ONAV Trento: Le Marognole e La Dama Vini. Un assaggio di Valpolicella

La Valpolicella, posta alle spalle di Verona, e la sua Dop, che comprende il Valpolicella, il Valpolicella Ripasso, l’Amarone della Valpolicella e il Recioto della Valpolicella (questi ultimi due docg) con una produzione di oltre 60 milioni di bottiglie è la prima Dop di vino rosso in Veneto e tra le più importanti in Italia.La zona Classica della Valpolicella comprende gli areali di cinque comuni (Sant’Ambrogio, San Pietro in Cariano, Fumane, Marano e Negrar), mentre la dop Valpolicella fuori dalla zona classica comprende altri 14 comuni.

Gli ettari vitati, dove trovano ampio spazio varietà come la Corvina, il Corvinone, la Rondinella e in misura minore la Molinara, sono circa otto mila, con un raddoppio della superficie negli ultimi vent’anni. Un milione i quintali d’uva prodotti, di cui più di un terzo destinato all’appassimento per Amarone/Recioto. Ma in realtà soprattutto per il primo, dato che nello stesso periodo la produzione di Amarone è quasi decuplicata e il Recioto copre meno l’1% dell’imbottigliato. Con circa 480 fruttai esistenti, il fatturato dell’Amarone sfiora i 350 milioni di euro: ben oltre la metà dell’intera denominazione Valpolicella. La crescita del venduto e del fatturato sono costanti, al pari peraltro dell’intera denominazione, con un export che interessa  circa due terzi della produzione (ai primi posti Germania, Stati Uniti, Svizzera, Regno Unito).  Da un’analisi condotta da Tannico l’Amarone è il vino rosso italiano, assieme al Brunello, più venduto nei segmenti di vini ultra-premium e luxury (oltre 25 Euro), che insieme raggiungono una quota di mercato del 28%, equamente ripartita.

Due cantine della zona classica, Le Marognole di Marano di Valpolicella e La Dama Vini di Negrar, con i due titolari Fabio Corsi e Gabriele Dal Canale hanno offerto agli associati Onav di Trento uno spaccato esemplare di questa denominazione grazie ai loro vini, in una serata caratterizzata da convivialità e ricchezza informativa. Le due aziende agricole sono relativamente giovani. Gabriele Dal Canale, con diploma conseguito all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, vinifica dal  2006 e può contare su 16 ettari vitati  certificati bio piantati a pergola (oggi ampiamente rivalutata per uve da appassimento) e spalliera nelle due zone classiche di Negrar e sulle colline di Sant’Ambrogio. Fabio Corsi ha iniziato invece a vinificare in proprio i sei ettari di proprietà di famiglia nel 2004; vigneti posti sulle colline di Valgatara a Marano, perfettamente esposti con orizzonte aperto, tanto da qualificare quest’area vitata come “i vigneti della luce”. Entrambi lavorano soprattutto Corvina, con quote minoritarie di Corvinone (più ricco di materia colorante e di maggior corpo), Molinara e Rondinella.

La degustazione guidata dai due produttori si è aperta con due Valpolicella Classico del 2017, entrambi eleganti con frutto di ciliegia in bella evidenza, di un rubino scarico, come si conviene all’uva Corvina, di ottima freschezza e giusta tannicità. Vini dall’ottimo rapporto qualità prezzo che incontrano una crescente domanda di mercato alla ricerca, per usare le parole di Gabriele, “di vini quotidiani ma di alta qualità; più leggeri e beverini, ma molto profumati”. Per passare a due Classico Superiore Ripasso: due annate del 2015, con parte delle uve che hanno subito un leggero appassimento con conferire maggior corpo e alcolicità e ovviamente sottoposte alla tecnica del Ripasso sulle vinacce del Recioto (più ricche di zucchero) e dell’Amarone, perchè secondo Fabio le uve impiegate, di loro, sarebbero destinate a dare vini eleganti ma piuttosto esili. Due anni di permanenza in tonnaeux francesi, inizialmente impiegati per l’Amarone, per offrirci dei vini caldi, dall’ingresso morbido in bocca, con tannicità evoluta unita a bella freshezza.

Da un ettaro di vigneto in quel di Negrar con uve in parte appassite per circa un mese e altre pigiate alla raccolta, l’ottimo Classico Superiore Cà Besi de La Dama Vini di cui si è potuto apprezzare l’annata 2013: complesso al naso con note di amarena e liquirizia in evidenza, dolce, fesco e tannico insieme in bocca, dalla lunga persistenza. Un vino particolarmente apprezzato da molti onavisti in sala. Dal Superiore Ripasso alla forza prorompente dell’Amarone Classico, vino identificativo per eccellenza della Valpolicella. Le Marognole con un 2015, dalle evidenti note speziate, caldo e di corpo, un adolescente cui si prospetta davanti una vita ancora lunga. La Dama Vini con un 2013, al naso ricco di frutta e con una nota floreale di petali di rosa con un ritorno retrolfattivo di spezie dolci, dai tannini ed alcolicità importanti. Ed entrambe le cantine con un’annata storica, il 2010. Elegantissimo Le Marognole; nessun cedimento d’unghia granata nel colore; piccoli frutti e amarene sotto spirito al naso; rotondo, caldo, morbido in bocca. Sensazioni di caffè e note di goudron nell’Amarone 2010 di Gabriele Dal Canale, armonico in bocca con un’entrata suadente, dove lo zucchero è appena percepibile (5/6 gr/l dichiarati), a differenza di tanti Amarone con residuo zuccherino più alto per farne dei vini più “piacioni”. Due vini che sono la riprova, come dice Gabriele, che “con l’Amarone bisogna sempre avere pazienza perchè dà il meglio di sé solo dopo otto dieci anni.”

Infine due Recioto Classico, l’autentico vino storico passito della Valpolicella, che oggi sta soffrendo per lo spazio che gli ha tolto l’Amarone, ma che avrebbe tutte le carte in regola per posizionarsi al top tra tutti i passiti del mondo da uve a bacca nera. L’annata 2016 de Le Marognole, in bocca caldo, di una dolcezza bilanciata dalla freschezza e di bell’equilibrio denota al naso una relativa giovinezza con una nota ancora vegetale e il 2015 de La Dama, con sensazione di frutta sciroppata e insieme fresco, molto armonico.

A conclusione della serata non sono mancati in abbinamento una selezione di formaggio Monte Veronese dop di diverse stagionature e alcuni salumi di produzione artigianale attentamente selezionati dall’onavista Alessio Capoani, organizzatore dell’incontro, e ovviamente, in periodo di carnevale, galani veronesi e crostoli trentini per celebrare degnamente il Recioto Classico.

Gianfranco Betta