Onav Siena: la Schiava raccontata da Federica Randazzo

Iniziamo così il viaggio; Lago di Caldaro Cl. Sup. Bischofsleiten Cantina Castel Salegg e la Schiava meranese Schickenburg della Cantina Merano,nella quale si avverte sapidità ed un tannino più deciso, chiariscono perfettamente lo stile della Schiava tracciandone una precisa carta d’ identità: colore brillante, non intenso dai toni rubino
florale che spazia dalla viola alla rosa. Frutta fresca orientata ai piccoli frutti rossi con lieve speziatura. Sorso sottile, succoso con tannino fino e nel complesso dotato di un interessante verve acida.
L’impressione che qualcosa cambi arriva con il St. Maddalena Cl. Cantina Griesbauerhof, che in maniera garbata rivela, rispetto agli alla Schiava in purezza, toni violacei più intensi, una apprezzabile rotondità e quindi maggior struttura. Elementi imputabili se non del tutto almeno in parte, all’apporto del Lagrein.

Tali caratteristiche sono confermate nella seconda serie di assaggi, dal St. Maddalena Cl. Antheos – Cantina Waldgries anche se in questo si a che fare con un vino che gioca con le estrazioni, dal piglio austero ma dotato di eleganza , complessità e sostanza. La prima chiusa in un approccio di tipo didattico con la Schiava Alte Reben di Glögglhof, che nasce da vecchie vigne coltivate fino a 600 metri e con il suo sorso netto, fruttato, e dalla viva acidità anticipa i successivi assaggi in uno stile di stampo più caratterizzante. L’Elda di Cantina Nusserhof ne è un chiaro esempio. Una Schiava che non ti aspetti, profonda, speziata, dal sorso saporito e con tenui richiami terrosi e di fungo.

L’areale altoatesino, nell’immaginario collettivo, evoca sempre immagini del pulito, del bello, del fresco. Cime bianche, terrazzi verdi, prati fioriti, laghi e fiumi tinti di un limpido azzurro. E sono proprio questi ultimi, come testimoni incontestabili, a ricordarci che i suoli calcareo-limosi o morenico-argillosi arricchiti a tratti dalla presenza di porfido, perché è qui che si coltiva la vite, traggono origine dall’invisibile quanto inesorabile agire dei ghiacciai prima e dal costante deposito operato dai corsi d’acqua, poi. In questo quadro, che non perde mai colore, si inserisce la Schiava. Un vitigno dai trascorsi ancora oggi non perfettamente definiti, tanto che senza timore di sbagliare si può dire al contempo essere un vitigno ritrovato o mai del tutto perduto, dimenticato e poi ripreso, probabilmente più antico di quanto si possa credere. Resta il fatto che la Schiava oggi è attuale e lo è in sintonia con il suo territorio. Qui non si inneggia all’opulenza e la Schiava, come l’aria buona del primo mattino, è sottile, a tratti rarefatta, gentile.

Un vino che si presta perfettamente quando occorre chiarire il concetto di semplicità, intesa questa come sinonimo di essenzialità piuttosto che banalità. Federica non nasconde la propria passione per la Schiava e per questo unicum fatto di terra, di uomo e di vino, tanto più quando l’uomo sceglie di essere spettatore piuttosto che attore. Evidenzia le diverse espressioni del vitigno tra le varie zone di produzione e gli stili dei produttori con differenze che, salvo lagrein, sono mitigate anche da un timido uso del legno. La Schiava Alte Reben Gschleier di Girlan, da uve provenienti da antiche pergole, ha un bel frutto e spezia dolce, pienezza al sorso e note di legno appena evidenti. Anche nel il St. Anna Ris. Cantina Weingut In Der Eben di Urban Plattner si avverte una certa complessità olfattiva ma anche qui il sorso è mantenuto energico e succoso Colpisce nel finale il Donà Rouge – Cantina Hartmann, la Schiava più vecchia, un 2012 che, in un tempo che sembra giusto per lei, regala tutto quello che la Schiava sa dare in un ambito di bella consistenza, pienezza, e piacevolezza di beva.

I vini in degustazione
1. Lago di Caldaro Cl. Sup. Bischofsleiten – Cantina Castel Salegg
2. Schiava meranese Schickenburg – Cantina Merano
3. St. Maddalena Cl. Cantina – Griesbauerhof
4. Schiava Alte Reben – Cantina Glögglhof
5. Schiava Alte Reben Gschleier – Cantina Girlan
6. Elda – Cantina Nusserhof
7. St. Maddalena Cl. Antheos – Cantina Waldgries
8. St. Anna Ris. – Cantina Weingut In Der Eben
9. Donà Rouge – Cantina Hartmann Donà

Andrea Frassineti