Proposte sulla nuova didattica ONAV, intervista al Prof. Vincenzo Gerbi

Il convegno organizzato dall’OICCE su “Prevenire i difetti microbiologi nel vino” è stato l‘occasione per incontrare il prof. Vicenzo Gerbi,professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, che ha rilasciato una breve intervista come Presidente del Comitato Scientifico dell’ONAV.

Un organo che ha come mission quello di promuovere iniziative di studio e di ricerca nel campo della degustazione, fornendo dati oggettivi sul mondo del vino ed adattare alle nuove esigenze i metodi di formazione dei nuovi soci. In linea con quanto sopra, il prof. Gerbi ha indicato quali saranno le linee guida sulla formazione, definite nella riunione del Comitato Scientifico del 9 maggio 2019, che verranno proposte al Consiglio Nazionale.

In questa riunione la discussione è stata incentrata nell’individuazione di una strategia per la formazione di futuri assaggiatori ONAV, ripensando probabilmente il corso di primo livello armonizzandolo con il secondo e il terzo livello. L’oggetto centrale della discussione, a cui hanno partecipato tutti i componenti del Comitato Scientifico, è stato se sia opportuno al primo livello aumentare le esperienze sensoriali a diminuzione dei contenuti tecnici, che saranno spostati sulla formazione più avanzata”.

Ha proseguito: “Su questa linea abbiamo trovato largo consenso, la proporremo al Consiglio Nazionale perché noi, il Comitato Scientifico, dà dei pareri e non prende delle decisioni.” Ha poi indicato le linee oggetto della discussione: “L’idea è quella di migliorare sensibilmente la capacità descrittiva dell’assaggiatore prima di insegargli la valutazione, perché il rischio individuato nell’attuale formazione è che si cominci presto a dare numeri e voti senza avere la capacità di descrivere correttamente il prodotto”.

Sul corso di terzo livello, per il conseguimento del titolo di Maestro Assaggiatore, ha precisato che “Abbiamo approvato quello che io avevo proposto ed elaborato, una formazione che sarà anche aperta a coloro che vogliono partecipare come tecnici con prelazione per gli assaggiatori che hanno già conseguito il titolo di Esperto Assaggiatore”.

Ulteriori dettagli sulla tempistica e logistica del corso sono stati riportati su L’Assaggiatore (ed. marzo 2019).

Ezio Alini