Prosecco Rosé Doc una nuova proposta e nuove occasioni per i vini italiani

Da pochi giorni il Prosecco Rosé non solo si può produrre, ma anche esportare. Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea (la C 362 del 28 ottobre 2020) si è infatti concluso il percorso comunitario per il riconoscimento della tipologia rosé, pertanto sarà possibile esportare e commercializzare il Prosecco Doc Rosé anche sui mercati esteri.

Un esercito di 11.460 produttori, 1.192 cantine produttrici e 347 case spumantistiche, tutelati dal Consorzio di tutela del Prosecco Doc, che nel maggio del 2019 approvò la modifica del proprio disciplinare di produzione.

Il Comitato nazionale vini del ministero delle Politiche agricole ha approvato la modifica del disciplinare di produzione che introduce la variante “rosè”. A fornire il colore rosato alla Glera, uva che per disciplinare deve comporre il Prosecco fino ad un minimo di 85%, il Pinot Nero.

Certo che oggi il dibattito è sentito e acceso!

Bisogna dire che non si parla di Prosecco Docg, perchè il Consorzio del Prosecco superiore di Conegliano Valdobbiadene Docg, non ha acconsentito di inserire la nuova tipologia e soprattutto a introdurre nella base ampelografica, ovvero nel novero dei vitigni utilizzabili, anche il Pinot nero.

In pochi accettano che si utilizzi un vitigno internazionale come il Pinot Noir, ma vorrebbero, ad es. il Raboso, autoctono più diffuso e caratteristico in alcune zone come il Piave. A dire il vero però il Pinot nero è coltivato tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, con buoni risultati qualitativi, almeno dalla seconda metà dell’800.

Le critiche sono comunque giunte in seno al Consorzio di tutela del Prosecco Doc, da più parti del mondo della produzione del Prosecco doc, che sappiamo essere assai vasto ed eterogeneo. Abbiamo avuto l’occasione di degustare due nuovi prodotti, da poco imbottigliati, quindi con tutti i miglioramenti previsti da un più lungo affinamento in bottiglia.

Velére Prosecco Doc Rosé Millesimato Astoria

Delicato abbraccio tra Glera e Pinot Nero, per un rosè extra dry, che esalta l’ equilibrio tra i profumi freschi della Glera e la struttura portata dal Pinot nero. Spumante rosato piacevole e leggero; sostenuto da un tocco di grande personalità. Packaging indimenticabile per la sua bottiglia intagliata

Prosecco Doc Rosé Brut Millesimato Ponte 1948

Rosa antico elegante e delicato, con preziosi riflessi tendenti al cipria. Presa di spuma di 60 giorni, esprime un bouquet piacevolmente fruttato, con note agrumate che ben si amalgano con i sentori di frutta. Al palato le bollicine brut sono in perfetta sintonia tra acidità e residuo zuccherino, equilibrata dalla giusta sapidità, impreziosita da un elegante ed avvolgente perlage.