Tutto il territorio del Moscato d’Asti piange Luigi Gatti

E’ mancato il 31 gennaio scorso il professor Luigi Gatti, storico presidente del Cepam (Centro Pavesiano Museo Casa Natale) e figura d’intellettuale, lungamente impegnata nello studio dell’opera di Cesare Pavese e nella sua divulgazione oltre i confini della Valle Belbo.
Da poco aveva festeggiato il suo 72° compleanno.

Originario di Santo Stefano Belbo, titolare della cattedra di lettere alle scuole medie del paese, per decenni il professor Gatti è stato il principale animatore del centro pavesiano, nato nel 1976 sotto forma di associazione, e delle attività collegate alla casa di famiglia dello scrittore, tra i più amati e studiati autori del secondo dopoguerra, che qui ebbe i natali l’8 agosto del 1908.

Sua anche l’iniziativa di istituire il “Premio Pavese” di letteratura, pittura e scultura, manifestazione giunta alla 36ª edizione dei mesi scorsi.
Per molti anni il prof. Luigi Gatti, è stato l’ideatore della manifestazione prenatalizia: “Il Moscato d’Asti di nuovo in festa“ rivolta alle scuole e alle poliedriche componenti della filiera del Moscato.

Chi scrive l’ha stimato per la sua continua volontà di mediazione e di azione propositiva tra i viticoltori, i vinificatori, le cantine cooperative e i colossi  industriali delle “Terre del Moscato”. In molte occasioni- forse troppe – non è stato ascoltato.

Tra i sentimenti di cordoglio espressi in queste ore, riportiamo quello dell’amministrazione comunale santostefanese, che anche in segno di gratitudine ha voluto pubblicare un manifesto di commiato. “Quella del professor Gatti rappresenta una gravissima perdita per il nostro paese “– dice il sindaco Luigi Genesio Icardi- “Non possiamo che ricordarlo con tutta la nostra sincera riconoscenza per l’enorme e prezioso lavoro che ha voluto e saputo svolgere lungo tutta la sua esistenza. Un impegno continuo e disinteressato col quale ha saputo dare un importantissimo contributo alla diffusione dell’opera di Cesare Pavese, contribuendo così a valorizzare anche le eccellenze del nostro territorio“.

Lorenzo Tablino