Onav Siena e l’Orcia wine festival

Giunta quest’anno alla sua nona edizione l’Orcia Wine Festival non ha tradito le attese. Organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con il Consorzio Vino Orcia ha stretto con la Delegazione senese un sodalizio che si è consolidato nel tempo e perfezionato al punto da arricchire, ad ogni edizione, l’offerta degli eventi e delle degustazioni.

Le Master class, l’Orcia wine stories alla presenza dei produttori, le degustazioni tecniche e le immancabili “Pillole” per insegnare, appunto in pillole, l’arte della degustazione. Il protagonista del festival è quindi il vino, quello “più bello del mondo”, per citare il cavallo di battaglia del Presidente del Consorzio Donatella Cinelli Colombini Una denominazione giovane che nel 2000 ottiene l’attribuzione dell’Origine Controllata seguita nel 2014 dal riconoscimento “ERGA OMNES” da parte del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

La Val d’Orcia è una terra meravigliosa e ricca di città d’arte che nel tempo ha saputo associare al vino non solo paesaggi mozzafiato (già Patrimonio dell’Umanità) ma anche altre eccellenze alimentari come l’olio, il tartufo, il formaggio. Se lo è per il Brunello, il Nobile di Montepulciano oppure il Chianti classico, vicini assai blasonati e talvolta scomodi, anche l’Orcia fa del sangiovese la sua espressione più importante. Un vitigno capace come pochi di adattarsi al clima ed ai suoli per esprimersi identitario e assolutamente territoriale.

Il rosso, anche nella versione riserva, è il vino che meglio interpreta le potenzialità di quest’area, più efficace se in purezza (Orcia Sangiovese se presente in misura minima del 90%) ma anche in blend con vitigni internazionali (generalmente Merlot e cabernet sauvignon) oppure autoctoni come il caso del foglia tonda (Orcia rosso con sangiovese minimo del 60%). Tuttavia si possono trovare anche i rosati ed i bianchi: dal taglio internazionale a base chardonnay, marsanne, roussane e viognier ma anche altrettanto interessanti quando più tradizionali (trebbiano e malvasia).
E poi le bollicine, testimonianza della continua voglia di misurarsi come per quei produttori che invece hanno scelto l’anfora. E poi immancabile il Vin Santo.

La Doc Orcia non vanta “numeri” importanti rispetto alle Docg senesi ma non pecca nei confronti di quest’ultime di qualità. Il Consorzio è costituito da circa 40 produttori associati su una sessantina di aziende presenti sul territorio con un numero di bottiglie complessivo di circa 300000. La zona di produzione è ampia e piuttosto variegata in termini di suoli; terreni più magri e con tessitura sabbiosa sfumano verso matrici argillose fino a lambire suoli vulcanici sulle pendici dell’Amiata. I comuni coinvolti sono quelli di Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Pienza, Radicofani, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia, Trequanda e parte di Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena. Una fetta significativa della Toscana meridionale segnata dall’epoca etrusca e poi romana. La Cassia e la Francigena sono state importanti vie anche per il commercio, ed è qui che infatti sono sorti i primi aggregati rurali. E’ il periodo in cui in “Toscana” si assiste alla nascita dell’”appoderamento” ed alla diffusione di quell’insediamento sparso” che sarà poi presidiato da rocche e castelli. E’ il “Podere” il tassello del mosaico rurale; coltivi attorno fino all’abitazione che si stendono fino al bosco nelle aeree più marginali e pecore, maiali ed animali da cortile . Un tessitura che resterà tale dal medio evo fino al grande esodo dalle campagne che caratterizza la fine degli anni 50. Oggi quegli stessi insediamenti finemente recuperati, sono il motore di un turismo esclusivo (1.5 mln di presenze annue) e la rete di un sistema di attività recettive ben integrate in un territorio nel quale si fa vino. Un vino frutto di una viticoltura giovane che appartiene ai piccoli produttori ma soprattutto alla loro grande passione.

La stessa passione che si respira tra gli affreschi di Palazzo Chigi ogni volta che Onav racconta il vino dell’Orcia. La nostra occasione non solo di diffondere la cultura del vino ma di viver un’ esperienza costruttiva ancora oggi e sempre emozionante. Qui all’Orcia wine festival, quasi fosse un laboratorio, abbiamo condotto le prime degustazioni e mosso i primi passi nella condivisione del sapere e del piacere del vino. Quest’anno Onav Siena si è presa l’impegno di creare per la cena di gala una carta dei vini speciale, arricchita delle nostre impressioni sui ben 17 produttori presenti. Nessuna velleità da Guida ma vogliamo comunque condividerla per far conoscere, attraverso le aziende, questo angolo di mondo così straordinario.

