Teroldego Rotaliano doc: un vino eclettico

Nell’ambito della manifestazione Autunno Rotaliano organizzata quest’anno a Mezzocorona, ONAV Trento nella splendida cornice di Palazzo Martini ha organizzato una serata dedicata al vino principe del Trentino con un titolo quanto mai significativo: Teroldego Rotaliano, l’eclettico. Nel 1987 nasce una Doc, che al nome del vitigno abbina il nome del territorio che lo ospita: è la Teroldego Rotaliano doc,  prima ed unica doc del Trentino che rimanda ad un territorio ben circoscritto, rispetto agli altri vitigni che si presentano invece sotto la dizione comune Trentino doc.

L’incontro condotto, dall’enologo onavista Paolo Malfer e dal delegato provinciale Luca Miorandi, ha voluto evidenziare proprio la versatilità di questo vino.  Ad iniziare dalla sua
capacità di esprimersi al meglio anche in una versione poco conosciuta come quella in rosato (o kretzer) che nulla ha da invidiare nel risultato finale ai rosati a base Lagrein. Se ne è avuta la conferma nell’assaggio del Teroldego Rotaliano doc rosato 2017 della Cantina De Vescovi Ulzbach di Mezzocorona, di buona freschezza, giusta alcolicità, con evidenti sentori di viola e lampone. Perfetto per accompagnare piatti estivi. Gli altri campioni di Teroldego Rotaliano doc posti in degustazione, come da tradizione, sono stati invece interessati da macerazioni fermentative più prolungate e da un passaggio in legno   più o meno duraturo, privilegiando botti di media grande capacità, in grado di esaltare struttura e il bouquet tipico di frutta rossa di questo vitigno.

Ad iniziare dalle quattro annate di Teroldego 2016: Cantina Fedrizzi Cipriano di Mezzolombardo, storica azienda agricola nata nel 1870: un prodotto che già nel colore scuro e nella fruttuosità al naso ricorda le migliori interpretazioni tradizionali del Teroldego; Cantina Betta Luigino di Mezzocorona, una delle più piccole realtà vitivinicole della Piana Rotaliana, ma capace di esprimere prodotti di qualità riconoscibili e apprezzati da estimatori sempre più numerosi; Cantina De Vigili a Mezzolombardo, con un vino mirabilmente equilibrato; e la selezione “Maso Chini” della storica Cantina Andrea Martinelli di Mezzocorona, acquistata dalla famiglia nel 1855 ma già in attività dal secolo precedente: un Teroldego elegante, frutto di una drastica selezione in vigna e con una permanenza del vino per quasi due anni in tonneaux per lo più nuovi.

Ad evidenziare le potenzialità di tenuta nel tempo del Teroldego Rotaliano doc sono stati proposti all’assaggio un’annata 2013 della Cantina Dorigati, anch’essa di Mezzocorona, condotta dai due cugini enologi Michele e Paolo, che rappresentano la quinta generazione di questa azienda. Lunga permanenza sulle vinacce, un anno di affinamento in grandi botti di rovere per un prodotto pieno e persistente, di buon corpo e giusta tannicità, con evidenti sentori di mora al naso. E un’annata del 2011, il “Clesurae” della Cantina Rotaliana di Mezzolombardo, cantina cooperativa di 300 soci, specializzata soprattutto nella lavorazione del Teroldego. Si tratta di un vino complesso, morbido, caldo e di gusto internazionale, che nasce in campagna da uno specifico progetto qualità e matura in barrique nuove per almeno 24 mesi. A completare la rassegna un Teroldego potente, caldo con i suoi 15,5% vol. grazie ad un parziale appassimento delle uve, ma al tempo stesso armonico e dalla lunga persistenza: è il Gran Masetto della storica Cantina Endrizzi di San Michele all’Adige.

Alcuni dei produttori presenti all’incontro rappresentano i capofila di una richiesta che nella piana Rotaliana incontra sempre più sostenitori, finalizzata a vedere riconosciuto per il Teroldego Rotaliano la docg. Un riconoscimento che sembrerebbe quanto mai doveroso per un vino così importante ed “eclettico”.

Gianfranco Betta