“Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival”: la magica atmosfera del whisky

Intervista esclusiva per Onavnews a Pino Perrone, whisky consultant dello “Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival”.

Pino Perrone Spirit of Scotland Rome Whisky Festival 4
Pino Perrone

Lo ‘Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival’, alla sua sesta edizione torna nella cornice del Salone delle Tre Fontane all’Eur, il 4 e 5 marzo prossimi, con tanti eventi e di ogni tipologia, ce ne può raccontare qualcuno?

Certamente: ci saranno interessanti seminari sulla mixology condotti da figure autorevoli e di riferimento del settore e riconosciute tali a livello internazionale. Masterclass che hanno lo scopo di essere un approfondimento su un tema specifico. Segnalo, ma é solo a titolo di esempio e consiglio a chiunque di seguirci sui social e sul nostro sito www.spiritofscotland.it, quella sui blended imbottigliati negli anni Settanta condotta proprio da me e che si prefigge di sfidare chi ancora insista a sostenere non fossero di qualità. Ci sarà un incontro con – probabilmente – il più famoso imbottigliatore indipendente di whisky, Silvano Samaroli, che incontrerà il pubblico per raccontare il suo libro, Whisky Eretico di cui tanto si è parlato e si parla ancora. Ci sarà una competition per barman che dovranno creare un cocktail di loro invenzione con ingredienti contenuti in una blackbox. E tante altre cose.

In sei edizioni del festival come ha visto cambiare i gusti e le aspettative del pubblico? E come, di conseguenza, è cambiato in questi anni il mercato del whisky?

In sei edizioni abbiamo registrato una crescita costante del pubblico partecipante. Questa crescita, in effetti, non é riferita solo alle presenze, é aumentata anche la richiesta della qualità. Bere consapevolmente significa appunto questo: la ricerca del proprio appagamento edonistico attraverso la miglior esperienza possibile. Siamo quindi felici nell’aver contribuito a questa situazione correttiva.

locandina Spirit of Scotland Rome Whisky Festival 2017 1Di cosa si occupa un ‘whisky consultant’ come lei? Quale la preparazione da compiere e come la si ‘esercita’ sul campo?

Cominciamo con dire che cosa si potrebbe definire un ‘esperto’, poiché un consulente tutto può essere fuorché a digiuno della materia. L’esperienza a mio parere è un percorso che non finisce mai. Per questo motivo rifiuto il termine di ‘esperto’ riferito a me stesso e preferisco un altro più appropriato di ‘appassionato colto’. Ogni giorno noi accumuliamo esperienza. E ogni giorno impariamo cose nuove, a volte del tutto inaspettate: questa ovvietà non sembra tanto evidente alla maggior parte delle persone. Ad ogni modo, credo che una conoscenza profonda al punto tale da poter definire una persona ‘esperta’ si basa su due fattori. Il primo é alla portata di chiunque ed é frutto di una numerosa frequenza d’assaggi. Gli stessi devono spaziare il più possibile. Non esistono i gusti personali in questo campo, bisogna lasciarli a casa. Più se ne fanno e più si impara. Mai sentirsi arrivati, pena tremende delusioni che attendono dietro l’angolo. Il secondo fattore, invece, non concerne tutti perché é inerente alle proprie attitudini individuali. Non mi riferisco alla capacità di scoprire più aromi rispetto ad altri ma a ciò che rimane nel profondo, l’essenza del prodotto. E non é tutto. Bisogna essere in grado d’inserire la propria conoscenza di degustatori nell’ambito di un insieme. Per far ciò bisogna conoscere nozioni d’altri campi affini, come ad esempio conoscere i ‘cugini’ prossimi all’argomento del quale pensiamo di esercitare sapienza. Nel caso specifico dei whisky, mi riferisco agli altri distillati, ma anche agli alcolici come il vino e la birra. Conoscere la loro storia, come nascono e come sono prodotti. Infine, i due fattori devono coesistere e purtroppo non sempre riesce la combinazione. Ad esempio, conosco persone che hanno assaggiato più whisky di me ma non sono in grado di cogliere la loro essenza. Altri invece hanno questa capacità ma hanno assaggiato poco e quindi mancano loro i confronti. Sono convinto che entrambi i fattori sono necessari per svolgere il compito alla quale la domanda fa riferimento. Io poi personalizzo molto, inserendo elementi culturali, come cinema, letteratura, musica, cibo, che apparentemente sono avulsi dal discorso-whisky. Detto ciò, durante il festival vero e proprio io mi occupo di coordinare le informazioni prettamente legate al whisky, oltre a condurre qualche masterclass, supervisiono le altre, mi rapporto con gli espositori e fornisco supporto sia a questi che con al pubblico, per quel che concerne puramente il whisky. Probabilmente il ‘grosso’ lo svolgo tuttavia durante l’anno con i seminari e i corsi professionali sul whisky. Insomma, un festival che si prefigge di educare non dovrebbe vivere solo dei due giorni effettivi nei quali si svolge, e io nel resto del tempo diffondo ‘il verbo’, cosa che ho sempre fatto anche prima di fare parte dello ‘Spirit of Scotland’.

