Profumo e sostanza. La potenzialità di un terroir: Cantina Mazzola

Tutto parte nel 2010, anno in cui Manuel Giobbi, lascia la Lombardia per stabilirsi nelle Marche e dare vita a una cantina e a un nuovo frantoio nella frazione di Scapezzano.Giobbi mette a dimora dodicimila piante di ulivo, crea dal nulla un frantoio all’avanguardia per la spremitura e freddo, e insieme alla compagna Ilka Ilieva, diventa presto il punto di riferimento per la città e i turisti che si affacciano in collina in cerca di prodotti locali di qualità. Venticinquemila bottiglie, una piccola produzione quella di Mazzola, che fa leva su vigneti condotti in regime biologico a poca distanza dal mare, spesso, come nel caso del Verdicchio, derivanti da selezioni di antichi ceppi ereditati dai contadini locali.

“Concepisco il vino come autenticità del territorio – spiega Manuel – il mio orizzonte è l’innovazione della tradizione e il rispetto dell’ambiente. Abbiamo unito i tre vini rossi migliori delle Marche creando il Bandita. Il nostro vigneto più antico è un vero patrimonio di biodiversità”. Siamo nelle Marche, in riva al mare Adriatico e qui i contadini del luogo avevano a disposizione i tre vitigni principali dell’enologia regionale, che miscelavano già nella fase della vendemmia: il Montepulciano, il Sangiovese e la Lacrima di Morro d’Alba.

Il nome Bandita, come pure il SangVineto (altra etichetta), onora la storia del territorio. Qui, infatti, a Scapezzano di Senigallia, c’era un antico “marchesato”, che ha lasciato la sua impronta di cultura nobiliare, riconosciuta e tramandata attraverso la tradizione contadina. Il  vigneto più antico è il frutto di questo patrimonio naturale e di storia. Per questo motivo è stato creato un vino rosso esclusivo, (vera e propria edizione limitata: solo 4.000 bottiglie), di buon corpo e aromatico al tempo stesso. La particolarità è sicuramente nella Lacrima, che dopo un affinamento di dodici mesi in acciaio inox e almeno sei mesi in bottiglia lascia progressivamente la sua “esuberanza” aromatica, innalzando la complessità e la “bevibilità” del vino.

Il Bandita è un vino limpido, di color rosso rubino con riflessi violacei. Il profumo è intenso e complesso. Si possono sentire i frutti di bosco (mirtilli, ribes, mora), il melograno, il litchi; i fiori di viola, di glicine e di lavanda. La qualità è fine e in bocca è secco, caldo e morbido. A seconda delle annate si presenta come un vino pronto, di corpo e la sua bottiglia è elegante e preziosa, sia per fare bella figura in una cena tra amici, sia sulla tavola del ristorante. Mazzola produce anche un intrigante vino di visciole, cioè ciliegie selvatiche, che si usavano fin dal Medioevo per produrre vini aromatizzati. Come vino da aggiungere alle visciole si utilizza il Lacrima di Morro d’Alba, perché ha profumi molto affini al frutto.

Il risultato è un vino molto aromatico di grande finezza, ma anche di notevole complessità: aromi di ciliegia, di amarena e di viole, frutti rossi, con una grande intensità al palato. La visciola ha una buona acidità che dona freschezza e rende il vino molto piacevole anche in estate. Da provare con la pasticceria secca, i dolci della tradizione o addirittura come base per i cocktail rinfrescanti.

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