Gleres: verso un Prosecco a residuo 0

Ottenere piantine figlie di Glera per la produzione di Prosecco resistenti a peronospora e oidio – le principali malattie che affliggono la vite – e promuovere nel contempo lo sviluppo di nuove pratiche agricole sostenibili, e di una vitivinicoltura libera dall’utilizzo di prodotti fitosanitari.

Sono questi gli obiettivi del progetto GLERES, avviato nel 2017 da una collaborazione tra Confagricoltura Treviso e il CREA-VE; una ricerca che l’azienda Merotto ha deciso fin dal principio di cofinanziare assieme ad altre realtà del territorio.

Nel 2017, anno d’inizio del progetto, la varietà Glera è stata incrociata con numerosi parentali resistenti alle malattie fungine, e nel 2019 i primi germogli ottenuti sono stati piantati. A tre anni dal via il team dei ricercatori ha potuto presentare i primi risultati tangibili: oltre ad un numero elevatissimo di incroci andati a buon fine, nel settembre del 2020 sono comparsi i primi grappoli d’uva sulle viti sperimentali.

«Si tratta di un progetto che la nostra azienda ha abbracciato da subito» commenta Graziano Merotto che, alla guida dell’azienda omonima, da 50 anni produce Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene con particolare attenzione alla difesa e al rispetto del territorio; «l’ambiente è il patrimonio più importante che abbiamo e, in quanto produttori, è nostro dovere impegnarci per la sua tutela e salvaguardia. Grazie a GLERES abbiamo la possibilità di sviluppare nuove soluzioni che ci permettano di intervenire il meno possibile sui processi naturali, adottando un approccio più rispettoso nei confronti di quella terra a cui dobbiamo così tanto».

Secondo il direttore del CREA-VE Riccardo Velasco entro il 2022 verranno moltiplicate le piantine più promettenti e nel giro di un paio d’anni queste nuove varietà potranno essere piantate nei vigneti dei produttori partecipanti al progetto. Oltre a Merotto, infatti, sostengono GLERES altre 16 aziende del territorio.