Vinitaly: in Lombardia 1 produttore bio su 4 è laureato.

L’evoluzione al biologico cambia l’identikit del vitivinicoltore lombardo: un produttore bio su quattro, infatti, è laureato.

E anche l’età media è più bassa: quasi 10 anni in meno rispetto alle aziende tradizionali. Questi i dati salienti di uno studio di Regione Lombardia diffusi oggi a Vinitaly, in concomitanza con la presentazione presso lo Spazio Polivalente del Padiglione Lombardia dei risultati dei progetti “Cosmesi km0”, sull’utilizzo di derivati della vinificazione nell’industria cosmetica naturale, e “Biopass”, sulla biodiversità nei territori agricoli lombardi. Molto rilevante il dato sull’alta scolarizzazione dei produttori passati al biologico: quasi il 70% delle aziende è condotto da capi con diploma o laurea (45% con diploma superiore e 23% con laurea). In pratica, il doppio di diplomati e il triplo di laureati rispetto a chi guida aziende tradizionali. Numeri che trovano conferma in una percentuale doppia di capi azienda giovani: 25,4% nel bio, 13,2% nel tradizionale.

La Lombardia sta dimostrando quindi di essere un terroir vocato al biologico. Dal 2008 a oggi le superfici a vigneto per questo tipo di produzione sono aumentate del 150% passando da 870 ettari a oltre 2.200 ettari: l’11% circa dell’intera superficie vitata lombarda che nel 2015 ha superato i 20.500 ettari. Le aziende vitivinicole biologiche censite nella regione sono 213. Dal punto di vista della superficie convertita, la leadership va oggi alla provincia di Pavia (623 ettari, di cui più del 50% in conversione), ma quella di Brescia (attualmente 368 ettari) presto opererà il sorpasso, grazie a un forte incremento nelle superfici in conversione (300%), che porterà i vigneti totali condotti con il metodo biologico a 1.436 ettari.

 

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