“Congiuntura viticola mondiale: evoluzione e tendenze”, rapporto dell’OIV ( Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino)

Presentati a Parigi i dati sulla congiuntura viticola mondiale, da parte dell’OIV ( Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino) (www.oiv.int).

Le superfici vitate a livello mondiale toccano i 7,534 milioni di ettari nel 2015, con la Cina che conferma i propri progressi e, grazie ai 34.000 ha piantati lo scorso anni, si conferma come secondo vitigno al mondo. Cresce anche la produzione vinicola, del +2,2% sul 2014, a quota 274,4 milioni di ettolitri, mentre i consumi hanno finalmente trovato un loro equilibrio, dopo anni di calo dettati dalla crisi economica del 2008, a 240 milioni di ettolitri. Continuano a progredire gli scambi enoici, sia in volumi che in valori, tanto che, a livello mondiale, nel 2015, hanno raggiunto i 104,3 milioni di ettolitri (+1,8% sul 2014) ed i 28,3 miliardi di euro (+10,6%).

bd825bc8-660d-4a0b-811d-e1a77622683aAndando ad analizzare i dati, il vigneto mondiale perde qualcosa in termini assoluti, 7.000 ha  di superfici vitate, crescendo, essenzialmente, solo in Cina e Nuova Zelanda, mentre l’Europa perde, nel 2015, 26.000 ettari, confermando però la Spagna al primo posto per superfici vitate, con 1,021 milioni di ettari vitati, davanti a Cina (0,82 milioni di ettari) e Francia (0,78 milioni di ettari). La produzione mondiale di vini e mosti, invece, conferma un 2015 decisamente positivo, a quota 274,4 milioni di ettolitri, 5,8 milioni di ettolitri in più del 2014. Con una crescita del +12% l’Italia torna ad essere il primo produttore mondiale (49,5 milioni di ettolitri), davanti a Francia (47,5 milioni di ettolitri) e Spagna (37,2 milioni di ettolitri), mentre gli Usa confermano per il terzo anno consecutivo un livello produttivo decisamente alto, a 22,1 milioni di ettolitri.

Nell’emisfero Sud cala la produzione dell’Argentina, comunque al primo posto con 13,4 milioni di ettolitri, seguita dal Cile, che cresce fino a 12,9 milioni di ettolitri, e dall’Australia, stabile a 11,9 milioni di ettolitri. Perde qualcosa anche il Sudafrica, che si attesta sugli 11,2 milioni di ettolitri prodotti, con al Cina a 11 milioni di ettolitri. Piccolo passo in avanti si registra invece per i consumi, a quota 240 milioni di ettolitri (+0,90 milioni di ettolitri sul 2014), confermando il suo nuovo equilibrio dopo la crisi finanziaria del 2008. Al primo posto, con 31 milioni di ettolitri, si conferma il mercato degli Stati Uniti, mentre non si arresta il calo della Francia, a 27,2 milioni di ettolitri nel 2015, seguita dall’Italia, stabile a 20,5 milioni di ettolitri, dalla Cina, che cresce leggermente sul 2014 (+0,5 milioni di ettolitri), toccando i 16 milioni di ettolitri, e dalla Spagna, più distante, con 10 milioni di ettolitri.

 

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