ONAV Siena: il vitigno Foglia tonda, storia di una riscoperta toscana (parte seconda)

Sulla costa toscana a Castagneto Carducci notoriamente terra di vitigni internazionali, l’Azienda Agricola Podere il Castellaccio di Alessandro Scappini invece punta anche sugli autoctoni.

Il loro Valénte Igt toscana 2016, blend di 50% sangiovese, 25% pugnitello e 25% foglia tonda proviene da un ettaro e mezzo di scisto di galestro, molto magro e ricco di scheletro di magnesio e potassio. La fermentazione in tini di cemento avviene separatamente  per ogni vitigno e l’affinamento avviene in tonneaux da 5 hl per un anno. Circa ottomila bottiglie prodotte. Rubino brillante intenso. Il naso intenso, elegante e maturo, si snoda su sentori di  radice di liquirizia, ciliegia matura, pepe bianco, after height, toni mentolati su sfumature floreali di viola. Bocca coerentemente intensa e polposa, tannini astringenti ma dolci e fitti, finale lungo con note derivanti dall’affinamento in legno ancora in evidenza. Giovane e adatto all’invecchiamento. Difficile stabilire il contributo del foglia tonda a questo ottimo blend, resta un vino meritevole grazie anche al terrroir di provenienza e al tipo di suolo più adatto sia al sangiovese che al foglia tonda.  C’è curiosità per il foglia tonda in purezza che arriverà nel prossimo futuro.

Salendo verso nord lungo la costa fino a Pisa e  precisamente a Lari, dove l’aria delle colline pisane incontra il mare, il Podere Anima Mundi, nella persona di Marta Sierota, anima delle vigne, pianta più di dieci anni fa 0,6  ettari di foglia tonda in regime biodinamico su terreno sabbioso calcareo di origine marina, a duecento mt slm esposizione sud est. Raccolta a settembre, vinificazione in cemento con lieviti indigeni, affinamento in barriques di sesto passaggio per un anno. Prima annata 2014. Assaggio il Mor di Roccia Igt Toscana 2015 foglia tonda in purezza. Rubino intenso, il naso è molto aperto su note di ciliegia sotto spirito giocato sulla linea sottile della maturazione spinta, interessanti note terziarie animali cuoio in primis che donano complessità al naso. Se il naso si svela pian piano, la bocca ha un impatto immediato per polpa e intensità, grande freschezza,  il corredo tannico è decisamente protagonista ma è gestito molto bene e il vino chiude su note leggermente astringenti, senza dubbio un vino di grande autenticità. 

Attraversando la Toscana verso sud est arriviamo in Valdichiana, a Foiano della Chiana, dove l’azienda  Santa Vittoria coltiva 35 ettari di vigneto nei quali trovano posto vitigni internazionali ma anche autoctoni come il pugnitello, sangiovese e foglia tonda per i rossi. L’azienda ha partecipato ad una sperimentazione dedicata ai vitigni autoctoni per ben otto anni, da cui è emersa la particolare attitudine di alcuni tra cui il foglia tonda. Poggio al Tempio Igt Toscana 2015 è un blend di 70% sangiovese,  20% pugnitello e 20% foglia tonda. Vinificazione in cemento tradizionale, affinamento in acciaio per sangiovese e foglia tonda, solo il pugnitello affina in barriques. Trascorre un anno di cantina prima dell’imbottigliamento. Granato intenso e scuro grazie al foglia tonda, naso un pò introverso inizialmente. Il fruttato si gioca sulla frutta rossa ed è accompagnato da una speziatura scura di chiodo di garofano, il foglia tonda emerge nelle note speziate e leggermente vegetali di erba tagliata. Bocca intensa, fresca abbastanza calda in cui i tannini veraci dominano sul finale. Vino di impostazione tradizionale da tutto pasto.

