“Parlano i Presidenti: conversazione con le organizzazioni della filiera vitivinicola”

Anche quest’anno Vinitaly ha ospitato l’intera filiera italiana del vino nel convegno “Parlano i Presidenti: conversazione con le organizzazioni della filiera vitivinicola”che ha visto i vertici istituzionali del settore confrontarsi sulle strategie da adottare per migliorare la competitività del comparto e presentare i temi caldi del settore al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo, Gian Marco Centinaio.

Le nuove sfide del vino, l’innovazione tecnologica, la competitività sui mercati internazionali, la sostenibilità e l’enoturismo sono stati alcuni dei temi centrali del convegno.

“Il settore vitivinicolo – ha esordito Massimiliano Giansanti, Presidente Confagricoltura – sta affrontando due sfide importanti per incrementare la propria competitività: affermare i propri prodotti sui mercati, anche internazionali, e favorire la sostenibilità dei processi produttivi. In entrambi i casi l’innovazione tecnologica è uno strumento strategico, anche per un prodotto di antichissima tradizione come il vino. Il vigneto 4.0 è una realtà radicata in molti territori, ma occorre ancora lavorare per superare molte criticità, sia strutturali sia politiche e culturali. La viticoltura IT non è contro la tradizione o riservata alle “grandi aziende”, ma un’opportunità per rilanciare la competitività di tutto il comparto e per favorire la crescita e l’occupazione dell’agricoltura e del Paese”.

A sottolineare il ruolo del comparto a livello internazionale in termini di politiche agricole comunitarie Dino Scanavino, Presidente Cia, che ha sottolineato come “il vitivinicolo rappresenta uno dei settori che ha meglio utilizzato le risorse della politica agricola comune ed è spesso ‘apripista’ degli accordi internazionali di libero scambio che sono non solo funzionali alle esigenze del Made in Italy, ma anche una straordinaria opportunità da cogliere per le imprese italiane. Per il nostro Paese, ciò è particolarmente vero in quei negoziati dove siamo in condizione di giocare all’attacco, come il CETA tra Ue e Canada ma anche il JEFTA tra Ue e Giappone, accordi che rappresentano un messaggio potente anche contro la preoccupante crescita dei protezionismi e delle politiche di chiusura commerciale”.

Il tema dei prezzi legati alla produzione del vino è stato sollevato da Ruenza Santandrea, coordinatrice Vino dell’Alleanza cooperative Agroalimentari che ha evidenziato come le oscillazioni nei livelli di produzione e la volatilità dei prezzi stiano determinando incertezza per il reddito dei viticoltori. “Come cooperazione – spiega Santandrea – abbiamo pensato a un pacchetto di proposte che richiedono un’azione ordinata e coordinata tra i numerosi attori operanti nel comparto. Tra queste, la riduzione delle rese massime di produzione di uva per ettaro per i vini senza IG con indicazione della varietà e lo stimolare i consorzi di tutela dei vini a DO o IG a una maggiore presa di coscienza rispetto ai meccanismi di governo dell’offerta messi a disposizione della normativa vigente“.

Ernesto Abbona, Presidente Unione Italiana Vini, ha posto l’accento sui temi della promozione all’estero e dell’enoturismo: “Oltre a ribadire l’importanza di rilanciare il lavoro congiunto con le associazioni dei produttori portato avanti con ICE, che ha generato risultati positivi in USA e Cina, e a mantenere i livelli di investimento di questi ultimi due anni, sperando di vedere presto il nuovo bando dei fondi OCM promozione, vorrei sottolineare come un altro tema centrale per promuovere il vino italiano sia l’enoturismo, una calamita potentissima capace di influenzare la scelta delle destinazioni di viaggio“.

“Abbiamo investito molto in questi anni nel vigneto, nelle cantine, sul mercato – ha commentato Sandro Boscaini, Presidente Federvini – ed è indubbio che le risorse messe a disposizione dalla UE attraverso l’OCM, sia per gli investimenti e la ristrutturazione sia per la promozione, abbiano rappresentato uno stimolo ed un aiuto importantissimo. Abbiamo, in pochi anni, triplicato il valore globale delle nostre esportazioni, abbiamo sviluppato progetti territoriali importanti che hanno cambiato il corso della viticoltura in alcune aree e abbiamo attratto nuovi investitori, anche stranieri”.

A mettere al centro del dibattito il tema della sostenibilità il Presidente Federdoc, Riccardo Ricci Curbastro, che ha ricordato come “il cambiamento climatico stia imponendo di riesaminare le logiche che stanno alla base del nostro modo di agire per garantire la qualità del prodotto. La sostenibilità è un driver strategico di sviluppo e parte da una viticoltura “ragionata”. Questa presa di coscienza va di pari passo con la sempre più puntuale richiesta di garanzie da parte del trade e ha fatto sì che nascessero strumenti adeguati”.

Infine, sul tema dei prezzi dei vini è intervenuto anche Riccardo Cotarella, Presidente Assoenologi che ha fatto notare come “alla luce della positiva vendemmia 2018 non si comprende come si siano alimentate interpretazioni scorrette da parte dei mercati, che stanno portando a una valutazione dei vini assolutamente inadeguata rispetto ai costi di produzione”“Ne consegue – ha poi spiegato Cotarella – che i produttori, hanno solo due scelte: uscire da una mortificante economia incrementando la produzione, con ogni comprensibile riflesso sul piano della qualità, oppure chiudere un’attività non più remunerativa. Immettere sul mercato prodotti a prezzi inadeguati, significa alimentare un prodotto squalificato sotto ogni punto di vista”.