Tenuta Sanoner – Aetos sparkling rose’ brut 2017. Metodo charmat per un sangiovese in purezza che si rivela con tenui note di frutta rossa accompagnate da una nuance floreale. Piacevolmente fresco all’assaggio
Az. Trequanda– Soleccio Vino spumante brut Metodo charmat a base chardonnay (80%) e Muller thurgau . Uno spumante dal profilo delicatamente floreale con una beva fresca che richiama la frutta al palato
Campotondo – Tavoleto Igt Toscana 2017. Chardonnay in purezza vinificato in acciaio. Vino dal grande impatto olfattivo nel quale il biancospino ed i fiori di acacia si fondono con il frutto della passione. Avvolgente all’assaggio con un lungo finale
Az. Olivi Le Buche – Coreno Orcia bianco 2015. Il trebbiano in acciaio e la malvasia affinata in barriques colpiscono per la freschezza dei fiori bianchi e la sostanza della frutta matura con un richiamo alla pasticceria. Strutturato ma di grande bevibilità

Sassodisole – Orcia Rosso 2016. Sangiovese fermentato in acciaio ed affinato in botte con una puntuale ciliegia matura su un fondo piacevolmente speziato. La bocca è giovane e corposa sostenuta da una bella acidità e da un bel tannino fitto e fine
Poggiorosa – Dirimpettaio Orcia Sangiovese 2016. Sangiovese ed un pizzico di ciliegiolo affinati in acciaio per un vino giovane dai sentori vinosi che si esprimono sia alla bocca che al naso preservando un vivace floreale ed i toni della frutta fresca
Bagnaia– Grottascura Orcia 2015. Sangiovese e syrah (20%) affinati in botte grande. Il vino cattura per l’intensa speziatura che precede un bel frutto maturo ingentilito da sfumature di viola. Bocca piena, rotonda e fresca con un bel finale agrumato
Cinelli Colombini – Leone rosso Orcia 2015. Sangiovese (60%) e merlot in tonneaux. Mirtillo e ribes accompagnati da note di spezia dolce compongono un bouquet arricchito da erbe aromatiche. La bocca è calda e decisa , asciutta con una tannino giovane ma di buona fattura

Mascelloni Roberto – Arcere Orcia 2015. Sangiovese, foglia tonda e merlot affinati in legno definiscono un profilo dai toni scuri ed una trama evoluta che guarda al sottobosco , alla prugna, a note balsamiche ed alla liquirizia. Il sorso è pieno e profondo, il retrogusto richiama la frutta matura
Vegliena – Vegliena Orcia Sangiovese 2015. Sangiovese in botte grande espressione di semplicità nel quale la ciliegia e sfumature di fragola anticipano un sorso equilibrato e lineare
Poggio Grande – Sesterzo Orcia Sangiovese 2014. Sangiovese affinato in legno di color rubino che richiama il ribes ed il mirtillo con una nota boisée e spezia dolce. La bocca è decisa e fresca dal piglio leggermente tannico
La Canonica – Don Giovanni Orcia Sangiovese Riserva 2013. Il blend di sangiovese, canaiolo e Malvasia nera affinati in legno conferisce al vino un colore intenso e profumi che spaziano dalla ciliegia al sottobosco passando dalla vaniglia, tabacco e da sfumature balsamiche. Alla bocca mantiene la spezia ed ancora una piacevole bevibilità
Marco Capitoni – Capitoni 2013. Affinamento in barriques per un sangiovese e merlot (20%) che avvolgono il naso con una intensa frutta matura di mora e prugna ed un richiamo alla spezia dolce. Sorso morbido e caldo, con un tannino dolce e bel finale.

Sante Marie Vignoni– Sunto Igt Toscana 2013. Sangiovese 60%, Merlot, Cabernet sauv. Syrah affinati in tonneaux. I vitigni internazionali aggiungono ad una ciliegia integra la spezia e note vegetali fresche. La bocca è piena, strutturata e piacevole
Az. Atrium – Orcia sangiovese riserva 2012. Sangiovese e botte grande. Vino di color granato dai profumi equilibrati , la frutta matura , le sfumature speziate e la nota boisée tornano anche alla bocca dal lungo finale
Podere Albiano– Tufarello Orcia 2011. Sangiovese in botte grande, cabernet sauv. e merlot in acciaio e poi tonneaux. Un vino che si fa attendere a lungo ma che oggi regala frutta scura, spezia, fiori secchi e note ematiche per un profilo austero e complesso ma alla bocca è ampio, teso e deciso.
Valdorcia Terre Senesi– Ripario Orcia Sangiovese 2011. Sangiovese in purezza barriccato. Naso austero ed evoluto dominato da terziari complessi che riportano al sottobosco, a note terrose, al cuoio avvolti da una matrice di frutta matura.
Sampieri– Vin santo Orcia 2014. Vin santo giovane giocato sui profumi che richiamano il caramello la mou l’amaretto ed il fico secco con una bocca ampia e dolce.

Andrea Frassineti