Un assaggio di South Africa

Serata sociale dedicata ai vini del Sud Africa quella del mese di novembre della sezione Onav di Torino.

Con Simone Giacosa, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali ed Alimentari dell’Università di Torino che ha trascorso nell’ambito del suo dottorato di ricerca, un periodo presso Stellenbosch, prestigiosa università situata nel distretto di Cape Winelands, la principale zona vinicola del South Africa. La tradizione enologica del South Africa risale al 1600, con i primi impianti fatti dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali poi gli Ugonotti e poi i commerci inglesi dal 1800 in avanti.

south_africaL’estensione coltivata a vite è di 100mila ettari con un rapporto produttivo di circa il 60% di vini bianchi, la zona dove principalmente si produce la maggior parte del vino del Sud Africa coincide con le origini enologiche del paese: il Capo di Buona Speranza, nella parte più a sud, vicino a Città del Capo. Le regioni di principale interesse sono Paarl e Stellenbosch. Le uve coltivate sono tutte di origine francese, con l’eccezione del locale Pinotage, un incrocio fra Pinot Nero e Cinsaut, tipico della Francia del sud, creato nel 1925, diventato il simbolo del Sud Africa. Le operazioni vendemmiali e in campo sono manuali.

Il sistema di qualità in vigore fu introdotto nel 1973 e, per certi aspetti, si basa sulle regolamentazioni dell’equivalenti norme francesi e tedesche. Il sistema prende il nome di Wine of Origin (Vino di Origine) con l’applicazione di un adesivo. La degustazione dei vini è stata guidata dal prof. Luca Rolle, nove i campioni: De Grendel brut spumante metodo classico 2013; Diemersdal Wines Sauvignon Blanc 2015; Ayama Chenin Blanc 2013; Idiom Viognier 2012; Spier Signature Shiraz 2013; Diemersfontein Pinotage Coffèe Chocolate 2013; Ayama Pinotage 2013; Idiom Zinfandel 2011; Morgenster 2009.

IMG_1018I vini bianchi sono molto interessanti, in particolare lo Chenin blanc, dai locali chiamato Steen, grazie al clima mediterraneo ed al suolo, presenta buona acidità, freschezza ed emergono le note di frutto della passione, anguria e kiwi. Per quanto riguarda i rossi, meritano un commento i due campioni di Pinotage: il primo (il nome ci fornisce indicazioni importanti su quello che abbiamo trovato nel bicchiere) molto originale dal naso intenso di cioccolato amaro e di caffè non zuccherato ed anche in bocca troviamo la fava di cacao; il secondo (annoverato tra i top 10 Pinotage dell’anno dalla ASBA Bank Guide) ha grande complessità olfattiva con frutti di bosco maturi, leggero cioccolato e caffè, giusto equilibrio e buona acidità.

Piera Genta

4 thoughts on “Un assaggio di South Africa”

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