Slovenia in degustazione a Milano: alla riscoperta dei vitigni autoctoni

Una panoramica straordinaria sui vini sloveni, quella proposta dal banco d’assaggio di Milano organizzato da Onav allo Starhotel Ritz, il 15 giugno 2016, in collaborazione con la prestigiosa rivista slovena REVIJA VINO.

“La nostra produzione sta aumentando  –  afferma il Console Generale della Repubblica di Slovenia, Gregor Suc – e si diffonde il gusto del vino sloveno; siamo molto contenti e ogni anno vorremmo ripetere questo evento per mostrare i nostri progressi”. Durante la serata è stato palpabile l’entusiasmo, causato soprattutto dalla presenza di tanti giovani produttori, desiderosi di proporre al pubblico i loro prodotti e di farli degustare.

IMG_1755
Gregor Suc, Console Generale della Repubblica di Slovenia

Tra i vini bianchi, in Slovenia, molti sono quelli elaborati con i vitigni internazionali, come ci racconta il giovane produttore dell’ az.  Guerila (che significa rivoluzione), un retaggio del periodo del comunismo, quando si producevano vini per le masse, solo con vitigni internazionali, in particolare con Chardonnay. I vitigni autoctoni, che erano stati espiantati, sono stati riscoperti e rivalutati oggi, anche prendendo spunto dal vicino Collio e ora le aziende sono fiere di vinificarli e proporli come una peculiarità e ricchezza della loro terra. Se la Rebula ( la nostra Ribolla) è il vitigno più diffuso, si stanno espandendo anche Zelen, Pinela, Sipon e Vitovska. “Zelen e Pinela sono il nostro orgoglio personale” afferma il giovane produttore Guerila “ e pensare che erano già conosciuti, nell’Ottocento, alla Corte imperiale viennese come vini per le feste”.

IMG_1767La Rebula viene proposta dall’Az. Erzetic, una delle più importanti realtà vinicole slovene, condotta da una giovane ragazza molto preparata: offre Rebula in purezza, di colore giallo paglierino con alcuni riflessi dorati, sottile e delicato al naso ma con netti sentori di frutta gialla matura, mele e delicata nota speziata di chiodi di garofano. Il cavallo di battaglia rimane la Rebula affinata in anfora, secondo un metodo ancestrale. Grazie a questo sistema di vinificazione si ha la possibilità di degustare vini originali, i famosi vini aranciati, con colori che tendono all’ambra, con profumi di confetture e miele, caratteristiche dovute sia alla surmaturazione che a questa antichissima tecnica di affinamento che permette al vino di comunicare con il terreno.

IMG_1787L’Az. Scurek di Dobrovo nel Collio ha proposto in degustazione Rebula e Stara Brajda, nome che significa vigna vecchia e che è una interessante cuvèe creata con l’uvaggio di molti diversi vitigni. Il produttore racconta che l’Azienda è arrivata alla quinta generazione, alleva viti su 25 ettari ed è completamente a conduzione familiare. L’Az. Mavretic propone la sua versione di Pinela ma, soprattutto, ci stupisce con un raro Icewine, 2011, di Sauvignon bianco in purezza, di eccellente annata. Al naso raffinata miscela di frutta, miele, uva passa e albicocche secche, in bocca acido e fresco, setoso e robusto; un vino ricco e pieno, morbido ed armonioso. L’Azienda Stoka ha presentato infine, come suo vino più importante la Vitoska Grganja 2014, prodotta da un vitigno molto antico e, un tempo, molto diffuso nel Carso.

In degustazione i vini delle seguenti Aziende:

Bjana/ Goriska Brda/ Edi Simcic/ Piro/ Movia/ Valter Sirk/ Scurek/ Marjan Simcic/ Erzetic/ Zanut/ Kristiancic/ Lisjak Wine Art/ Guerila
Stokeli/ Burja/ Sutor/ Korenika & Moskon/ Vinakoper/ Stoka/ Kobal Vina/ Pra Vino/ Dveri Pax/ Ducal/ Joannes Protner/ P&F Wineries
Sturm/ Mavretic/ Marof.

Enrica Bozzo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.