Vini dei Balcani in degustazione a Genova

La delegazione ONAV di Genova, condotta da Massimo Ponzanelli, in collaborazione con la Balkan Wines, ha proposto ai suoi soci una degustazione più unica che rara.

Geograficamente parlando, partendo dalla confinante Croazia per giungere fino a quella parte della Turchia europea che si affaccia sul Mar di Marmara, si scopre che il vino ha avuto una diffusione non molto differente da quella della nostra Enotria. Croati, rumeni, bulgari, macedoni e turchi hanno vissuto infatti, come tutto il resto del bacino del Mediterraneo, la trasformazione della Vitis vinifera silvestris in Vitis vinifera sativa in una più o meno identica fase temporale di quella mediterranea, che si colloca a cavallo fra la fine del neolitico e l’inizio dell’età del rame; ovvero fra i 7.000 e i 6.000 anni fa.

NEWS_69253In sintesi, tutti i vitigni indigeni di questi territorii (quelli sopravvissuti alla Phylloxera vastatrix, s’intende)  rappresenterebbero l’evoluzione in chiave locale  e in maniera più o meno diretta, di quelli “inventati”da Ittiti e Sumeri e non, come molti credono, di importazione dall’Europa occidentale. Resta però fuor di dubbio che, a partire dalla fine del XIX° secolo e proprio per quanto si è detto a proposito della Fillossera che aveva devastato e praticamente quasi distrutto la coltivazione della vite, si è assistito a una massiccia introduzione in tutta l’area  eurasiatica compresa fra il 30° e il 50° parallelo  di vitigni burgundo-bordolesi ritenuti più resistenti nei confronti dell’attacco dell’insetto parassita.

Chateau Nuzun TurchiaSolo grazie al loro coraggio e alla loro abnegazione, i viticoltori locali hanno comunque salvato, anche in contrasto con passate gestioni politiche ed amministrative che non vedevano di buon occhio la conservazione dei valori della tradizione,  alcuni ceppi degli storici vitigni  autoctoni che oggi fanno bella mostra di sè accanto ai vari Merlot, Cabernet, Chardonay, Sauvignon e così via, salvaguardando così la loro biodiversità enologica. Vitigni come Mavrud, Melnik e Gamza per la Bulgaria; Sarba, Feteasca Neagra e Regala per la Romania; Vranec per la Macedonia; Bogdanjusa  Plovac per la Croazia; Okuzgozù, Adakarasi e Vasilaki per la Turchia, sono degni di tutto rispetto e danno luogo a vini che hanno piacevolmente sorpreso gli assaggiatori ONAV genovesi.

 La degustazione

Vediamo nel dettaglio i nomi dei produttori e le caratteristiche di alcuni fra i 52 vini  presentati e ottenuti  in gran parte da vitigni autoctoni e prefillosserici:

Via Verde Motif Melnik 55 BulgariaVia Verde, Motif Melnik 55 2014.  E’ un vino rosso ottenuto dal Melnik 55, un ibrido creato da cloni originali bulgari, dal gusto intenso e fruttato, sostenuto da una fresca acidità e da un lungo finale. (Struma Valley, Bulgaria

Katarzina estate, Mezzek 2014. 70 % Cabernet Sauvignon e 30 % Mavrud Eccellente il bilanciamento fra fruttato, tannini ed acidità. Lungo ed elegante il finale. (Thracian Valley, Bulgaria).

Edoardo Miroglio, EM Muscat Ottonel 2015. Bello il giallo paglierino con sfumature verdognole e il profumo ricco di aromi e fresco d’agrumi. Ben equilibrato al gusto con note di frutta appassita. (PGI Nova Zagora, Bulgaria)

Crama Ratesti, Fetasca Regala 2015. La Fetasca Regala è un ibrido bianco creato fra F. Alba e Grasa . Il vino, secco e asciutto, manifesta le  caratteristiche dei 2 genitori con profumi freschi e caratteristici.    (Dealurile Satmarului, Romania)

Crama Ratesti, Fetasca Neagra 2015 . Il vino che proviene da questo vitigno dai mille nomi è rosso intenso con riflessi rubino, e un sapore di ribes nero, che diventa più ricco e più morbido con l’invecchiamento. (Dealurile Satmarului, Romania)

Vino Hvar, Plovac Ploski barrique. Il vino è ottenuto dal Plavac Mali uno dei vitigni più noti e stimato per la produzione di vini densi e robusti con profumi di ciliegia nera e note di pepe, fumo e spezie. (Hvar Island, Croazia)

Stobi Winery, Aminta 2013 .  Vogliamo ricordare questo vino per la presenza del 33 % di Vranek o Vranac un vitigno che come il Primitivo e lo Zinfadel (suoi cloni) gode di intensi aromi di frutta matura, prugna e mora. (Tikves Wine District, Macedonia)

Chateau Nuzun, Chateau Nuzun 2011. Il vino creato sulla sponda europea del Mar di Marmara  contiene una piccola percentuale di Okuzgozu un vitigno autoctono una volta assai noto in Turchia ma oggi quasi abbandonato. L’uvaggio è con Cabernet S. Merlot e Syrah (Tekirdag, Turchia)

 Carlo Ravanello

                                                                                    

 

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