ONAV Siena: il vitigno Foglia tonda, storia di una riscoperta toscana (parte prima)

Per la prima volta venerdi primo febbraio a Trequanda (SI) presso l’azienda Fattoria Il Colle di Donatella Cinelli Colombini nella Doc Orcia, nove produttori presenti dei diciotto totali che hanno puntato sul vitigno foglia tonda, si sono confrontati con la stampa specializzata. Un salotto buono del vino, moderato da Gianni Fabrizio, che ci ha permesso di capire da dove viene ma soprattutto dove ci porterà il recupero di questa antica varietà. Il denominatore comune a quasi tutti i produttori è la scelta quasi esclusiva di vitigni autoctoni. Ci sono diversi casi in Italia di mentori del vino, guide sagge che hanno salvato dall’estinzione vitigni autoctoni minori, il Timorasso con Walter Massa in Piemonte, Marco Caprai con il sagrantino in Umbria, in Toscana Donatella Cinelli Colombini con il foglia tonda.

Come sempre la sfida è capire se un vitigno minore possa scalare la classifica dei vitigni che hanno dignità tale da poter essere i soli protagonisti nella bottiglia, oppure se possa aiutare il vitigno principale, il sangiovese, donando caratteristiche uniche al blend, soprattutto in zone meno blasonate dell’enografia italiana. Donatella Cinelli racconta che il foglia tonda fu abbandonato più di un secolo fa, nonostante ci siano testimonianze della sua presenza in Toscana dalla fine del 1800 (“saggio per un’ampelografia universale” Rovasenda, 1877). I contadini di fine ottocento non perdevano certo tempo a fare la vendemmia verde, assolutamente necessaria al foglia tonda per limitare la sua produttività e garantire la maturità delle uve per pianta. Accanto a questo difetto del vitigno si affianca però una grande resistenza alle malattie, peronospora, botrite e in parte oidio.

Solo nel 2000 alla Fattoria Il Colle, Donatella Cinelli Colombini  pianta 400 marze provenienti dal Vitarium della regione Toscana. Negli anni di sperimentazione raggiunge finalmente l’equilibrio vegetativo.  Il vino nato da questi esperimenti si chiama Cenerentola Orcia Rosso Doc ed è un blend di sangiovese 65% e foglia tonda 35% circa. La denominazione Orcia doc conta circa quaranta produttori sparsi in un territorio abbastanza ampio che va dalle crete senesi, passando per montalcino a nord\nord ovest, fino al monte Amiata per poi spingersi nel cuore della val d’orcia tra San Quirico d’orcia e Pienza fino alla zona sud est della val d’orcia a ridosso della docg Vino Nobile di Montepulciano. E’ un esempio di come una denominazione minore cerchi un’identità unica dei suoi vini anche attraverso il blend con vitigni autoctoni minori come in questo caso. Il risultato è un successo. Dal 2016 arrivano i primi alti punteggi dalla stampa internazionale. La vinificazione di sangiovese e foglia tonda è assolutamente tradizionale, avviene in acciaio separatamente con un affinamento in tonneaux. Cenerentola 2016 presenta un colore rubino con unghia granata, naso molto intenso e profondo, rimandi al sottobosco con note  di muschio, un fruttato maturo e invitante di ciliegia sotto spirito, note balsamiche e di cioccolato fondente, grafite, radice di liquirizia, speziatura scura di pepe nero, e rimandi di fiori di sambuco. Decisamente un  “Super Orcia” anche in bocca in cui il corpo è sostenuto da un tannino dolce e fitto. Finale ancora leggermente astringente in cui le note del legno si integreranno nei prossimi anni. In questo blend il contributo del foglia tonda è donare un grande corpo, estrazione e colore al sangiovese unitamente a sfumature floreali e speziate,  un carattere imponente e di grande impatto olfattivo al vino.

