Un giro del mondo tra passiti, liquorosi e aromatizzati. Passiti e il Magico mondo del flor (prima parte)

Primo inedito e assoluto in ONAV, un Seminario dedicato alla scoperta dei terroir di nicchia: le vere perle nell’enologia mondiale. Storia, curiosità, e radici della personalità dei vitigni, saranno i fil rouge che legheranno ogni capitolo degli incontri, quasi voler essere un’autobiografia a tema, dei ricordi legati alla nascita crescita e sviluppo dell’inconfondibile ‘sapore’ di un vino. Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo la sezione di Mantova ha avuto il piacere di ospitare il “Seminario vini passiti, liquorosi e aromatizzati”. Quattro densi incontri ospitati presso l’hotel “La Favorita” a Mantova.

Artefice di questo progetto, nonché docente delle varie lezioni e splendido cantore dei relativi vini, è stato Matteo Battisti, delegato ONAV di Mantova, un’idea unica e geniale, che ha fatto sognare una trentina di appassionati del calice. Non è possibile con poche parole dare conto pienamente del bellissimo percorso che abbiamo intrapreso con il prezioso contributo di Matteo che, dopo un ricco excursus storico, ci ha immersi nel mondo dei vini passiti che abbiamo riscoperto essere non solo dolci. Matteo ci ha raccontato di vini dove è il vitigno a farla da padrone, di altri dove sono invece il clima e il territorio a farsi sentire maggiormente, e di altri ancora dove la tecnica si esprime in tutto il suo splendore, per regalarci sensazioni di una pura grande “coccola”.

Nella 1° serata, dedicata ai vini passiti, abbiamo degustato il Vino Santo Trentino DOC 2004 – Francesco Poli: 100% Nosiola, un colore ambrato, quasi ramato, che al naso ci ha regalato sentori di miele millefiori, pasticceria secca, panettone, e in bocca una sferzata di acidità, di freschezza, una rotondità garbata, note quasi citrine e una gran voglia di continuare ad assaggiarlo. E poi il Vin Santo del Chianti DOC 2008 – Agricola Pietro Beconcini, più ampio nei suoi aromi terziari e il Passito di Pantelleria DOC Bukkuram Padre della Vigna 2000 – Azienda Marco de Bartoli, elegantissimo, balsamico, con un’acidità eccezionale. Dalle terre assolate di Pantelleria alle gelide vendemmie del Canada con un Ice-Wine Vidal 2014 – Colio (Canada) dalle note di pesca, di ananas, di albicocca disidratata; in bocca, rotondo, denso ma delicato. E poi il Tokaji 6 Puttonyos 2002 – Disznòko immediato ma complesso, dolce e fresco, pieno; occasione per ripercorrere la storia e la grandezza di questo vino e scoprire come nasce. Abbiamo avuto il grande piacere di degustare ed apprezzare un Sauternes 1er Cru Superior 1995 – Chateau d’Yquem, “tanta roba” direbbe qualcuno.

Nel 2° incontro, dedicato al “magico mondo del flor”, Matteo ci ha condotti passo dopo passo alla scoperta del flor, questi lieviti Saccharomyces Cerevisiae che con la loro azione proteggono e affinano le perle enologiche a loro affidate. E poi l’Andalusia e il suo Sherry, che è tecnica, metodo Solera, capataz, stile, Albariza, terreno, clima, vigneto, vitigno, Palomino, bodega, flor. Abbiamo così dedotto che non esiste ‘lo Sherry’ ma piuttosto ‘gli Sherry’ e ci siamo quasi persi fra Manzanilla, Fino, Montillado, Palo Cortado, Oloroso, Cream, Pedro Ximénez … e quando pensavamo di avere tutto chiaro, i disegni del capataz sulle botti ci hanno fatto ripartire da capo. Abbiamo quindi scoperto che, forse, il Pedro Ximénez che arriva in Italia non è sempre la vera anima dello Sherry. Con le nostre mani abbiamo toccato e conosciuto l’Albariza, magico terreno predominante nell’area di Jerez Superior, capace di assorbire e trattenere acqua e aria, che il delegato ci ha consegnato come materiale di recupero di un suo viaggio.

Accompagnati da Matteo, con emozione sua e nostra, abbiamo degustato Sherry Fino Antique – Bodegas Rey Fernando De Castilla da solera di 9 anni, Sherry Oloroso Antique – Bodegas Rey Fernando De Castilla da solera di 20 anni, VORS Sherry Amontillado 51.1 – Osborne da solera di oltre 30 anni, VORS Sherry PX Venerable – Osborne da solera di oltre 30 anni. Siamo così passati dai riflessi leggermente ambrati del Fino all’impenetrabilità del PX; mentre il Fino ci regalava aromi eleganti di frutta secca, mandorla, mandarino, note burrose, il PX ci portava note di dattero, fico secco, canditi, liquirizia … E in bocca sempre finali lunghissimi, dal fresco quasi citrino Fino, alla leggera tannicità, a note di camomilla, fieno e poi cioccolato e polvere di cacao dell’Oloroso, alla tenue tannicità e all’amaretto dell’Amontillado, per giungere all’uva passa, alla liquirizia e alla dolcezza impegnativa del PX. Difficile qui raccontare pienamente le emozioni dell’assaggio ma vi assicuro che sono state un tripudio di colori, aromi e gusti che hanno fatto sì che lo Sherry, anzi gli Sherry, restassero nella nostra memoria e nel nostro cuore.

A seguire poi il Vin Jaune Chateau Chalon 2011 – Tissot, delicato, floreale, con note di lime e curry e in bocca una grandissima acidità e freschezza. Sul finire la Vernaccia di Oristano Riserva 1995 – Contini a stupirci nuovamente, questa rara perla sarda, quasi dimenticata, che pochissimi vignaioli ancora producono, ci ha regalato note di macchia mediterranea, rosmarino, salvia, scorza d’arancia, frutta secca, liquirizia, fico e in bocca una bellissima acidità e sapidità e su tutto un’eleganza fuori da ogni schema. Grandissimo assaggio. segue seconda parte

Michele Penazzi – ONAV Mantova
Scatti fotografici di Sergio Scaini