Sorso di vino a Milano, quando degustare diventa “un’intima questione”

Fidelity, una grande opportunità: i protagonisti. Un ciclo di interviste agli affiliati al programma Fidelity: le loro storie ed un’unica passione, il vino.

In via Stoppani 20, in una traversa defilata di zona Corso Buenos Aires a Milano, Maria Cristina Francescon ha aperto due anni e mezzo fa la sua enoteca Sorso di vino.

Formatasi nel settore turistico e alberghiero di alta gamma, Cristina approda a Milano, dove vive da circa dieci anni, dopo una lunga esperienza lavorativa in Starwood Hotels & Resorts (ora gruppo Marriott) e successivamente in Royal Demeure (ora gruppo Starhotels) tra Venezia, Firenze e Londra”; nel 2006 il suo incontro a Firenze con Michael Jackson segna una svolta nella sua vita.

Ella ne parla con emozione, rievocando questo momento così importante, sia a livello lavorativo sia personale: il cantante soggiornava, per un viaggio di piacere e per comprare oggetti d’arte, nell’hotel in cui Cristina lavorava come assistente all’accoglienza dei VIP, e chiese espressamente di lei per essere accompagnato per gallerie d’arte insieme al suo staff, inclusi figli e governante. “Era una persona estremamente fragile e consapevole del fatto che, essendo molto famosa, poteva essere facilmente preda di approfittatori” ricorda lei, che lo accompagna così per tre giorni in una full immersion che si concretizzerà poi con degli acquisti solo un anno dopo.

Proprio prendendo spunto da questo episodio, Cristina comincia a pensare alla creazione di pacchetti turistici per stranieri, includendo food and wine experience: questo progetto si realizzerà nel 2008, come libera professionista, a Milano, città in cui si trasferisce nel febbraio 2008 per motivi anche privati.

Volendo offrire ai suoi clienti un’alta professionalità e in vista anche di Expo 2015, nel 2012 Cristina si iscrive ai corsi Ais e diventa sommelier. Solo dopo qualche anno matura l’idea di aprire una piccola enoteca a seguito anche della volontà di quantificare e valorizzare il proprio impegno: nasce così nell’ottobre 2016 Sorso di vino, enoteca di vini e libri, un accogliente locale provvisto di un grazioso salottino a vista e un angolo libreria con un espositore di riviste. Perché questo connubio? “Quando studiavo per diventare sommelier – racconta Cristina – mi risultava difficoltoso reperire le principali pubblicazioni italiane e straniere sull’argomento perché sparpagliate in diverse librerie così, una volta aperta l’enoteca, ho deciso di raggrupparle per offrire al cliente la possibilità di trovarle con facilità”.

Sorso di vino non fa mescita, ma solo vendita di una scelta di etichette di piccoli produttori italiani, poco o pressoché sconosciuti al pubblico, che non avrebbero molte possibilità di essere valorizzati al di fuori della loro area geografica: Cristina afferma che in questo modo il vino assume la posizione centrale che gli spetta, mentre in un luogo in cui si beve e si chiacchiera non sarebbe più l’assoluto protagonista.

Proprio per promuovere e diffondere la conoscenza del vino Cristina, che ormai dedica solo una parte marginale all’attività di accompagnatrice turistica, comincia ad organizzare incontri mensili di degustazione a cui partecipano dapprima suoi clienti abituali, e che poi, a seguito del successo dell’iniziativa, si sono estesi ad un pubblico più ampio e sono diventati ormai un appuntamento fisso dell’enoteca. Una diretta conseguenza di questa iniziativa è stata la pubblicazione del libro “Degustare il vino, un’intima questione” edito da Aliberti: nato con l’idea di lasciare qualcosa di scritto ai partecipanti alle degustazioni, l’iniziale compendio si è trasformato in un piccolo manuale, una guida all’analisi organolettica e un promemoria per chi ama il vino, anche se non esperto, e vuole sapere cosa sta bevendo.

Il vino comunica se glielo permetti – afferma Cristina – quindi necessita di un rapporto di intimità e di ascolto dei sensi da parte di chi lo degusta affinché possa trasmettere il proprio messaggio: esprime un territorio, colui che lo ha prodotto, un momento storico e anche una filosofia, in altre parole il vino è cultura. Sempre nell’ottica di trasmettere ed educare al bere, Cristina diventa supporter di Wine in moderation, un’associazione no profit nata nel 2011 che ha lo scopo di diffondere la cultura del vino, ma soprattutto di educare le persone a bere con moderazione. L’avventura nel mondo enoico della nostra protagonista non finisce qui: pochi giorni prima della stesura di questo articolo, Cristina è stata nominata Delegata regionale della Lombardia dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, che ha appunto come principali obiettivi la diffusione della cultura del bere con moderazione, in particolare focalizzata sulle nuove generazioni, che rappresentano una fetta importante del mercato.

Vittoria Rosapane