L’azienda Poggio al Vento a Castiglione d’Orcia, nella doc Orcia, con una vista mozzafiato sulla zona sud di Montalcino, guidata da Roberto Mascelloni, incarna la più pura tradizione vitivinicola della Val d’Orcia. Piccola azienda agricola a conduzione famigliare figlia di un’eredità contadina antica. Roberto seguì l’esempio di Donatella Cinelli Colombini e piantò il foglia tonda su un terreno posto a 500 mt slm tendenzialmente argilloso e ricco di scheletro. La conduzione è biologica. Raccolta primi di ottobre vinificazione in acciaio e affinamento in legno tonneaux. Totali 10 hl di foglia tonda in blend con sangiovese. Arcere Orcia Rosso Doc 2015. Rubino cupo, naso profondo e avvolgente giocato su note di ciliegia matura sotto spirito, note balsamiche e di cioccolato bianco, macchia mediterranea di rosmarino, cuoio. Bocca piena, fresca, polposa, tannini fitti, dolci e abbastanza morbidi, solo accennate note vanigliate del legno sul finale. Nel complesso un esempio in cui il foglia tonda regala grande struttura e colore al sangiovese.

Non molto lontano, nella zona delle crete Senesi ad Asciano, si estendono i centinaia di ettari dell’Azienda Agricola Mòcine di proprietà di Valerio Brighi uomo attento e indagatore. Seguendo i consigli del dott. Bandinelli dell’Università di Firenze, dell’enologo Attilio Pagli e l’agronomo Stefano Dini, decise nel 2004 di piantare Il foglia tonda che occupa due ettari vitati a conduzione biologica, su suolo tendenzialmente argilloso di origine pliocenica tra 300 e 350 m.s.l.m. I vigneti sono allevati a guyot così da ridurre la compattezza dei grappoli e aumentare la qualità delle uve grazie anche alla impegnativa gestione manuale nella selezione dei germogli, sfemminellatura, doppio passaggio di diradamento. Raccolta tardiva vinificazione tradizionale con passaggio in barriques per ventiquattro mesi per il S’Indora Rosso Toscana Igt 2014 foglia tonda in purezza. Valerio ha deciso di presentare un’annata difficile per dare testimonianza di come il foglia tonda si comporti in annate più sfortunate, una scelta coraggiosa. Granato intenso, naso intenso con un fruttato leggermente maturo di marmellata di prugne e susine, leggere sfumature floreali di sambuco, note speziate vanigliate. Bocca intensa e corposa tannino molto fitto. Dimostrazione che il foglia  tonda mantiene la sua potenza acida e tannica anche in annate minori a discapito però di un punto di eleganza. Durante il pranzo tipico toscano presso il Ristorante della fattoria il Colle, ho avuto modo di assaggiare un secondo vino l’Otto Rintocchi Igt Toscana della più fortunata annata 2015. Blend di sangiovese, foglia tonda, colorino e barsaglina, concentrato e maturo, ciliegia sotto spirito che ricorda un amarone, grande eleganza e freschezza, un vino pieno e corposo in cui il foglia tonda dona grande struttura e profondità.

Nella provincia di Grosseto a Gavorrano, l’azienda Sequerciani pianta il Foglia Tonda su suolo magro argilloso\calcareo con frazioni di marne e gabbro. Ottomila metri quadri di vigneto piantato nel 2011 con esposizione a sud per favorire la maturazione, a trecento m.s.l.m. e a conduzione biodinamica. Le marze provengono da selezione massale. l’invaiatura è tardiva ma la vendemmia avviene poi manualmente quasi insieme al sangiovese. Fermentato in vasche di cemento dai soli lieviti indigeni presenti sulla buccia, senza uso di anidride solforosa grazie all’alta concentrazione di polifenoli, senza correzioni del mosto e inoculo di batteri lattici. Affinato nove mesi in giare di terracotta di Impruneta di due e tre ettolitri ed in minima parte in barriques di rovere francese.

La prima annata fu il 2014. Assaggio il Foglia Tonda Igt Toscana 2017 con sole mille bottiglie prodotte. Porpora con unghia violacea di media intensità. Naso intenso e molto focalizzato sulla frutta rossa, amarena, lampone, e sentori di viola. Un vino frutto che da immediata piacevolezza con un tannino ben presente in astringenza ma di ottima qualità e una freschezza notevole. Il finale vira su note leggermente vegetali, nel complesso un’espressione piena di quanto il foglia tonda possa essere generoso nei profumi fruttati e nella concentrazione polifenolica che evidentemente si esprime con maggior tenacia nella maremma grossetana

(continua).

Alessandra Ruggi