Seminario Barolo MGA: un viaggio degustativo per riscoprire e approfondire un territorio

Alessandro Masnaghetti, massimo esperto delle Langhe e dei suoi vini, è stato protagonista assoluto della giornata di studio, organizzata da Onav Lombardia, tenutasi sabato 12 gennaio 2019 presso il Novotel Brescia 2 di Brescia.Secondo di una serie di incontri promossi dal Delegato Regionale Lorenzo Colombo, il seminario di approfondimento Barolo MGA – Menzioni Geografiche Aggiuntive – ha previsto un’intensa mattinata di teoria, incentrata soprattutto su geografia e geologia del territorio, e un pomeriggio di degustazione di ventiquattro Barolo di aziende differenti, per la maggior parte annata 2014.

Le MGA, approvate nel 2009, sono attive dalla vendemmia 2010 e attualmente 170: rappresentano una volontà di tradurre il concetto francese di cru, anche se non è equivalente, ma forniscono un’indicazione a livello generale, soprattutto per il consumatore estero. In etichetta possono essere anche accompagnate dalla menzione “vigna”, che comunque è più utilizzata rispetto alle MGA. La presentazione introduttiva  si è focalizzata sulla centralità del territorio e sull’importanza del paesaggio: il primo determina caratteristiche peculiari che si riflettono palesemente nel bicchiere, il secondo invece fornisce all’osservatore attento indizi relativi al sottosuolo. Masnaghetti, con analisi lucida e scientifica, ha sfatato il mito del tufo di Langa, che non indica in questa zona conformazioni vulcaniche, ma è il termine usato per la marna bluastra, e quello della presenza del gesso, segnalato non da polvere bianca, come spesso si sente dire da appassionati ed esperti di vino, ma da cristalli.

Dopo aver illustrato in maniera approfondita la conformazione geologica delle Langhe, in cui prevalgono arenarie e marne di diverse tipologie, e concluso con un riepilogo storico, il relatore ha invitato il pubblico a pensare il vino in degustazione come pura espressione di una particolarità specifica data da un insieme di fattori, tra cui il territorio occupa una parte importante; non si tratta di individuare il migliore Barolo, ma semplicemente di concentrarsi su struttura e qualità del tannino, presenza evidente o meno del fruttato e sua evoluzione, elementi determinanti per distinguere le differenze territoriali. È solo dopo queste premesse che i partecipanti hanno potuto allenare i propri sensi in una degustazione comparata totalmente innovativa e sapientemente guidata, volta ad apprendere e memorizzare le caratteristiche di Barolo rappresentativi dei tre principali crinali della zona.

L’ordine dei vini è stato così organizzato:

Primo crinale – Parte I

Verduno, Roddi e La Morra 

  1. Fratelli Alessandria Barolo Monvigliero 2014
  2. Negretti Barolo Bricco Ambrogio 2014
  3. Osvaldo Viberti Barolo Serra dei Turchi 2013
  4. Crissante Alessandria Barolo del Comune di La Morra 2014
  5. Marco Curto Barolo Arborina 2014

 

Primo crinale – Parte II

La Morra, Barolo e Novello 

  1. Mario Marengo Barolo Brunate 2014
  2. Giovanni Viberti Barolo Bricco delle Viole 2011
  3. Serio e Battista Borgogno Barolo Cannubi 2014
  4. Giacomo Brezza Barolo Castellero 2015

 

Secondo  crinale

Castiglione Falletto e Monforte

 

  1. Livia Cogno Barolo Ravera 2014
  2. Cavallotto Barolo Bricco Boschis 2015
  3. Sordo Barolo Rocche di Castiglione 2014
  4. Livia Fontana Barolo Villero 2013
  5. Poderi Colla Barolo Dardi Le Rose 2014
  6. Silvano Bolmida Barolo Bussia 2015
  7. Paolo Conterno Barolo Ginestra 2014
  8. Conterno Fantino Barolo Mosconi Vigna Ped 2014

 

Terzo  crinale

 Grinzane, Diano e Serralunga 

  1. Terre del Barolo Barolo Castello 2014
  2. La Contrada di Sorano Barolo Galloretto 2015
  3. Palladino Barolo Parafada 2014
  4. Guido Porro Barolo Lazzairasco 2014
  5. Massolino Barolo Margheria 2014
  6. Broglio Barolo Schiavenza 2014
  7. Bruna Grimaldi Barolo Badarina 2014

 

I vini sono stati serviti a gruppi di quattro o cinque per volta, seguendo questa metodologia di degustazione: memorizzarne uno per sezione, utilizzandolo come taratura per gli altri, in modo da analizzare prima le differenze a coppie e poi trarre le conclusioni sull’insieme. La scelta delle aziende è stata determinata da vari fattori: la rappresentatività di un determinato territorio, come per il Barolo Dardi Le Rose di Colla, esemplare della Bussia in eleganza ed armonia; oppure la volontà di trasmettere al pubblico che un vino può essere corretto nella sua tipologia e godibile, senza avere pretese di eccellenza: ad esempio il Barolo Galloretto de La Contrada di Sorano, azienda molto giovane che si presenta per la prima volta sul mercato con un prodotto che ha un suo equilibrio e una sua descrizione tannica, che lascia ben sperare anche se ancora in formazione.

Infine emerge anche la maestria nell’affrontare un’annata difficile come la 2014 in Barolo come il Ravera di Cogno, pronto e con possibilità di buona evoluzione, o lo stupore nel sentire tanto vivo un Barolo Bricco delle Viole 2011 di Giovanni Viberti, in virtù anche dell’altezza della vigna e della maggiore esposizione al  vento.

Vittoria Rosapane