ONAV Siena: Mauro Drius e i suoi amici… scopriamo il Pinot bianco

Non poteva che essere un successo, più atteso che annunciato e così è stato.

Una serata davvero suggestiva in compagnia di un friulano doc come Mauro Drius. Una azienda nota, abituata ai riconoscimenti ed i cui vini sono adatti all’affinamento del tempo , per sua stessa ammissione “il vino come l’uomo ha bisogno dei suoi tempi, deve maturare per esprimersi al meglio”.

Mauro, che non sembra appena giunto dai confini con la Slovenia, si lascia andare ad un racconto ricco di contenuti ed allo stesso tempo pacato da cui traspare immediatamente l’amore per l’azienda, che poi è la sua famiglia, ed una straordinaria dedizione per la sua terra e per le emozioni che è in grado di suscitare. Un piccolo viaggio nel Friuli attraverso l’assaggio del Pinot bianco. Un vitigno a lungo confuso con lo chardonnay ma che oggi è finalmente compreso ed apprezzato appieno. L’annata è la 2017, praticamente una anteprima che però risulterà adeguata per conoscere il pinot bianco e per coglierne le sue peculiarità .

Il Friuli è una regione certamente vocata per i bianchi ma che da lungo tempo si esprime anche con i rossi internazionali (e non merlò e cabernè ma come pronunciati con la T finale). Una morfologia che progredisce da sud a nord in modo lineare e che è segnata da molte più DOC rispetto alle DOCG ridotte a vere e proprie nicchie (Ramandolo, Rosazzo, Picolit e Lison). Partendo dal mare verso le montagne si incontra la pianura umida, poi quella secca e quindi le colline e la bassa montagna. Le aziende che Mauro porta con se e che apostrofa come “amiche” sono più che rappresentative e fatta eccezione per Jacuss, si trovano tutte piuttosto vicine tra loro attorno alla collina di Cormons.

Drius a Ovest. Jermannn a Nord è l’azienda più blasonata e più grande con circa 200 ettari. E lei che ha fatto conoscere i vini di questa regione in tutto il  mondo.

Azienda di Franco Toros si trova ad Est , un personaggio mosso dai principi del vignaiolo che preferisce i filari alle cose del mondo ma che nel tempo di una viticoltura moderna ha saputo creare una realtà molto interessante.

Villa Russiz a Sud, una Fondazione che investe i proventi nella Casa Famiglia che accoglie minori in difficoltà. Una storia che parte dal 1868 fino ai giorni nostri con risvolti talvolta drammatici e talvolta romantici e che la vede sempre rinascere con nuove idee e progetti così da mantenere fede alle sua missione ed ai suoi valori.

Castello di Spessa sempre a Sud, vicino a Capriva del Friuli incastonata in un contesto da sogno risalente al 13° secolo.

Jucass dei fratelli Sandro e Andrea si trova a nord di Cividale del Friuli è la più piccola con appena 10 ettari dai quali si produce anche un blend di merlot cabernet e refosco e pochissime bottiglie di Picolit.

Mauro Drius si fa portavoce di un territorio importante ed allo stesso tempo di altri produttori con un atteggiamento ed un linguaggio piuttosto insoliti nel mondo vitivinicolo. Nel suo parlare c’è entusiasmo senza mai tradire delle inclinazioni verso uno o verso un altro. I vini sembrano tutti i suoi e le caratteristiche delle aziende descritte con dovizia di dettagli spaziando dai suoli (perché c’è il grave morenico e quello fluviale), dalla morfologia, dall’altitudine (dai 60 ai 120 m slm ) soffermandosi poi sull’articolazione delle denominazioni.

Diversità che noi assaggiatori abbiamo colto sui vini e sulle quali ci siamo anche interrogati ma che Mauro ha saputo chiarirci evidenziando anche la tempra o lo stile di ogni singolo produttore. Quello che traspare dal suo raccontare è alla fine una sensazione di grande rispetto, di una bella unione e di una sana fiducia. I vini sono tecnicamente perfetti, puliti, freschi e di grande bevibilità in cui le differenze si colgono tra la gentilezza dei fiori bianchi in Drius , Castello di Spessa e Villa Russiz e la maggior presenza del frutto nel Pinot bianco di Toros fino all intrigante Jermann passando dal vino di Jacuss con un grande equilibrio al sorso.

In particolare queste le nostre impressioni nell’ordine in cui i vini sono stati degustati.

Drius Isonzo del Friuli 2017

Giallo paglierino brillante. L’olfatto elegante e gentile colpisce proprio per l’intenso piglio floreale di biancospino ed acacia seguiti dalla frutta con sfumature di pietra focaia. Il sorso è deciso, teso e fresco, buono il corpo con un profilo lineare che merita davvero un attimo di attesa.

Toros Collio 2017

Un paglierino più intenso fino a lambire sfumature dorate. Il naso è intenso e si rivela per una frutta matura nel quale si avverte chiara l’affinamento sui lieviti. La bocca ha davvero una bella struttura , avvolgente e calda malgrado l’alcol sia nella norma ma appena disturbata da una punta di carbonica

Jacuss Colli orientali del Friuli 2017

Un pochino ridotto all’inizio si apre poi ad una frutta matura affievolita dal legno che mantiene comunque la pietra focaia. Nell’assaggio la malolattica in barriques mostra effetti più equilibrati regalando un sorso pieno e rotondo, ovviamente un filo meno teso dei precedenti ma di grande consistenza

Castello di Spessa Collio 2017

Paglierino adeguato, al naso intenso e pulito presenta un piacevole equilibrio tra il bouquet di fiori e la mela gialla. La bocca è assai piacevole, ancora equilibrata ed in line a con il naso. Ottimo il corpo con un percorso gustativo che tende ad aprirsi accompagnato da una buona nota sapida e da un finale piacevolmente ammandorlato .

Villa Russiz Collio 2017

Anche questo pinot è stato apprezzato per l’equilibrio complessivo. Bel paglierino luminoso al naso ha la componente floreale sposa quella fruttata entrambe arricchite da note di pietra focaia e di lievito. La bocca è tesa, fresca e vivace per l’ottima schiena acida, buono il corpo e piacevole anche in questo caso il finale.

Jermann Igt Venzia Gulia 2017

Il vino meno immediato. Un paglierino intenso è l’anticipazione di un naso più austero che si palesa con la frutta gialla seguita da sentori di erbe mediterranee per poi esplodere con una improvvisa nota di rosa con sfumature quasi mentolate. La nota vegetale ritorna anche alla bocca che tuttavia ha un impatto importante dato da una bella struttura sostenuta da una evidente acidità e da una spiccata sapidità.

Un caloroso ringraziamento a Mauro per la bella esperienza ed a tutte le altre aziende che per suo tramite hanno voluto deliziarci della loro presenza.

Andrea Frassineti