whiskyNegli ultimi anni si è assistito a una vera e propria spettacolarizzazione della figura e del lavoro di chef, dalla televisione al cinema passando per tutti i media possibili. Lei crede che accadrà mai un fenomeno simile per quanto riguarda i sommelier o chi si occupa di vino o distillati?

In realtà qualcosa del genere sulla figura del sommelier del vino é già accaduta in passato ma non con la stessa intensità e clamore rispetto a quanto é accaduto con gli chef, i barman, gli stilisti ecc. Nelle trasmissioni televisive spesso erano chiamati dei sommelier per fare una descrizione di un particolare vino. Sembra che la spettacolarizzazione sia un male necessario e non ci vedo nulla di male a prendervi parte se non si baratta questo tipo di successo con la propria personalità. Purtroppo é evidente che questo non sta accadendo, non voglio fare esempi che sono sotto gli occhi di tutti. Se dovesse succedere questo fenomeno anche al mondo dei distillati ne sarei contento perché potrebbe riguardarmi. Personalmente l’ho più volte proposto ma sembra ci sia un ostacolo relativo alla pubblicizzazione di un prodotto altamente alcolico. La morale viene spesso tirata in ballo in alcuni casi, si teme che sia un invito a esagerare. Credo che non esistano neppure trasmissioni che riguardino il fumo. Io penso invece che non dobbiamo mettere la testa sotto la sabbia. E’ proprio affrontando il problema nella giusta maniera, insegnando a bere di qualità e consapevolmente, raccontando la storia del prodotto della distilleria che l’ha creato, che spostiamo la fruizione del bere semplicemente per cercare ebrezza anziché gratificazione, vero e unico scopo possibile. L’ebrezza verrà comunque ma sarà il mezzo e non il fine. Solo in questo modo riusciamo ad allontanare i nostri figli dai vari chiringuito (non me ne vogliano coloro che ci lavorano) o cose simili. I miei figli sono stati educati in questa maniera e nel mio caso ha funzionato.

Spirit of Scotland Rome Whisky FestivalDomanda da un milione di dollari: come si gusta al meglio un whisky? E che tipologie di acquisti si possono fare a riguardo?

E’ un tipo di domanda che ricevo frequentemente e malgrado risponda sempre il milione non l’ho ancora veduto! Scherzi a parte, non tenendo in considerazione le differenti fruizioni che una degustazione può avere, consiglio solo alcune cose: avere del tempo da dedicare, un bicchiere a tulipano adeguato, temperatura di servizio attorno ai 18 gradi, astenersi da mangiare prima o durante la degustazione alimenti troppo carichi di sapore, ad esempio salati o amari o balsamici (ho visto persone assaggiare whisky un secondo dopo aver terminato di masticare una chewing gum). Per quel che concerne gli acquisti, se la domanda é riferita all’acquisto di una bottiglia di whisky, direi che la cosa migliore sarebbe quella di poterlo assaggiare prima, oppure di lasciarsi consigliare da un professionista dopo aver spiegato i propri gusti, che, tuttavia, per quanto rispettabilissimi, non dovrebbero intralciare la conoscenza. Bisognerebbe comunque assaggiare di tutto. Le guide possono essere un aiuto ma vanno comunque prese con attenzione. Sopratutto quelle redatte da una sola persona. Non cercare necessariamente il prodotto più costoso. Sappiate che tra le cose che mi hanno più sorpreso recentemente vi sono prodotti sotto i settanta euro.

