Trentino – Bordeaux. Un confronto tra rossi bordolesi

In Trentino i vitigni da taglio bordolese arrivano relativamente tardi, a differenza di altre regioni del nord Italia.Il Merlot trova una discreta diffusione in Trentino solamente nei decenni tra le due guerre, raccomandato nell’indirizzo Vitivinicolo provinciale del 1954 soprattutto in destra Adige nella piana di Aldeno, dove effettivamente troverà un proprio terreno di elezione nei decenni successivi.

Per i Cabernet, con il Franc che in realtà si rivelerà essere nella maggior parte dei casi del Carménère, si dovrà invece aspettare il secondo dopoguerra per avere una qualche significativa presenza. Sicché il primo imbottigliamento di taglio bordolese avverrà in Trentino solo nel 1958 a cura dell’Istituto Agrario di San Michele con il suo Castel San Michele, subito preso a riferimento da altre cantine dai primi anni ’60 in poi, grazie all’apporto degli enologi neodiplomati dell’Istituto.

Non poche aziende hanno identificato negli anni e decenni successivi proprio nel loro Rosso di taglio bordolese il vino bandiera aziendale. Per valorizzare quei produttori che ancora sono convinti, non a torto, che in Trentino si possano produrre (anche) degli ottimi vini di taglio bordolese, Palazzo Roccabruna, la Casa dei prodotti trentini espressione della locale Camera di Commercio, ha organizzato una serie di eventi, uno dei quali gestito in collaborazione con ONAV.

Sono stati proposti alcuni bordolesi Trentino doc Rosso frutto di un taglio classico di Merlot e due Cabernet, senza aggiunte di altre uve: Castel San Michele – Vigneto Weizacher 2015 – Fondazione Edmund Mach di San Michele All’Adige, ottimo vino destinato a migliorare ancora nei prossimi anni; Quattro Vicariati 2013 di Cavit, altro storico taglio bordolese di interpretazione classica; Riserva ”Trilogia” 2010 dell’Azienda Agricola Bruno Grigolli di Mori, con tre anni di invecchiamento in barrique per un vino di ottima struttura ed equilibrio, caldo e persistente; Riserva Esegesi 2003 dell’Azienda Agricola Eugenio Rosi di Volano, con una netta prevalenza di Cabernet Sauvignon a garantirne una tenuta nel tempo che non mostra cedimento alcuno dopo una quindicina d’anni.

Questi Trentino doc Rosso sono stati posti a confronto con tre prodotti francesi privilegiando alcune denominazioni della zona circostante Saint Émilion, dove nel taglio prevale il Merlot: un AOC Pomerol Chateau La Croix – Saint Vincent 2015 della famiglia Frederic Leydet-Valentin, famosi produttori vitivinicoli di St. Émilion; AOC Bordeaux Superior Grand Vin De Reignac 2013 – Chateau De Reignac di Saint Loubés e infine Saint Émilion Grand Cru Classé Le Dragon De Quintus 2011 –Domain Clarence Dillon di Saint Émillon. Quest’ultimo, rispetto agli altri due, unanimemente giudicato più complesso all’olfatto con un amalgama interessante di fruttato e speziato, di buona struttura, con tannini setosi, e soprattutto più equilibrato in bocca e di discreta persistenza.

Un confronto sulla carta impari per chiunque. E che tuttavia non sembrerebbe trovare giustificazioni oggettive negli elementi che sostanziano i due diversi terroir messi a confronto in questa occasione, ad iniziare dai vitigni (compresi di cloni e portainnesti, ormai ubiquitari), alle tecniche antropiche in vigna e in cantina, sostanzialmente simili perchè mutuate appunto dai francesi; ai suoli calcareo argillosi tanto simili ai suoli della riva destra del Golfo della Gironda (ben diversi dalle graves ricche di sabbia e ciottoli morenici della riva sinistra, ad iniziare dal Medoc); allo stesso clima, con temperature medie annue e piovosità pressochè identiche tra Bordeaux e Basso Trentino, e soprattutto dati medi di temperature massime e minime, nonchè piovosità e ore di luce diurna sostanzialmente simili nei tre mesi dall’invaiatura alla vendemmia, nonostante Bordeaux abbia una latitudine inferiore di un grado rispetto a Rovereto (Fonte: https://it.weatherspark.com). E con i cambiamenti climatici che giocano un’altra carta favorevole per il Trentino, dato che nell’ultimo ventennio, secondo studi della Fondazione Mach la data media di vendemmia ha anticipato tra i 15 e i 17 giorni, garantendo un’ottima maturazione anche al Cabernet Sauvignon, al pari di altre uve a bacca nera di quarta e quinta epoca.

La cena, che ha fatto seguito a questa degustazione comparata Trentino – Bordeaux, è stata abbinata ad un altro bordolese del Trentino, il Rosso San Leonardo 2001 dell’Azienda Tenuta San Leonardo di Avio, un vino ancora pimpante, pieno, con il caratteristico marchio vegetale proprio del Carménère, di lunga persistenza, capace di competere con i migliori bordolesi francesi.

Per Merlot e Cabernet un futuro di successo è possibile anche in Trentino.

Gianfranco Betta