Pinot nero…il giro d’Italia in dieci etichette

Approcciarsi al Pinot nero, uno dei vitigni con il più alto appeal al mondo, è tutt’altro che banale; farlo percorrendo l’Italia da Nord a Sud è una scommessa ardua che però Onav Siena ha voluto lanciare dedicando una serata ad alcuni pinot nero italiani con l’audace obiettivo di riuscirne ad interpretare le varie sfumature.

Apprezzato e ricercato per la bontà dei suoi vini, il pinot nero non ha sempre avuto fortuna, basti pensare al Piemonte ove è stato soppiantato dal nebbiolo (meno male si potrebbe aggiungere) e il desiderio di produrlo al di fuori dal suo optimum, la Borgogna, non ha sempre regalato risultati enoici sensazionali. Difficile coltivarlo, suscettibile alle malattie, incostante nelle annate, mutevole interprete di suoli variegati e di diversi microclimi, impegnativo in cantina. Eppure malgrado cotanta difficoltà – “buona una vendemmia su 5”, è presente ai 4 angoli della Terra ove viticoltori ed enologi non sono riusciti a resistere al fascino di un vino che per eleganza e raffinatezza è capace di suscitare emozioni uniche.

Con lo stereotipo della Borgogna e con i dovuti distinguo abbiamo quindi affrontato una sostanziosa batteria di pinot nazionali cercando nell’assaggio gli aspetti caratterizzanti le diverse zone di produzione.

Dieci etichette di aziende diverse per capacità produttiva, blasone o storia, distribuite su ben 9 regioni:

VAL D’AOSTA Grosjean Pinot nero Valle D’Aosta Doc 2017

PIEMONTE Cascina Pastori  Langhe Apertura  2014

LOMBARDIA Marchesi di Montalto Pizzotorto Riserva dei Marchesi 2010

TRENTINO ALTO ADIGE San Michele Appiano Pinot N. Riserva – Sanct Valentin 2015

TOSCANA Vallepicciola  Boscobruno 2015  –  Baracchi Pinot Nero 2014

UMBRIA Castello della Sala Pinot nero 2014

MARCHE  Fattoria Mancini Pinot nero Focara 2017

CAMPANIA San Salvatore Campania Pino di Stio 2013

SICILIA Terrazze dell’Etna Sicilia Pinot nero Sicilia 2011

Il percorso è stato ampio ed articolato e nei fatti ha confermato la tendenza del Pinot ad esprimersi intrigante e raffinato negli areali freschi rispetto alle zone calde ove tuttavia una maggior consistenza lascia talvolta spazio anche a di buona eleganza. Nelle interessanti diversità che sono state apprezzate il risultato permane in un ambito piuttosto tradizionale riconoscendo al Trentino la miglior bottiglia.

Ecco le nostre impressioni.

Grosjean Pinot nero Valle D’Aosta Doc 2017

Azienda dalle antiche radici che abbraccia la viticoltura con un totale rispetto per la natura e per la propria terra. Il pinot valdostano ha un profilo semplice e genuino che mostra tutta la giovinezza dell’annata. Il rubino tende al porpora ed il naso un po’ chiuso e vinoso a compattarsi su una frutta scura che stenta ad aprirsi ma che sul finale lascia una leggera sfumatura florale. La bocca è tesa , più spigolosa che vibrante e spinge l’assaggio su un profilo lineare accentuato da una coda amarognola

Cascina Pastori  Langhe Apertura  2014

Annata difficile nella Langa astigiana, terra dall’antica tradizione viticola, ove Antonio Colombo coltiva la sua profonda passione per il vino. Il suo pinot si presenta tendenzialmente granato e piuttosto scarico, il naso è intenso e superata una riduzione iniziale, forse un po’ lunga, rivela una nota di amarena e di ciliegia, sostenuta da una spezia dolce, nella quale si può riconoscere una sfumatura di rosa appassita . Più intenso che armonico al naso diviene interessante al sorso poiché pieno e succoso con un tannino piuttosto morbido preceduto da una piacevole sensazione di dolcezza (alcolica) evidente all’ingresso e che ancora non si concretizza sul centro bocca. Buono il finale.

Marchesi di Montalto Pizzotorto Riserva dei Marchesi 2010

Azienda con circa 100 ettari vitati nel Comune di Montalto Pavese che dagli anni ’90 si è incentrata sulla coltivazione del Pinot nero e del Riesling renano coniugando il rispetto per una antica tradizione con la voglia di innovarsi. Il loro vino è di un granato abbastanza intenso, brillante e luminoso . La ciliegia è molto matura, sotto spirito ed anticipata da un sentore balsamico accompagnato a sua volta da una nota di sottobosco, china e fiori secchi. Il profilo è evoluto con una terziarizzazione piacevole ed armonica. La bocca richiama da subito la frutta ravvivata da una bella acidità ma ben presto un tannino asciugante prende il sopravvento caratterizzando il finale

San Michele Appiano Pinot N. Riserva – Sanct Valentin 2015

Cooperativa attiva attorno a Bolzano dai primi anni del ‘900 che raccoglie 340 “famiglie di viticoltori ” la cui passione, cura e dedizione gli ha portato continui e costanti riconoscimenti. Il Sanct Valentin , Riserva 2015 ne è una testimonianza. Rubino appena tendente al granato colpisce da subito per la brillante luminosità. L’impatto al naso non è immediato ma al contempo intrigante. La mora ed il mirtillo sono impreziositi da una bella impronta floreale, da una leggera nota vegetale e balsamica accompagnate tutte da una sfumatura burrosa non invadente e piacevole. Il bouquet è poi arricchito da una bella speziatura che sfuma in note tostate eleganti con un richiamo appena accennato al sottobosco . La bocca è succosa quanto un arancia rossa matura, morbida con un tannino setoso che accompagna il sorso in una lunga e piacevole sensazione chiusa da un bel ritorno di frutta.