Vicino al capoluogo toscano a Grassina si trova Podere Ema che nella tradizione di “Puro Toscano” alleva solo vitigni autoctoni, dopo sperimentazioni condotte in collaborazione con l’Università di Firenze a partire dal 2006. La prima annata è il 2013. Il Foglia Tonda Igt Rosso Toscana 2016 proviene da due ettari di vigneti di otto anni posti a 250 m.s.l.m. con esposizione est\sud-est e su suolo argillo-calcareo di medio impasto. Viene fermentato e affinato in giare di terracotta di Impruneta. Un ottimo esempio per capire le caratteristiche del vitigno. Rubino abbastanza intenso tendente al granato. Il naso è di una certa complessità a mio avviso legata al tipo di suolo di origine, note di prugna secca e marmellata di prugna, speziatura piacevolmente avvolgente e qualche sfumatura leggermente verde che ricorda il miele di castagno. Bocca di medio corpo, buona acidità e freschezza che predominano sull’estrazione, i tannini a questo punto direi tipici del vitigno, sono leggermente astringenti sul finale.

Mannucci Droandi, azienda a conduzione biologica,  si trova a Montevarchi ed è stato tra i primi a condurre a metà degli anni novanta una sperimentazione sul foglia tonda con l’allora Istituto Sperimentale per la viticoltura di Arezzo oggi Crea-Vic. Il vigneto è di 4000 m2 a 250 m.s.l.m. suolo di origine alluvionale di medio impasto. In vigna il foglia tonda viene gestito con una minima lavorazione del terreno, allevamento a cordone speronato corto, gestione della chioma in estate, diradamento dei grappoli, sfogliatura e vendemmia in vari passaggi. Viene fermentato in tini di piccola capacit, dieci ettolitri, con macerazione prolungata circa venti giorni. Maturazione quattordici mesi in carati di rovere francese di secondo e terzo passaggio. Foglia Tonda Toscana Rosso igt 2015. Rubino tendente al granato. Naso caldo intenso molto focalizzato su note di ciliegia sotto spirito ed amarena, sfumature di vaniglia, speziatura di macchia mediterranea, alloro. Molto elegante e coerente la bocca con un finale levigato sebbene i tannini siano leggermente astringenti. Valido esempio di quanto il foglia tonda in purezza possa avere una sua propria dignità e complessità. Interessante seguirne lo sviluppo in bottiglia.

Puntare sul recupero dei nostri autoctoni è sicuramente una scelta vincente per la nostra viticoltura rendendoci in grado di connotarci in modo unico ed inimitabile sul palcoscenico del mercato globale del vino, ma è anche un modo per caratterizzare nel nostro territorio delle denominazioni più piccole, ad esempio nella doc Orcia, e di creare vini particolari in quelle più blasonate, vedi Bolgheri. Il foglia tonda si è dimostrato da questi assaggi, un vitigno molto sensibile al tipo di suolo. Mostra una gamma più ampia di sfumature olfattive nei suoli a galestro unitamente ad una maggiore eleganza, ed un maggiore frutto e corpo in termini di polifenoli totali, nei suoli di medio impasto argilloso. Richiede molto lavoro in vigna per portare a maturazione i grappoli. Da vini abbastanza caldi ma equilibrati in acidità. I tannini sono preponderanti e  difficili da ammorbidire, restano tendenzialmente astringenti, almeno in gioventù. In blend il foglia tonda dona al sangiovese corpo, colore e sfumature floreali di viola e fiori di sambuco, speziate soprattutto di macchia mediterranea. In solitaria il foglia tonda si declina in espressioni molto diverse per cui la sperimentazione delle aziende risulta fattore decisivo nella scelta della purezza in bottiglia.

Ringrazio, anche a nome di tutto il direttivo di ONAV SIENA, la Signora Donatella Cinelli Colombini per averci dato la possibilità di approfondire la storia della riscoperta e recupero di un vitigno che ci potrà continuare a stupire nel prossimo futuro.

Alessandra Ruggi