Rotari accoglie gli aspiranti assaggiatori ONAV

Una delle caratteristiche peculiari del corso aspiranti assaggiatori organizzato da ONAV Trento,  è lo svolgimento di qualche lezione presso singole cantine, con una partecipazione attiva dei produttori.  Scelta molto apprezzata dai corsisti e sperimentata con successo da alcune edizioni. Una sede prestigiosa coma la cantina Rotari del Gruppo Mezzacorona,  con il particolare tetto “a onda” disegnato dallo studio Alberto Cecchetto, a richiamare visivamente la pergola trentina, ha accolto i corsisti aspiranti assaggiatori, nel loro primo incontro di formazione.

A fare gli onori di casa Davide Semenzato, brand Ambassador del Gruppo, che ha raccontato come la Cantina sia nata nel 1904 nel centro del paese di Mezzocorona, grazie all’impegno di un primo manipolo di 11 soci per valorizzare soprattutto il “Tiroldico”. E sia cresciuta fino a diventare oggi la quarta cantina d’Italia per dimensione e prodotto lavorato, grazie al conferimemto di circa 1.600 soci che lavorano 2.800 ettari in Trentino, pari ad oltre un quarto del vigneto complessivo della provincia; con una presenza di 150 soci anche in Alto Adige, grazie ai quali si producono vini Alto Adige doc. Nel 2001 un ingente investimento in Sicilia, tra le province di Ragusa e Agrigento, con l’impianto di 750 ettari di vigneto, ha permesso la creazione di una nuova Cantina del Gruppo con il marchio Feudo Arancio. Nel 2004 il completamento della nuova Cantina Rotari a Mezzocorona.

Sono circa 350 mila i quintali di uva conferiti annualmente per una produzione che supera le 45 milioni di bottiglie. L’85% della produzione prende la via dell’export, con la Svezia, curiosamente, al primo posto in Europa come Paese importatore. Tra le ultime novità la proposta della linea Mosaici, microproduzioni di nicchia da poco più di 3 mila bottiglie per valorizzare le uve provenienti da vigneti selezionati, scelta che conferma la costante attenzione del Gruppo ad una proposta di qualità (si inizia con Müller Thurgau, Pinot Grigio e Chardonnay). 

Prodotto di punta lo spumante metodo classico, dopo che nel 1977 alla Cantina è stato affiancato lo Spumantificio, con la produzione delle prime 3.800 bottiglie di Rotari. Oggi il Trentodoc conta ben otto referenze, con cuvée di solo Chardonnay come il Brut Riserva Flavio o l’Alpe regis Pas Dosé che beneficiano di un affinamento sui lieviti di almeno 60 mesi; o ancora il Rotari 40 anni, un Brut Riserva Millesimato 2011, creato in un’edizione speciale e limitata per festeggiare i 40 anni di Rotari. Oppure con la classica aggiunta di circa un terzo di Pinot Nero, ad arricchire la cuvée di sentori fruttati di lampone, come il Rotari Brut Rosé o il Rotari Alpe Regis Rosé, affinati almeno tre anni sui lieviti.

Il direttore Francesco Iacono, introducendo il corso, ha spiegato in modo chiaro e sintetico come e perchè è nata ONAV, gli obiettivi perseguiti dall’Associazione, le attività già messe in campo, e i nuovi progetti in cantiere, tra cui SUMAV, acronimo per Scuola Universitaria Maestro Assaggiatore Vino, attivato in collaborazione con l’Università di Torino, e che nella sua prima edizione ha già raccolto più di un centinaio di iscritti.  Trattando dell’andamento del mercato del vino negli ultimi decenni e gli attuali consumi e tendenze, Iacono ha rivolto un invito ai futuri assaggiatori a fare proprio l’impegno dell’Onav per un bere responsabile e con coscienza; ad essere curiosi di conoscere e di assaggiare le tante interpretazioni che il vino può esprimere, un prodotto che non ha paragoni quanto a biodiversità, basti pensare alle 80 tipologie di vite su cui l’Italia può contare, senza considerare le tipologie minori circoscritte in areali limitati.   

A conclusione dell’incontro un brindisi finale con lo storico vino aziendale, il Teroldego Rotaliano Riserva Castel Firmian 2015, di cui  il Gruppo Mezzacorona è il maggior produttore italiano e con il più recente prodotto di punta, il Trentodoc, in questo caso proposto nella versione del Brut Riserva Flavio.

Gianfranco Betta