Cosa rende buono un whisky torboso? Ci sono varie tipologie di torba e come viene usata nella produzione di whisky?

Argomento spinoso questo poiché sono quelli più richiesti del momento con conseguente rialzo dei prezzi. E dire che anni fa nessuno li voleva, Scozia inclusa, anche perché hanno sempre rappresentato una ridottissima fetta della produzione. Si riteneva che ‘puzzassero’ troppo! Una degenerazione del forte interesse nei confronti dei cosiddetti whisky torbosi (anche se il termine ‘torbato’ é divenuto di accezione comune) é stata quella di assistere frequentemente a distillerie che tradizionalmente non lo producevano, realizzare anche una versione affumicata. Tutto ciò in barba al passato. Ad ogni modo sono questi i più difficili da trovare equilibrati poiché un elemento, quello polifenolico, fa da padrone. Sempre che cerchiamo un equilibrio in un whisky – come me – anziché una forte caratterizzazione di note che vanno dal catrame al medicinale. A mio parere un whisky torboso sarà buono se non sacrifica gli altri elementi. All’assaggio voglio poter sentire note di malto, floreali, fruttate, sopratutto citrine, come avveniva in passato. E’ vero che esistono varie tipologie di torba, che, ricordo sempre agli alunni dei nostri corsi, non appartiene esclusivamente alla Scozia, dal momento che é circa il 3% delle terre emerse del nostro pianeta. Più si preleva in profondità e più note affumicate e scure avremo. Se la torba é quella di un isola avremo salinità e alghe marine. In altri posti la torba é composta più di radici come erica o foglie d’albero. Insomma, la composizione é differente da posto a posto e influenza il prodotto finale. Come é usata? Durante la fase di asciugatura dell’orzo. Per poter germinare era stato idratato, e per interrompere questo processo e condurre una sorta di germinazione controllata, é asciugato fino a circa il 12% di umidità. Se per farlo si utilizza della torba, l’orzo, che in realtà non sarà più tale ma é diventato malto, sarà torbato e il whisky di conseguenza torboso.

48 thoughts on ““Spirit of Scotland – Rome Whisky Festival”: la magica atmosfera del whisky”

  1. Order generic isotretinoin low price internet overseas [url=http://hxdrugs.com]canadian pharmacy cialis[/url] What Does Levitra Look Like Cialis E Desiderio Stendra 200 Mg Cheap

  2. Cialis Da 10 O Da 20 Mg [url=http://bakgol.com]prix viagra pas cher en saint-denis[/url] Cialis Nebenwirkungen Erfahrungen Name Brand Cialis Without Prescription

  3. Zithromax 5 Day Pack Priligy Precio En Colombia [url=http://bakgol.com]acheter du viagra sans prescription en caen[/url] Generique De Cialis Viagra Professional Uk

  4. Kamagra Accion Terapeutica Cialis Cheap Canada Diflucan Sale [url=http://ciali20mg.com]cialis 5 mg[/url] Viagra Packungsbeilage

  5. Pingback: cialis 20 mg
  6. Pingback: online viagra
  7. Pingback: buy cialis
  8. Pingback: ed pills for sale
  9. Pingback: ed pills otc
  10. Pingback: walmart pharmacy
  11. Pingback: cialis visa
  12. Pingback: Cialis in usa
  13. Pingback: cheap levitra
  14. Pingback: vardenafil pills
  15. Pingback: online vardenafil
  16. Pingback: free slots
  17. Pingback: loan online
  18. Pingback: personal loans
  19. Pingback: personal loans
  20. Pingback: viagra cost
  21. Pingback: new cialis
  22. Pingback: cialis to buy
  23. Pingback: 20 cialis
  24. Pingback: zara
  25. Pingback: 20 cialis
  26. Pingback: play casino
  27. Pingback: casino world
  28. Pingback: sildenafil citrate
  29. Pingback: viagra from india
  30. Pingback: tadalafil 40 mg
  31. Pingback: www.jueriy.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.