Qualità: la filosofia della Cantina di Vinchio Vaglio Serra

La qualità è l’obbiettivo perseguito da sempre dalla Cantina, non solo nel settore enologico ma anche per la valorizzazione del territorio e delle persone. Venerdì 7 dicembre, nei locali della Cantina, si svolto l’annuale incontro con la stampa nel corso del quale il Presidente della Cantina, Lorenzo Giordano, ha illustrato, per sommi capi, i dati produttivi e commerciali dell’anno 2017/2018, della vendemmia 2018 , le azioni che verranno messe in atto per la valorizzazione del territorio e con l’occasione ha presentato il nuovo Vice Presidente, Cristiano Fornaro, sindaco di Vaglio Serra. I dati produttivi evidenziano la dinamicità della Cantina che presenta un fatturato in crescita (+7%) con un’offerta commerciale ampia, selettiva e di qualità.

Nel 2019 saranno presenti in catalogo una Barbera biologica, commercializzata a inizio primavera, uno spumante metodo classico Alta Langa e un Freisa d’Asti. Questi buoni risultati non devono però essere disgiunti dallo spirito, insito nella filosofia di una sana cooperativa, di mutualità verso i 192 soci conferenti con una ottima remunerazione delle uve che, nel 2017, si è attestata su un prezzo medio di € 8,70 il miriagrammo e un’azione puntuale della valorizzazione del territorio in sinergia con i Comuni e le forze vitali dell’areale che, non bisogna dimenticare, è parte integrante del patrimonio mondiale dell’umanità riconosciuto dell’Unesco. Una vitalità che sarà, nel 2019, celebrata festeggiando i sessant’anni di vita della Cantina. L’intervento dell’enologo Beppe Rattazzo si è focalizzato sui risultati della recente vendemmia: “iniziata a metà agosto con le uve per l’Alta langa e terminata a metà ottobre con i nebbioli.

L’annata è stata generosa, una ottima annata, con vini di bevibilità notevole con una gradazione non esagerata. Vini che dicono bevimi. I bianchi sono eccezionali per profumi e corpo, di grande equilibrio. Le uve freisa, bonarda, dolcetto sono prodotti di un’annata buona e i barbera saranno molto piacevoli, moscati e bracchetti hanno dei profumi opulenti che si sono manifestati sin dal momento del conferimento delle uve”.  

Rattazzo ha sottolineato inoltre l’importanza della puntualità delle analisi, grazie la realizzazione, all’interno dell’enopolio, di un moderno e attrezzato laboratorio di analisi, lascito tecnologico dell’enologo Noè alla Cantina, entrato in piena funzione durante l’ultima vendemmia. Il Direttore, Ernestino Laiolo, ha presentato i dati relativi alla produzione (31,4/mila ettolitri – vendemmia 2018) e al fatturato pari a € 8,6 milioni di cui l’export, in leggera contrazione, rappresenta il 16%. Gli attuali principali mercati esteri sono il nord e centro Europa, in fase di evoluzione positiva è quello cinese dove attualmente vengono esportati i vini rossi di maggior pregio (Insynthesis, Vigne Vecchie e Nizza) mentre il mercato russo è in fase di studio con piccole esportazioni mirate. I sindaci dei comuni di Vaglio Serra e Vinchio hanno evidenziato i progetti in itinere per la valorizzazione del territorio con lavori di sistemazione del percorso naturalistico “I nidi di Vinchio e Vaglio” che dovrebbe essere inaugurato in primavera. Il percorso, realizzato su progettazione dello studio Cappellini Architettura, permetterà, partendo dell’area verde della regione San Pancrazio località dove è ubicata la Cantina, di salire sulle colline limitrofe e raggiungere la Riserva della Valsarmassa. Un percorso che si svilupperà in aree di interesse paesaggistico, geologico, naturalistico e storico, usufruibile a piedi, in bicicletta e a cavallo, attraverserà una zona boschiva nella quale saranno ben integrati “i nidi”, strutture di “gustosa ospitalità”.  Perché “nidi”? Il nome si riferisce ad un racconto di Davide Lajolo “Vinchio è il mio nido” dove esprime il suo amore e le emozioni “…  Le radici mio padre e mia madre devono avermele piantate ben profonde in questa terra collinosa se non è passato giorno nel corso della mia vita in cui la mente non sia ritornata al pesco sul bricco di S. Michele, ai prati delle Settefiglie, ai boschi della Sarmassa, ai filari conchigliosi di Montedelmare …”.

Ezio Alini