ONAV Bruxelles e la cantina belga Entre-Deux-Monts

Rispettando tutte le misure sanitarie locali antiCovid, i soci di ONAV Bruxelles sono andati a visitare la settimana scorsa una delle aziende vitivinicole più a nord d’Europa , il Domaine Entre-Deux-Monts sulle colline di Heuvelland, nelle Fiandre occidentali, di proprietà della famiglia di Martin Bacquaert che ne è anche l’enologo.

Una visita studio che si è rivelata interessantissima, con approfondimenti sulle modalità di allevamento della vite e sulla scelta dei vitigni per una tale latitudine e con degustazione di quasi tutte le etichette disponibili della cantina, alcune referenze erano purtroppo in quel momento esaurite, comunque ben otto etichette, alcune già cariche di prestigiosi riconoscimenti in concorsi internazionali e di riviste di settore.

Un’avventura imprenditoriale iniziata nel 2005 su tre ettari di proprietà del nonno che erano coltivati prevalentemente a cereali, da un’idea del padre di Martin che lavorava nel settore del commercio del vino, e concretizzata e portata avanti adesso dal savoir-faire di Martin che ha studiato agronomia ed enologia e poi si è perfezionato lavorando in Francia, à Bordeaux, à Montpellier, in Champagne dove ha dei parenti, ma anche in Italia, per l’esattezza in Friuli da Felluga.

Martin in un primo momento pensava di lavorare isolo per aziende di altri ma poi, spinto dall’idea del padre, ha voluto provare a creare la sua azienda vitivinicola. Oggi gestisce 18 ettari di terreni, in parte suoi e la parte restante di partners, e la produzione ha già toccato le 100mila bottiglie. La posizione è favorevole, ed ancora più con il riscaldamento climatico degli ultimi anni, come suggerisce il nome la proprietà si trova tra il Monte Nero e il Monte Rosso, anzi è proprio su quest’ultimo che si trova la cantina. Per un paese piatto quale il Belgio sono monti, in realtà sono morbide colline verdeggianti di boschi e famose, infatti, per le belle passeggiate e piedi ed in bicicletta che vi si effettuano.

Ma da qualche anno un’attrattiva sono anche le vigne, spalliere a guyot alte e rigogliose, non basse vicino al suolo come si trovano in altri vigneti belgi. La vendemmia, terminata a fine settembre con la raccolta del pinot noir, è in parte manuale e in parte meccanizzata. Il suolo è molto fertile, misto con presenza di ferro e selce, buon drenaggio, qui l’influenza del Mare del Nord si fa sentire ma la luce e il calore del sole sono sufficienti nei vigneti. La produzione è orientata innanzitutto sugli spumanti e i bianchi, ma non manca qualche sperimentazione di rosso.

La scelta di vitigni precoci è stata fondamentale con l’obiettivo di produrre vini freschi ma di buona aromaticità: quindi, oltre ai più comuni Chardonnay, Pinot grigio e Pinot noir, anche il Pinot Auxerrois (la seconda varietà più coltivata in azienda), il Kerner, l’Acolon, vitigno a bacca rossa dai sentori un po’ selvaggi, e una piccola sperimentazione di Sieger, vitigno dalla buona aromaticità essendo figlio di  un incrocio tra Madeleine Angevine et Gewurztraminer.

Obiettivi di Martin sono la sostenibilità economica dell’impresa ma anche quella ambientale e, anche se non sono biologici, sono molto attenti alla loro impronta ambientale, e non usano, per esempio, il rame. La cantina è piccola ma ben attrezzata e dotata anche di una piccola ma suggestiva barricaia. Gli spumanti sono tutti dei metodo classico e per il remuage sono utilizzati dei giropallet automatici.

La degustazione.

I soci ONAV Bruxelles sono stati accolti con il brut “Wiscoutre”, da uve Kerner e Chardonnay, 20 mesi sui lievito, fresco e accattivante al naso, equilibrato e fine all’assaggio, le prime bollicine prodotte dalla cantina e tra le più apprezzate dai partecipanti alla visita. E’ seguito il piacevole “Wiscoutre Rosé”, Pinot Noir, Kerner et Chardonnay, pure 20 mesi sui lieviti, bel colore rosa antico e gradevoli caratteristici sentori di piccoli frutti rossi.

Terzo spumante il brut “Bacquaert” che riprende il nome di uno Champagne che la famiglia produceva in Francia e che ha l’ambizione di divenire il prodotto di punta dell’azienda, per adesso è ancora in fase di messa a punto, ultimamente è solo da uve chardonnay mentre prima prevedeva anche il pinot noir, è affinato 2 anni sui lieviti, si presenta con bei riflessi dorati, naso più complesso dei precedenti, ci aspettavamo di più all’assaggio.

Passando ai vini fermi, molto interessante anche la degustazione del “Kerner 2018” in purezza, prodotto solo nelle annate più calde, quando l’uva riesce a maturare perfettamente, un vino di personalità che può piacere molto oppure per niente, di spiccata acidità e buona sapidità nel finale. Come suggerisce poi il nome, “Quatre Cépages” è un blend di quattro vitigni – Auxerrois, Pinot Gris, Sieger, Chardonnay – naso leggermente aromatico e acidità più contenuta del precedente, di grande successo nei ristoranti perché molto versatile.

Di buona acidità pure l’etichetta “Pinot” che  è invece un blend di Pinot Gris, Pinot Auxerrois, Chardonnay e il nome si spiega con il fatto che anche lo Chardonnay, secondo alcuni studiosi, ha origine da un Pinot; poi abbiamo provato anche la loro sperimentazione di “Pinot noir”, dal colore ocra, sentori di caffè freddo, poco intenso sia alla vista che al naso e gusto, acidità spiccata, ma già dalla prossima annata sembra che sarà più scuro e corposo. Ottavo calice, per finire di un prodotto molto particolare, lo Zientje, un sidro ma molto sofisticato perché ottenuto da due varietà di mele, sciroppo di sambuco e uva Kerner, e spumatizzato come un metodo classico  http://www.entre-deux-monts.be

Alma Torretta