Simpatie crescenti per il Vermentino

Dalla Spagna, alla Francia meridionale, all’Italia: sono almeno 55 le denominazioni di qualità italiane (docg, doc e igt) che contemplano in maniera esplicita il Vermentino:da Sardegna e Liguria,  principali areali tradizionali di produzione, il Vermentino è arrivato in Toscana raggiungendo la Maremma e l’isola d’Elba, ma è presente anche in Lazio e Abruzzo, e pure in Puglia (nella Daunia) e in Sicilia. Ma dalla Liguria è probabilmente risalito anche in Piemonte, nel cuneese e in minor misura nell’astigiano, qui conosciuto come Favorita.

Stando ai dati forniti dalla ricerca condotta dall’Università di Adelaide nel 2014 (http://www.adelaide.edu.au/wine-econ/databases/winegrapes) gli ettari coltivati a Vermentino in Italia sono passati da poco più di 3.200 nell’anno 2000 agli oltre 5.000 nel 2010 (circa lo 0,8% dell’intera superficie vitata nazionale) e la tendenza alla crescita non sembra fermarsi stando ai dati pubblicati da Federdoc (confidando peraltro nella loro attendibilità e che per quanto riguarda superficie e produzione si fermano al 2015; http://www.inumeridelvino.it/). La Sardegna rimane di gran lunga la regione con la maggiore presenza di questo vitigno. Per la sola doc Vermentino di Sardegna gli ettari di superficie sarebbero passati da 1.270 nel 2010 a  1.522 nel 2015 (fonte Federdoc). Per tutte le denominazioni di qualità dell’intera Sadegna, secondo la ricerca dell’Università di Adelaide citata, gli ettari di superficie a Vermentino sarebbero ammontati nel 2010 a oltre 3.000, poco meno dei due terzi dell’intera superificie italiana censita. Al primo posto  la provincia di Olbia Tempio, con oltre 1.200 ettari, seguita da Sassari (poco più di 900), Cagliari (olte 600) e con superfici minori Oristano, Nuoro, Media Campidano.

La serata organizzata da ONAV Trento non poteva partire proprio dalla Sardegna e in particolare dalla Gallura, il territorio che ha dato il nome all’unica docg a base di Vermentino, riconosciuta nel 2010 e che ha contribuito non poco a rinnovare le fortune di questo vitigno, in netta controtendenza rispetto al calo complessivo di superfici vitate cui si è assisito in Italia negli ultimi decenni. Tra i tanti produttori di Vermentino di Gallura docg la scelta è stata quella di privilegiare la Cantina del Vermentino di Monti, una cantina sociale nata nel 1956 proprio per valorizzare questo vitigno, di cui porta il nome, che attualmene raccoglie 350 soci con circa 500 ettari, posti per lo più tra i 300 e i 400 metri di altitudine, a conferma della tesi di Fregoni che il Vermentino dà il meglio di sè in collina piuttosto che sulla costa.

I tre vini Vermentino docg posti in degustazione sono stati S’Eleme 2016 (12,5%vol) e Arghiloja Oro 2016, (13,5%vol) entrambi vinificati in bianco a temperatura controllata; al naso frutta a polpa gialla con note di ginestra, ricchi di sapidità, ma il secondo, proveniente da viti coltivate ad alberello e con una produzione ceppo più contenuta, di maggiore struttura e dalla persistenza più lunga. Il terzo vino è stato l’Arakena 2015 (14%vol), un Vermentino frutto di una vendemmia tardiva, che ha trovato la propria “culla” di fermentazione, per usare un’espressione cara a Luigi Moio, nei tonneau. Un vino elegante, morbido, ma nel contempo fresco e sapido, con note ancora agrumate di cedro ma pure di mango e frutta esotica, con un uso del legno per nulla invasivo.

La seconda regione d’elezione del Vermentino è ovviamente la Liguria, da Imperia a  Savona e da Genova a La Spezia, con ben sei doc che contemplano il Vermentino, alcune delle quali con delle sottozone. La scelta si è orientata su due doc che interessano la parte orientale e occidentale della regione. Il Pianacce – Colli di Luni doc Vermentino 2016 (13%vol) della Cantina Giacomelli, fondata da Roberto Petacchi nel 1993 e che coltiva in collina a guyot i suoi vigneti a bacca bianca, è un vino che prima della fermentazione a temperatura controllata di 16°C subisce una macerazione prefermentativa di almeno una giornata a bassa temperatura, per poi sostare sei mesi in acciaio in presenza delle proprie fecce fini. Dopo oltre un anno dalla raccolta, ancora evidenti le note fruttate degli esteri di fermentazione, che si accompagnano ad un’ottima freschezza e sapidità, che ne fanno un vino elegante e ben equilibrato. Il Barbazenà – Riviera Ligure di Ponente Riviera dei Fiori doc Vermentino Superiore 2015 dell’azienda agricola Fontanacota di Pornassio (IM), una cantina nata nel 2001, proprietaria di circa cinque ettari, e che dalla tenuta in Val Prino ricava questo Vermentino, selezionato da viti a guyot, fermentato e affinato in botte di rovere per 9 mesi. Leggere note fumé ben si sposano a note di camomilla e magnolia con un piacevole ammandorlato finale.
Il gioco dell’abbinamento di questi vini con un pecorino sardo dolce dop ha chiuso l’incontro in maniera conviviale .

Gianfranco Betta