“Protezione e valorizzazione del Made in Italy nel settore vitivinicolo” convegno dei Giuristi della Vite e del Vino

Anche quest’anno i Giuristi della Vite e del Vino si sono incontrati in una gremita Sala Respighiper l’ormai tradizionale seminario di aggiornamento dal titolo: “Protezione e valorizzazione del Made in Italy nel settore vitivinicolo”. Gli esperti del settore hanno affrontato una problematica di grande attualità che pone questioni sempre più complesse.

Il Presidente dell’Unione Italiana Vini Ernesto Abbona, nell’auspicare una sempre più intensa collaborazione tra UGIVI ed UIV, ha sottolineato l’importanza della tutela delle denominazioni. Il Presidente UGIVI Avv. Stefano Dindo, pone l’interrogativo su come i giuristi possano contribuire a tutelare concretamente il Made in Italy, non soltanto a posteriori nella risoluzione delle controversie ma anche e soprattutto, in maniera preventiva, attraverso la segnalazione di criticità agli organi politici. La tutela del Made in Italy, infatti, è affidata ai singoli Consorzi i quali, spesso, non dispongono di risorse sufficienti per intervenire, soprattutto all’estero. Valido strumento di protezione può essere esercitato attraverso i marchi e la tutela della proprietà industriale.

Paolo Veronesi, esponente della SIB (Società Italiana Brevetti) fa presente che, di recente (marzo 2019) sono stati introdotti, nel nostro ordinamento, i marchi di certificazione, con funzione anche di garanzia dell’origine, natura e qualità di un determinato prodotto o servizio. Tale modello di certificazione vigente in tutta Europa, trova un’applicazione particolare soltanto in Italia, unico Paese in cui vige l’eccezione rispetto al divieto di inserimento di indicazioni relative alla provenienza geografica; dando vita, con ciò ad una sorta di “rinazionalizzazione” delle indicazioni geografiche. Focus sulle controversie insorte in materia di produzione vitivinicola con il Prof. Marco Torsello, ordinario di Diritto Privato Comparato presso l’Università di Verona, secondo cui l’arbitrato può costituire un valido strumento per la risoluzione alternativa delle dispute, con costi e tempi dimezzati, rispetto alla tutela ordinaria. Suggerisce l’adozione di modelli
statutari per i Consorzi di tutela e contrattuali per la vendita e la distribuzione. Auspica l’istituzione della Camera Arbitrale del Vino, come avvenuto con il diritto dell’Arte.

Il Consorzio per la tutela dei vini della Valpolicella, nella persona della Direttrice Olga Bussinello, ricorda l’importanza del protocollo “RRR” (Riduci, Risparmia, Rispetta) che, adottato in Valpolicella già da qualche anno, ha avviato un dialogo con organismi di certificazione e operatori di settore attivi anche all’estero. L’attenzione si concentra, quindi, sui problemi che il Consorzio deve affrontare, per portare avanti in primis, la sostenibilità, seguita dalla valorizzazione e dalla tutela delle denominazioni, oltre che per contrastare la concorrenza sleale, l’uso improprio delle denominazioni e la contraffazione dei prodotti, anche tramite uno stringente controllo sul web. Di importanza fondamentale il protocollo d’intesa con MIPAAFT ed ICQRF – fiore all’occhiello del Ministero oltre che uno dei principali ed incisivi organismi europei di controllo dell’agroalimentare -, il cui intervento consente di eliminare dai siti internet, in tempi rapidissimi (da un minimo di 12 ad un massimo di 72 ore) i prodotti non conformi.

L’Avv. Diego Saluzzo Associato Studio Grande Stevens e Socio UGIVI, insieme all’Avv. Lucia Netti Regional Partner Europe di Horizons Corporate Advisory Shanghai Ltd., affrontano l’argomento delicato e scottante della registrazione del marchio in Cina, dove vige il principio del “first to file”: chi registra per primo, a livello locale, risulta il legittimo proprietario del marchio. Paradigmatico il caso del marchio Ferrari (auto motive), con un contenzioso tutt’ora in corso. Ad oggi, soltanto il marchio Champagne è riuscito ad avere la meglio sulle insidie di un mercato come quello asiatico. Si legge tra i comunicati stampa del Comité Interprofessionnel Du Vin de Champagne: “la Cina riconosce e protegge l’indicazione geografica Champagne.”

Conclude i lavori  Antonio Rossi responsabile dell’Ufficio normativo dell’UIV e socio UGIVI facendo luce sulle importanti novità introdotte con il regolamento delegato n. 33/19 della Commissione UE, in tema di etichettatura e con il regolamento di esecuzione (UE) 34/2019 della Commissione, recante modalità di applicazione del regolamento n. 1308/2013 e disciplina dei vini DOP e IGP. Le principali innovazioni riguardano l’inserimento di dichiarazioni nutrizionali in etichetta, attraverso la previsione di un simbolo che evidenzi il valore calorico senza dover riportare diciture da dover tradurre in più lingue. Quanto agli ingredienti da indicare, si è cercato di ottenere la possibilità di indicarli in modo off-line, con modalità telematica e non in etichetta.
Nello spirito di sussidiarietà normativa tra UE e Stati membri, le principali innovazioni riguardano: la nuova classificazione delle modifiche dei disciplinari in base alla loro rilevanza (nominali, ordinarie, temporanee), l’indicazione di criteri più dettagliati e tempi più brevi per il procedimento, compreso quello di opposizione (sia in Italia che in UE), un nuovo sistema di autorizzazione alla protezione transitoria nazionale e le disposizioni di etichettatura temporanea diversi dal Reg. 607/2009. In estrema sintesi, in un campo in cui il Made in Italy equivale ad eccellenza, valorizzazione e promozione devono necessariamente far rima con tutela e protezione.

Avv. Floriana Risuglia
Segretario UGIVI