Vallepicciola  Boscobruno 2015

Cantina moderna ed emergente nella zona di Castelnuovo Berardenga all’interno quindi del Chianti classico che nel rispetto del sangiovese e della denominazione dedica comunque grande attenzione ai vitigni internazionali e tra questi al Pinot nero (circa 7 ettari). Il Boscobruno colpisce per l’intensità del colore, che in verità questa terra regala a tutti i loro vini; un rubino carico. Il profilo olfattivo intenso è giocato su una bella frutta matura , elegante il lampone e la ciliegia per una significativa vena floreale ed una netta speziatura. Equilibrato nel complesso, con un legno ormai integratosi appieno. Legno che al sorso è invece ancora presente malgrado la pienezza del frutto ed un corpo ampio e voluminoso. La buona schiena acida lo proietta in interessanti prospettive future. Ottimo il finale.

Castello della Sala Pinot nero 2014

Antinori, un nome, un marchio ed una storia infinite con la convinzione di Piero Antinori che in Toscana e nell’Umbria potessero nascere vini straordinari.

Il Pinot di Castello della Sala ha un bel colore luminoso tendente al granato. Naso intenso e scuro con una propensione alla frutta scura attenuata da note terrose che riportano al sottobosco. L’ingresso in bocca è piacevole e pieno, bevibile anche se giovane con richiami alla tostatura che caratterizzano un finale abbastanza lungo

Fattoria Mancini Pinot nero Focara 2017

Azienda fondata nel 1861 in Provincia di Pesaro sulle colline di arenaria calcarea che guardano al mare (Costa Alta di Focara) e sulle quali l’amministrazione napoleonica portò i primi cloni di pinot convinta della bontà di queste terre.  La Famiglia Mancini dopo 5 generazioni è ancora depositaria di quei cloni. Il giovanissimo Focara svela un porpora molto intenso, il pinot più intenso fra tutti quelli in assaggio. Il profilo ha un comune denominatore dal naso alla bocca: la giovinezza. Appena vinoso ancor prima che fruttato con un legno in evidenza che torna importante anche alla bocca. Quest’ultima prevalentemente tannica e bisognosa di tempo per equilibrarsi

San Salvatore Campania Pino di Stio 2013

Azienda nata a metà degli anni quaranta a Boscoreale alle pendici del Vesuvio ove gli antichi greci già coltivavano vite e da cui si può scorge Paestum.

Questo pinot campano si presenta granato carico e regala un naso intenso aperto da una frutta matura che si completa in un profilo evoluto con fungo, sottobosco, caffè, china, pellame, richiami balsamici e ferrosi, resina. Il ricco bouquet di componenti terziari è alleggerito da una nota agrumata che ravviva un naso comunque complesso. La bocca è piena e tagliente per una bella vena acida, il tannino leggermente spigoloso che nega nel complesso una perfetta armonia ma con un bel finale che richiama le note di tostatura.

Terrazze dell’Etna  Sicilia Pinot nero Sicilia 2011

Azienda di complessivi 36 ettari a Randazzo (CT) a 800 m sul livello del mare creata da Nino Bevilacqua nel 2008 recuperando vecchi terrazzamenti sul versante Nord dell’Etna, coltivati per lo più con le uve caratteristiche del territorio (nerello mascalese e cappuccio).

Il vino, da terreni lavici, è di un rubino intenso, avvolgente e maturo al naso. Domina la frutta in confettura e sotto spirito con chiari sentori di fico essiccato e dattero. Una nota di sansa delinea una leggera evoluzione che si unisce al boisèe. Il sorso è ampio all’ingresso, intenso ed allo stesso tempo succoso e teso. Il profilo suadente è smorzato da un tannino ancora un po’ nervoso.

Baracchi Pinot Nero 2014

Rubino tendente al granato sull’unghia, brillante. Fiori secchi accompagnati da una netta susina compongono un bouquet abbastanza intenso caratterizzato ancora da note di legno che apportano una spezia dolce fusa con richiami terrosi e sottobosco.

L’assaggio è definito da una piacevole dolcezza alcolica con un tannino evidente ancora non perfettamente integrato che portano ad un finale caratterizzato da richiami di tostatura.

Un sentito ringraziamento a tutte le aziende che ci hanno permesso questo viaggio con una menzione particolare un alla disponibilità di Peppino Pagano . Un saluto alla Delegazione Onav di Arezzo che ci fatto visita ed anche a Luigi Ascione nella duplice veste di Onav Umbria ed Assosommelier. Un caloroso grazie ai Consiglieri Simone Montagnani e Paolo Romaggioli per aver con me curato la presentazione del e guidato la degustazione ad ancora Barbara Bollani, Loretta Parisotto , Stefano Consoli, Mirco Pisani per la logistica e l’impeccabile servizio

Andrea Frassineti