“Su Gucciu”, la Granazza passita tradizionale, è protagonista con ONAV ad Oliena

Organizzato dalla locale Proloco, in occasione della Pasqua, si è tenuto a Oliena, in provincia di Nuoro, l’annuale rassegna del vino passito tradizionale Su Gucciu,finalizzato alla promozione dei vini prodotti nel territorio, e alla riscoperta di questo prodotto della tradizione locale. Anche quest’anno gli organizzatori hanno coinvolto la sezione ONAV di Nuoro negli assaggi di questa eccellenza. Quando si ha l’occasione di essere partecipi di una parte della storia enologica di questo paese, non si può che esserne orgogliosi.

La Granaccia è un vitigno autoctono della Sardegna da sempre presente a Oliena, terra del rinomato Nepente, riscoperta anche nei territori limitrofi, come Mamoiada e presente anche in piccole quantità anche nelle Baronie e nel Campidano. A differenza delle omonimie che sono presenti in Italia, qua la Granazza (granaccia, granatza sono i suoi sinonimi) è un vitigno bianco. Alcune analisi già effettuate hanno escluso somiglianze con altri vitigni della Sardegna e, ad oggi, non sono state trovate corrispondenze genetiche. Le prime notizie si hanno già dai trattati di agricoltura del ‘700. Di questo vino ristoratore ne parla anche il gesuita Padre Antonio Bresciani nel 1845, che quando afferma che fu accolto nel paese barbaricino con “buona vernaccia”, si riferiva proprio al passito locale. Ed è anche nelle memorie degli anziani che sono ancora vivi i ricordi delle vendemmie passate, quando nelle vigne di Cannonau, qualche filare è sempre stato riservato a quest’uva. E dagli stessi anziani che si tramandano le tecniche di vinificazione allora come oggi, laboriose e complesse. Vendemmie accurate con cernita dei grappoli più sani e con il giusto equilibrio di maturazione, appassimento sui graticci di canna all’aria aperta nelle cortes delle vecchie case, pigiatura soffice.  

Un passito della centenaria tradizione locale, ristoratore, che veniva offerto al forestiero in visita o in occasione delle feste tradizionali come la Pasqua. Vini dove si ritrova tutta l’anima e il sudore dei bingiateris (è così che in Barbagia si chiamano i vignaioli). Un’uva che regala vini passiti estremamente complessi, eleganti, ricchi di profumi e di sensazioni. Emozionanti. Ogni anno si riscontra una qualità che va sempre in crescendo. Anche quest’anno, nonostante l’annata appena trascorsa non sia stata delle migliori, per via delle gelate primaverili prima e della siccità estiva poi, il panel ONAV ha riscontrato una media eccellente. Vini nel complesso eleganti e di grandi potenzialità. Si esprime in tutti i sentori tipici della Granaccia. Fiori d’agrumi e di ginestra. Aromi mandorlati e frutta secca in genere. Non mancano le note mielose a completare e armonizzare il bouquet. In bocca sono pieni, vellutati, intensi con una buona acidità che sostiene e armonizza le note dolci e li rendono piacevolmente bevibili. Eccellente compagno dei dolci tipici della tradizione sarda, ma assolutamente da provare con i formaggi stagionati ed erborinati.

Un plauso particolare va ai produttori locali, che si cimentano di anno in anno in questa vinificazione particolare e molto impegnativa e alla locale Pro Loco, organizzatrice dell’evento che ci ha permesso di vivere appieno le sensazioni che regala questo vitigno, sempre più da riscoprire e valorizzare.

Pierluigi Nieddu

foto di Luciano Ledda Fede