Prima vendemmia bio: la scommessa vinta di Mariano Buglioni

Per la cantina Buglioni, volge ormai al termine la prima vendemmia che potrà fregiarsi ufficialmente della certificazione biologica. I vini annata 2019, infatti, riporteranno in etichetta il bollino bio. Una sfida importante per la denominazione e la dimensione dell’azienda Buglioni. “Una scelta per noi doverosa – spiega Mariano Buglioni alla guida dell’azienda – Il nostro obiettivo è esaltare la “Valpolicella in Purezza”, un concetto che passa anche per il rispetto dell’ambiente. Nella nostra filosofia, inoltre, è importante valorizzare le diverse sfaccettature della denominazione, a partire dai vitigni autoctoni che la caratterizzano”.

Per questo motivo, Buglioni dedica un’attenzione particolare alla Molinara, vitigno sottovalutato, che dà vita a due vini dell’azienda: Molì, prodotto con metodo ancestrale, che prevede la rifermentazione naturale in bottiglia, Molinara in purezza; Il Vigliacco, spumante metodo Charmat 100% Molinara. La vendemmia di questa varietà si è dimostrata positiva, in calo quantitativo, ma compensato da una buona qualità. Contraddistinta da una maturazione anticipata rispetto alle altre varietà, della Molinara Buglioni esalta le caratteristiche, preservandone la freschezza e l’acidità: quest’ultima è stata favorita anche dall’andamento climatico del 2019.

Quanto alle altre varietà, le uve destinate all’appassimento sono state già messe a dimora e l’intera vendemmia si concluderà in questi giorni. In linea con i dati della denominazione, l’annata è di ottima qualità, ma scarsa in termini quantitativi, per le basse temperature registrate in primavera, che hanno creato alcuni problemi in fase di fioritura. Per l’Oseleta bisognerà ancora attendere e la raccolta è prevista a inizio novembre.