Tenuta La Floriana: le Marche nel bicchiere

Accogliente e loquace, Elvio Alessandri ama raccontare la storia delle sue terre e dei suoi poderi: “Ho comprato la Tenuta La Floriana nel ’96 e ho rinnovato tutto, impiantando solo vitigni del territorio, Sangiovese, Verdicchio, Ribona, Montepulciano e Malvasia”.

La Tenuta con i suoi vitigni autoctoni è situata in collina, nei pressi della città di Macerata, nel cuore delle Marche, a circa 25 chilometri dal Mare Adriatico, ha una estensione di circa 30 ettari, di cui 24 coltivati esclusivamente a vigneto con vitigni di antica tradizione locale. Qui le uve vengono allevate e trattate con i migliori metodi di vinificazione, nel rispetto delle diverse caratteristiche varietali, in modo da esaltarne la tipicità. Qui si producono il Marche Bianco IGT con Verdicchio e Ribona e il Marche Rosso IGT con Montepulciano in purezza. In effetti, come sottolinea Alessandri, la zona risulta particolarmente vocata da tempi molto antichi, come dimostra una lettera importante per la conoscenza storica dell’azienda, inviata nel 1626 da Pietro Paolo Floriani, da cui la tenuta prende il nome, ingegnere militare e alto ufficiale pontificio, diretta al cognato che si occupava della gestione delle sue proprietà in Macerata, lettera che disponeva con competenza e minuziose prescrizioni, la messa a dimora di viti nel podere.

Ma, come tiene a precisare Elvio, la famiglia Alessandri ha un’altra proprietà, l’Azienda Boccadigabbia a Civitanova Marche, di cui ama, anche in questo caso, narrare la storia: si tratta di una tenuta di quasi 10 ettari vitati, su suolo collinoso a prevalenza sabbioso-argilloso, con clima quasi continentale, terra che faceva parte dei “cento poderi” della Tenuta Bonaparte nella zona di Civitanova Marche, ottenuti con l’annessione delle Marche al Regno Napoleonico d’Italia e che,  successivamente, divennero beni personali del viceré Eugenio Beauharnais e dei suoi discendenti e, quindi, proprietà privata di Napoleone III. Furono proprio gli amministratori di tale podere, a cavallo del 19° e 20° secolo, che introdussero nuovi metodi di coltivazione intensiva e razionalizzarono i processi agricoli ma, soprattutto, intrapresero la coltivazione di vitigni francesi, quali: Chardonnay, Pinot Nero, Merlot, Cabernet Sauvignon, tradizione che dura tuttora con la produzione di vini da vitigni internazionali da parte della famiglia Alessandri che acquistò il podere Boccadigabbia verso la metà del Novecento.

I tre vini in degustazione vengono presentati dall’enologo dell’Azienda, Emiliano Falsini, già responsabile della produzione di Boccadigabbia ed ora intento, con questi prodotti, a valorizzare  vitigni tipici e locali quali Verdicchio, Montepulciano e Ribona, sotto la denominazione Marche Bianco e Rosso IGT. In degustazione le annate 2016 e 2015 del Marche Bianco e 2013 del Marche Rosso, accompagnati da piatti  che hanno saputo valorizzarne le caratteristiche. Nei bianchi la presenza del Verdicchio regala struttura e acidità, quella della Ribona, chiamata anche localmente Maceratino, offre marcate note floreali e fruttate. Nel 2016 (70% Verdicchio, 30% Ribona) si percepisce al naso un bouquet ricco e intenso di fiori bianchi, di erbe aromatiche quali rosmarino e salvia, di sentori fruttati, di pesca e albicocca; in bocca si rivela fresco, sapido, molto persistente con un bouquet particolarmente ampio e ricco. Nel 2015 (85% Verdicchio,15 % Ribona) si percepiscono al naso sentori di fiori gialli e di note  erbacee, di  frutta gialla più matura, con un finale lievemente agrumato. In entrambi i vini si sente, nel bicchiere, l’apporto del legno ma non in maniera prevaricante. Se entrambe le annate si avvalgono della spalla acida e della struttura del Verdicchio, ingentilita dai profumi floreali e fruttati della Ribona, tuttavia la versione più giovane, Marche Bianco 2016, con un maggiore apporto di Ribona (30%) emana un bouquet più ricco e articolato con profumi più intensi e più sapidità e persistenza in bocca .

Il Marche Rosso IGT 2013, da uve Montepulciano in purezza, di cui il 10% subisce un leggero appassimento, si presenta all’olfatto con sentori di viola e ciliegia, di more, spezie e rabarbaro e, in bocca, si manifesta fruttato, fresco, speziato ed elegante. Si tratta di un vino ricco di profumi e di buona complessità, minerale e morbido, con tannini morbidi e gradevoli.  

Enrica Bozzo