” in fatto di qualità. Il suo Brunello è affinato ben 36 mesi in botti di rovere, da 16 fino a 54 ettolitri. Elegante, equilibrato, mostrava fin da subito note speziate, oltre che di cacao e caffè.

Spostandosi un poco verso il mare siamo tornati alla fine del 1800 con la nascita dell’azienda Col D’Orcia, diventata in questi ultimi anni l’azienda biologica più grande della Toscana, con i suoi 140 ettari. Un Brunello forse un po’ diverso dagli altri, ma sempre in grado di esprimersi con autorevolezza, con un retrogusto sapido e fruttato. 90 ettari vitati sono invece il biglietto da visita di Caparzo, di cui abbiamo degustato il suo La Casa, una delle sue etichette più prestigiose: un vino dall’animo gentile nato nel 1977 e che sfrutta le barrique per il suo affinamento in legno. È toccato, infine, ad un altro nome illustre l’onore di chiudere la serata: Frescobaldi, con il suo Campone della tenuta Castelgiocondo. Un Brunello rotondo ed equilibrato, che rappresenta un po’ l’entry level della tenuta, ma che incarna già tutti i pregi e le caratteristiche del Brunello di Montalcino DOCG.

Una serata importante, che non può non concludersi con un ringraziamento a Marco Graziano  di ONAV Pavia che ha fatto da presentatore e che ha introdotto con la solita competenza e simpatia non solo la zona di produzione ma anche tutti i vini presentati, al Consorzio del Vino Brunello di Montalcino che ha collaborato al reperimento dei vini e, naturalmente, a tutti i partecipanti, che hanno poi discusso a lungo sui pregi e sulle caratteristiche di una e dell’altra etichetta.

Marco Crespiatico