Presentata la guida Osterie d’Italia 2019

Nella giornata conclusiva di Terra Madre Salone del Gusto è stata presenta la guida Osterie d’Italiache, come ha evidenziato il presidente di Slow Food Carlo Petrini, è “un prodotto editoriale che il prossimo anno compie 30 anni.

Le osterie rappresentano ancora oggi l’espressione dell’italianità più profonda, sono cambiate, si sono evolute, ma hanno mantenuto l’ancora ferma le radici nel territorio, non devono perdere la loro biodiversità … mentre l’elemento coercitivo delle guide e i premi appiattisce chi vuole stare dietro a queste mode. Curate i contadini, i prodotti e i clienti sarete sulla strada giusta”. Quest’anno la guida presenta numerose novità come hanno sottolineato i due curatori Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni.

La prima è un decalogo presentato per la condivisione ai 200 osti presenti in sala e sintetizzato dai curatori in “l’osteria è accogliente e conviviale, ha un buon rapporto qualità/prezzo, conosce a fondo la materia prima che usa, lavora prodotti di prossimità, sa proporre il vino, anche se è solo quello della casa, non ha il menù degustazione, non scimmiotta il ristorante importante, è moderna ma non rinnega il passato, non insegue le mode, anzi spesso le anticipa e, last but not least, ha un bravo oste (o anche più di uno)”.

L’altra novità sono i sei premi speciali che, per la prima volta, la guida attribuisce con queste motivazioni: premio migliore dispensa, Juri Chiotti dell’Osteria Reis di Frassino (Cuneo), premio migliore carta dei vini a Leonardo Vignoli dell’osteria Da Cesare, Roma, premio migliore interpretazione della cucina regionale a Patrizia Corradetti di Zenobi a Colonnella (Teramo), premio «miglior giovane» a Alberto Ruozzi e Luca Ferrari della Badessa di Casalgrande (Reggio Emilia), Giacomo Pavesi dell’Osteria Fratelli Pavesi di Podenzano (Piacenza) è stato premiato quale miglior oste e infine premio miglior novità della guida a Massino e Federica Milano dei Cacciatori di Cartosio (Alessandria).

L’ultima novità è la “bottiglia”, benché presente sulla guida dagli anni ‘90, attribuita con nuovi criteri quali “l’abbinamento con i vini del proprio territorio; la personalizzazione della carta dei vini secondo il proprio gusto e un lavoro di ricerca personale; meglio poche referenze ben scelte, piuttosto che centinaia poco curate e banali; il rapporto qualità prezzo che si deve ritrovare anche per le etichette e così come l’attenzione all’ambiente”

Significativi sono i numeri: 1617 locali segnalati di cui 133 sono new entry, la chiocciolina è stata attribuita a 279 locali.

Ezio Alini